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La propaganda anti-Euro e Twitter

8 commenti (espandi tutti)

Premesso che io non sono un sostenitore dell'uscita dall'euro a prescindere,in merito condivido molto di quanto scritto qui.

Io non capisco un tubo, ma P.D.Grauwe qualcosa di economia dovrebbe capire anche per quelli che pretendono i CV lunghi. Ora non è un mistero che lui e altri economisti sostengono che cosi come è congeniata L'eurozona chi ha adottato l'euro come moneta emette debito pubblico in moneta straniera in merito si legga qui.

L'IPOTISI DI USCITA DALL'EURO.

Qualcuno crede seriamente che ci farebbero uscire, l'Italia per l'euro è Too big to fail e non è solo una questione di debito pubblico.

"L’accumulo del debito in eccesso nel Sud è accompagnato da un eccessivo accumulo di crediti del Nord. La risposta corretta sarebbe quella di forzare i paesi in deficit a ridurre la spesa e i paesi in surplus ad aumentarla. La strategia della Commissione Europea, tuttavia, concentra tutto l’aggiustamento sui paesi in deficit, senza imporre un aggiustamento simmetrico e opposto ai paesi in surplus. Come risultato, la zona euro è costretta in una camicia di forza deflazionistica." P.D.Ggrauwe  qui

Non si preoccupino quelli che insinuano svalutazioni a go...go... dato che siete un blog serio presumo che nessuno metta in discussione la legge della domanda e dell'offerta, e siccome dopo una svalutazione le esporatazioni riprendono (dice niente l'aggettivo svalutazione competitiva),per la solita legge aurea la moneta non è immune alla domanda. Di conseguenza dopo una svalutazione c'è una rivalutazione. Cosi come a ogni debito corrisponde un credito e l'uscita dell'Italia causerebbe danni a tutto il sistema.

RICATTO?

No semplice gioco delle parti e puntini sulle I se viviamo nella solita casa. Non mi sembra che sia una bella Europa quella che sta affamando la Grecia depredato i conti a Cipro e sta mettendo in ginocchio Spagna e Portogallo.

UNA BATTUTA.

Non si preoccupino quelli che hanno I soldi in banca per l'uscita dall'euro, possono sempre investire i loro denari nel business delle carette che andranno a ruba e sostituiranno i borsellini.

PERÒ SAREBBE INTERESSANTE SAPERE IL LAVORO DI CHI SI PREOCCUPA DELLA SVALUTAZIONE (sposando il punto di vista dei creditori che sarebbero i maggiori danneggiati), PERCHÈ DI CERTO NON E' UN CASSA INTEGRATO, PER LUI LA SVALUTAZIONE E' DI FATTO AL 40%  E SENZA CHE SI SIA USCITI DALL'EURO.

 

 

PERÒ SAREBBE INTERESSANTE SAPERE IL LAVORO DI CHI SI PREOCCUPA DELLA SVALUTAZIONE (sposando il punto di vista dei creditori che sarebbero i maggiori danneggiati), PERCHÈ DI CERTO NON E' UN CASSA INTEGRATO, PER LUI LA SVALUTAZIONE E' DI FATTO AL 40%  E SENZA CHE SI SIA USCITI DALL'EURO.

Presente: ingegnere informatico, lavoratore dipendente, al quale dispiacerebbe veder ridurre del 20% (almeno...) i pochi risparmi accumulati pian piano in 11 anni di onesto lavoro. Ed il mio stipendio.

P.S.: NON E' NECESSARIO URLARE PER ESPRIMERE UN CONCETTO

Non era mia intenzione urlare. Abituato a siti con editor meno sofisticato uso il maiuscolo per evidenziare di solito lo dico per non creare equivoci. Faccio ammenda e cercherò di fare un buon uso del neretto.

Detto questo capisco la sua preoccupazione personale neanche a me piace avere una decurtazione dei miei pochi risparmi. Ma sinceramente sono più preoccupato delle perdite che sto continuando ad avere sul mio reddito,se sparisce quello, lei capisce bene che non solo avrò una capacità di risparmio inferiore, ma molto probabilmente dopo per vivere dovrò inevitabilmente attingere a quelle risorse che non sono infinite.

