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La propaganda anti-Euro e Twitter

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ma dall'altro, in virtù della parità monetaria, le imprese italiane hanno iniziato ad andare in difficoltà,

questo è il riassunto della tesi diAB: la moneta forte, euro, causando un calo della domanda aggregata, ha causato il calo della produttività  che ci ha tolto competitività. T. Monacelli ci ha messo meno di 140 caratteri per confutare questa vulgata: il calo dei tassi provoca un aumento della domanda aggregata. alla peggio la moneta, euro, è stata neutra nella nostra perdita di competitività.

Faccio un passo indietro e rinnovo l'invito a parlare PRIMA delle modalità di uscita e gestione della transizione, POI della svalutazione.

Ci sono tre modi possibili per uscire:

denuncia trattato= uscita UE (no, non c'è nessun EFTA o rete di protezione.visto che si è denunciato il trattato. si riparte da zero)

negoziato a n stati = nessuna segretezza

dissoluzione dell'euro tout court.

piuttosto che parlare dei benefici effetti della svalutazione della sterlina negli anni 90, mostrando di non capire che è differente dal cambiare valuta e che le altre variabili che influenzano il processo oggi hanno valori totalmente differenti, propongano una procedura sensata per uscire e gestire la transizione senza causare catastrofi.

Il discorso sul rapporto tra produttività e domanda è più complesso; Bagnai non lo banalizza così ma Monacelli secondo me dovrebbe rifletterci di più. Gli economisti sanno che i settori in cui si accumula la produttività sono i cosiddetti settori "traded"; rozzamente, quelli esposti alla domanda estera. Se esiste una relazione tra domanda e produttività, allora l'ingresso nell'Euro (assumendo e non concedendo che causi anche un'iniziale diminuzione dei tassi d'interesse reali) è coerente con l'idea per cui:

- diminuisce direttamente la domanda per il settore traded domestico via graduale apprezzamento reale, la cui produttività poi rallenta;

- aumenta la domanda relativa di beni di consumo (via diminuzione tassi e afflusso capitali) del settore untraded, avendo questo un effetto marginale sulla produttività;

- aumenta la domanda di beni traded stranieri via diminuzione dei tassi, rinforzando il meccanismo;

- quanto ai beni di investimento, in presenza di un apprezzamento reale diminuirà la domanda relativa di beni nazionali e aumenta la domanda relativa di beni esteri, con effetto negativo sulla produttività nazionale.

Insomma, un modello un tantino più complicato cambia la conclusione anche in presenza di tassi in diminuzione. Del resto i dati dicono che le asimmetrie nascono proprio da sentieri divergenti delle varie componenti del reddito e della domanda nazionale di beni.