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La propaganda anti-Euro e Twitter

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Grazie di tutto cuore, Bisin. Quanto te e ituoi colleghi avete intenzione di fare con i prossimi articoli è apprezzabile se non fondamentale per far ben comprendere agli italiani che il problema non è l'Euro e la sua compatibilità con la sopravvivenza dell'economia italiana, bensì la cultura paesana e perversa di (ahimè) molti che pur di guadagnarsi un posto in "vetrina" sarebbero capaci, oltre che atteggiarsi a "Economista", di ammazzare la madre (l'Italia) pur di pubblicizzare il proprio "io". Oggi, su Leoni Blog c'è un bell'articolo di Oscar Giannino (che so che a voi non è molto gradito!) che richiama alla necessità di revisione del Diritto Amministrativo italiano. Per farlo si richiama alla Francia e quanto da loro fatto nel corso degli ultimi decenni. Ai miei occhi, l'articolo non parla altro che di Europa e della necessità di andare oltre l'attuale stallo dell'Euro zona. Molte soluzioni ai problemi italiani sono già suggerite da quanto fatto da altre nazioni Europee, prime fra tutte la Francia e la Germania. 

Io sono un convinto Europeista e, a mio giudizio, gli Stati Uniti d'Euopa (Federati) sono divenuti una necessità impellente soprattutto per l'Italia. Per arrivarci nel più breve tempo possibile suggerisco partire dall'unione degli sati che hanno dato origine all'CEE e della CEEA nel 56: Germania, Francia, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, con accentramento di poteri a livello sovrannazionali solo per le politiche monetarie e economiche, nonchè della Sicurezza Nazionale )Esteri, Difesa e Interni. 

Perchè, oltre che dimostrare che uscire dall'Euro sarebbe un grossolano errore, non iniziate a proporre soluzioni attuative nell'ottica da me suggerita, se ritenuta valida? La voce di stimati e apprezzati economisti come te, Bisin, sarebbe sicuramente molto più valida di quanto mi possa spremere io in questo momento. Da me giudicato di estremo interesse per generare una differente ma maggiormente auspicata visione dell'Europa: Un solo Stato, un solo Popolo!

La chiusura dell'intervento di Fabio Ghia rievoca - penso inconsapevolmente - un motto nazionalista tedesco che peraltro aveva qualche fondamento reale. Dov'è il demos europeo senza il quale immaginare un superstato è vano?

Un solo Stato, un solo Popolo!

Condiderando quanto sta scritto qui (ovviamente contestabile) ed in particolare "La parola popolo è un termine giuridico che indica l'insieme delle persone fisiche che sono in rapporto di cittadinanza con uno stato." quello che manca in Europa è lo Stato, o Nazione che di si voglia. Il popolo arriverebbe, per definizione giuridica, di conseguenza.  O no?

mi sembra un'antitesi formalistica, soprattutto se si identifica il popolo in funzione dello stato. Sul piano della teoria giuridica, il popolo è uno degli elementi che compongono lo stato, insieme con il territorio e l'organizzazione politica: il vocabolo nazione evoca piuttosto una comunità pregiuridica - a base etnica o linguistica  o culturale - che si costituisce in stato o aspira a farlo.

Il punto è che non esiste una comunità etnica o linguistica  o culturale che si dichiari tout court europea ed ambisca a costituirsi in stato: ovviamente, l'onere della prova grava su chi ne afferma l'esistenza. Peraltro, il processo di costruzione dell'UE si è svolto sempre con il dichiarato intento di preservare le diversità culturali delle diverse nazioni partecipanti, intento tradotto in specifiche disposizioni dei Trattati. Come si possa estrapolarne un demos europeo che possa costituire l'elemento fondamentale di un superstato, mi sfugge.

In ogni caso, l'UE potrebbe accrescere le proprie attribuzioni senza che sia necessario immaginare una sua transustanziazione in federazione di stati, che sarebbe respinta dalla maggioranza di essi.