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La propaganda anti-Euro e Twitter

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Non era mia intenzione urlare. Abituato a siti con editor meno sofisticato uso il maiuscolo per evidenziare di solito lo dico per non creare equivoci. Faccio ammenda e cercherò di fare un buon uso del neretto.

Detto questo capisco la sua preoccupazione personale neanche a me piace avere una decurtazione dei miei pochi risparmi. Ma sinceramente sono più preoccupato delle perdite che sto continuando ad avere sul mio reddito,se sparisce quello, lei capisce bene che non solo avrò una capacità di risparmio inferiore, ma molto probabilmente dopo per vivere dovrò inevitabilmente attingere a quelle risorse che non sono infinite.

Con questo non voglio insinuare che sia colpa dell'euro (come già scritto non sono un sostenitore a prescindere dell'uscita dall'euro),ma il fatto resta,dal 2005 la nostra propensione al risparmio è in picchiata, e io non credo,che sia tutta colpa degli imprenditori poco propensi all'innovazione,dei dipendenti fannulloni o degli interessi sul debito visto che paghiamo circa 80 miliardi da quasi 20 anni.

In sintesi ciò che mi interessa capire è se il reddito che è la fonte della nostra capacità di spesa e di risparmio è corralato a questi fattori:

  • - unione monetaria non ottimale che ha tassi di interesse diversi fra le nazioni aderenti (di fatto ci sono già più euro),
  • - differenza eccessiva del costo del lavoro e della relativa tassazione sul lavoro e sulle imprese,fra gli stessi aderenti all'area valutaria,che di fatto non consente la mobilità dei fattori produttivi ma incentiva la delocalizzazione verso paesi a basso costo del fattore lavoro,
  • - delega della sovranità alla BCE che guarda solo all'inflazione e non come la FED che deve trovare un equilibrio fra inflazione e occupazione,
  • - correlazione fra reddito alta tassazione e bassi investimenti pubblici,
  • - correlazione fra investimenti e pubblici e privati e occupazione,
  • - correlazione fra tasso di cambio e riequilibrio della bilancia commerciale,

Do per scontato che la burocrazia e uno spreco di risorse senza ritorno economico.  

 

io non credo,che sia tutta colpa degli imprenditori poco propensi all'innovazione,dei dipendenti fannulloni

  http://www.lavoce.info/quellorganizzazione-del-lavoro-che-litalia-non-innova

 

http://www.lavoce.info/produttivita-capitale-italia-crescita-banch/

gros

 In sintesi ciò che mi interessa capire è se il reddito che è la fonte della nostra capacità di spesa e di risparmio è corralato a questi fattori: -

unione monetaria non ottimale che ha tassi di interesse diversi fra le nazioni aderenti (di fatto ci sono già più euro)

, http://www.tradingeconomics.com/charts/italy-government-bond-yield.png?s... http://www.tradingeconomics.com/charts/italy-gdp-growth-annual.png?s=itpirlys&d1=19990101&d2=20131231

delega della sovranità alla BCE che guarda solo all'inflazione e non come la FED che deve trovare un equilibrio fra inflazione e occupazione,

 http://www.oecd.org/media/oecdorg/directorates/statisticsdirectorate/QES500-0713.fw.png

quest'ultimo grafico riguarda l'employment rate

...dalla scala del suo disegno: in realtà gli interessi sul debito passano da un massimo di oltre 110 Mld nel 2002 ad un minimo di circa 66 nel 2004

(almeno, secondo quanto sostenuto qui: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-04-03/come-sara-italia-2015-154535.shtml?grafici)

A proposito dei redditi: se il giorno Exit-1 il suo reddito mensile è pari a X€ e il giorno Exit +1 è α* X (con α<1), come si fa a dire che è restato invariato?

Si, può essere che per i beni e servizi prodotti in loco (l'agriturismo di cui si parlava nella discussione sopra) i prezzi relativi restino invariati o quasi. Ma per tutto il resto?