Con questo non voglio insinuare che sia colpa dell'euro (come già scritto non sono un sostenitore a prescindere dell'uscita dall'euro),ma il fatto resta,dal 2005 la nostra propensione al risparmio è in picchiata, e io non credo,che sia tutta colpa degli imprenditori poco propensi all'innovazione,dei dipendenti fannulloni o degli interessi sul debito visto che paghiamo circa 80 miliardi da quasi 20 anni.

In sintesi ciò che mi interessa capire è se il reddito che è la fonte della nostra capacità di spesa e di risparmio è corralato a questi fattori:

  • - unione monetaria non ottimale che ha tassi di interesse diversi fra le nazioni aderenti (di fatto ci sono già più euro),
  • - differenza eccessiva del costo del lavoro e della relativa tassazione sul lavoro e sulle imprese,fra gli stessi aderenti all'area valutaria,che di fatto non consente la mobilità dei fattori produttivi ma incentiva la delocalizzazione verso paesi a basso costo del fattore lavoro,
  • - delega della sovranità alla BCE che guarda solo all'inflazione e non come la FED che deve trovare un equilibrio fra inflazione e occupazione,
  • - correlazione fra reddito alta tassazione e bassi investimenti pubblici,
  • - correlazione fra investimenti e pubblici e privati e occupazione,
  • - correlazione fra tasso di cambio e riequilibrio della bilancia commerciale,

Do per scontato che la burocrazia e uno spreco di risorse senza ritorno economico.  

 

io non credo,che sia tutta colpa degli imprenditori poco propensi all'innovazione,dei dipendenti fannulloni

  http://www.lavoce.info/quellorganizzazione-del-lavoro-che-litalia-non-innova

 

http://www.lavoce.info/produttivita-capitale-italia-crescita-banch/

gros

 In sintesi ciò che mi interessa capire è se il reddito che è la fonte della nostra capacità di spesa e di risparmio è corralato a questi fattori: -

unione monetaria non ottimale che ha tassi di interesse diversi fra le nazioni aderenti (di fatto ci sono già più euro)

, http://www.tradingeconomics.com/charts/italy-government-bond-yield.png?s... http://www.tradingeconomics.com/charts/italy-gdp-growth-annual.png?s=itpirlys&d1=19990101&d2=20131231

delega della sovranità alla BCE che guarda solo all'inflazione e non come la FED che deve trovare un equilibrio fra inflazione e occupazione,

 http://www.oecd.org/media/oecdorg/directorates/statisticsdirectorate/QES500-0713.fw.png

quest'ultimo grafico riguarda l'employment rate

...dalla scala del suo disegno: in realtà gli interessi sul debito passano da un massimo di oltre 110 Mld nel 2002 ad un minimo di circa 66 nel 2004

(almeno, secondo quanto sostenuto qui: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-04-03/come-sara-italia-2015-154535.shtml?grafici)

A proposito dei redditi: se il giorno Exit-1 il suo reddito mensile è pari a X€ e il giorno Exit +1 è α* X (con α<1), come si fa a dire che è restato invariato?

Si, può essere che per i beni e servizi prodotti in loco (l'agriturismo di cui si parlava nella discussione sopra) i prezzi relativi restino invariati o quasi. Ma per tutto il resto? 

È chiaro e facilmente intuibile che in caso di nuova Lira ci sarebbe una perdita di potere d'acquisto. Ma a mio avviso si tende a sottovalutare che la stessa identica perdita avverrà comunque anche restando nell'Euro. Solo che avverrà in maniera più graduale, impercettibile; anzi sta già avvenendo. Non a caso ciclicamente si leggono notizie tipo "retribuzioni al palo", "perdita di potere d'acquisto da parte delle famiglie", "costo della vita in aumento"...

Poi riguardo ai risparmi, se perdurerà l'attuale situazione essi rischiano di venire attaccati da fallimenti bancari e imposte patrimoniali.

È chiaro, certo, ma è perché le imposte aumentano e quindi abbiamo meno soldi in tasca.
Voce del verbo "fare le riforme" (abbattere spesa pubblica e pressione fiscale)  è prioritario rispetto ai giochini con il valore di scambio della moneta.

Ma, se il risultato finale è (all'incirca) sempre la stesso forse il percorso graduale è preferibile rispetto al gradino che proponete, non le pare?