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La propaganda anti-Euro e Twitter

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ops!

dragonfly 16/8/2013 - 14:30

rileggi meglio. corrado ruggeri non intendeva parlare del valore di conversione della lira in euro ma del "taglio" che si è dato all'euro, se cioè un singolo euro magari di pezzatura più grande o più piccola non fosse vantaggioso "percettivamente".

un po' come tremonti  (e corrado non se la prenda:-))  che proponeva l'introduzione della banconota da un euro, visto che gli spicci sembravano di poco valore e li avremmo scialacquati, non è poi chiaro se con keinesiano beneficio collettivo.

in effetti, bisognerebbe chiedere ai mendicanti e agli artisti di strada se a cavallo della conversione hanno registrato cospicui aumenti di fatturato. io penso che all'inizio le piccole spese frequenti saranno state anche  poco attente ("wow! prezzi piccoli!") ma poi il borsellino vuoto ha ricondotto velocemente alla normalità.

rileggo volentieri, se consigliato, ma quando trovo "perchè si è scelto quel valore per l'euro e non la metá?" io vedo un esplicito riferimento al valore, non al taglio. A questo punto Corrado se lo ritiene opportuno, puo' chiarire cosa intendesse dire.

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dragonfly 16/8/2013 - 15:30

ma psicologicamente 1DM e 1000 lire sarebbero diventate (circa) 1 euro 

corrado ruggeri si chiede: non sarebbe stato meglio se i paesi europei, fermi restando tutti i rapporti reciproci dei valori di conversione, avessero coniato un euro di valore diverso? anzichè del valore di circa un caffè, a mezzo caffè. a es?

come per i vecchi e nuovi franchi francesi o le discussioni sulla lira pesante, il variare del valore nominale influenza la propensione all'acquisto? eccecc.

(prima sono stato sbrigativo, mi scuso)

Esattamente. Grazie Dragonfly per aver chiarito.Mi scuso io di essere stato poco preciso nella terminologia. A questo punto, chiarita la domanda, la ripropongo. Sarebbe stato un gran problema avere l'euro da "mezzo caffe"? Soluzione che, credo, avrebbe facilitato l'accettazione del nuovo conio.