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La propaganda anti-Euro e Twitter

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Il discorso sul rapporto tra produttività e domanda è più complesso; Bagnai non lo banalizza così ma Monacelli secondo me dovrebbe rifletterci di più. Gli economisti sanno che i settori in cui si accumula la produttività sono i cosiddetti settori "traded"; rozzamente, quelli esposti alla domanda estera. Se esiste una relazione tra domanda e produttività, allora l'ingresso nell'Euro (assumendo e non concedendo che causi anche un'iniziale diminuzione dei tassi d'interesse reali) è coerente con l'idea per cui:

- diminuisce direttamente la domanda per il settore traded domestico via graduale apprezzamento reale, la cui produttività poi rallenta;

- aumenta la domanda relativa di beni di consumo (via diminuzione tassi e afflusso capitali) del settore untraded, avendo questo un effetto marginale sulla produttività;

- aumenta la domanda di beni traded stranieri via diminuzione dei tassi, rinforzando il meccanismo;

- quanto ai beni di investimento, in presenza di un apprezzamento reale diminuirà la domanda relativa di beni nazionali e aumenta la domanda relativa di beni esteri, con effetto negativo sulla produttività nazionale.

Insomma, un modello un tantino più complicato cambia la conclusione anche in presenza di tassi in diminuzione. Del resto i dati dicono che le asimmetrie nascono proprio da sentieri divergenti delle varie componenti del reddito e della domanda nazionale di beni.