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La propaganda anti-Euro e Twitter

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Questo segnalato da Steve è uno dei fenomeni che più lasciano perplessi: la diffusione acritica di notizie palesemente false e facilmente dimostrabili tali. Non ricordavo il tasso di cambio usato tra marco tedesco ed euro, ma ci ho messo esattamente 22 secondi a trovarlo (ho cronometrato).  Lo trovate qua, era pari a 1,99583 circa il doppio di quanto riportato in quel ridicolo annuncio. 

Ció che rende il fenomeno drammatico è che qua non stiamo discutendo di nulla di anche vagamente sofisticato (per esempio: ammesso che sia stata fatta un'assurdità come quella descritta, dato che i cambi vennero fissati nel 1999, possibile che non ci siano stati in 14 anni differenziali inflazionistici che hanno ripristinato le ragioni di scambio a livelli ragionevoli?). No, qua stiamo assistendo a una balla in forma purissima, nel senso di fatto non esistente, non a differenze di opinioni o altre cose. Desolante.

Non so, forse siamo veramente troppo snob. Infatti io, dopo un periodo di forzata presenza dovuta all'impegno politico, appena ho potuto me ne sono andato da Facebook. Twitter non l'ho mai neanche considerato. Mancanza e difetto mio, ma la vita è una sola e non la si può consumare a incazzarsi perché ci si rende conto di quanta ignoranza c'è in giro.

Ma twitter non meccanismi che permettono di bannare/oscurare/escludere molestatori e provocatori?

(Io avevo un account Facebook che non uso più da anni -e di cui non ricordo più la password- perchè

-per il 95% era usato per il cazzeggio

-venivo rimproverato di non salutare chi era in linea, così passavo il restante 5% del tempo a fare i convenevoli

ma soprattutto

-facebook è lo strumento che ti permette di metterti in contatto con gente che non senti da anni e che avresti continuato a non voler sentire)

èerò

carlo stagnaro 7/8/2013 - 19:31

Però IMHO sbagliate a considerare facebook e twitter (ma soprattutto twitter, io ammetto che su fb ci sto quasi nulla) luoghi di perdizione. Ovviamente il tempo è una risorsa scarsa e ciascuno lo impiega come vuole, ma, rispetto all'obiettivo di "promuovere una migliore comprensione di quello che a "noi" pare ovvio", partecipare alla discussione sui social è fondamentale. Per almeno due ragioni: anzitutto perché gli "altri" ci sono, come dimostra l'esperienza di alberto, e la rinuncia da parte "nostra" a esserci gli regala il mercato. Non è affatto vero che la razionalità è destinata inesorabilmente a perdere contro il populismo. Anzi, la mia esperienza è abbastanza diversa. A volte i dibattiti si "vincono", a  volte si "perdono" (retoricamente intendo) ma alla fine della giornata gli argomenti vengono fuori e il peso relativo di ragione e torto si vedono, eccome. Secondo, l'influenza che ciascuno di noi può avere tramite Twitter sull'opinione pubblica è zero. Ma Twitter è il luogo dove stanno tutti i giornalisti italiani, cioè coloro che l'opinione pubblica contribuiscono a formarla, e discutere con loro è incredibilmente utile, sia per veicolare idee, sia per rendere manifeste le debolezze altrui. Come tutti i "campi da gioco", i social sono neutrali: chi è più bravo, fa il matador. Ma Twitter in particolare, per quanto ciò appaia controintuitivo, tende a far emergere dove stanno razionalità, competenza, dati e numeri. 

Carlo, hai ragione. Io però non facevo il falso modesto dicendo che l'incapacità di usare appropriatamente i social media è un mio limite e un mio difetto. Lo penso veramente, ci sono cose che sono capace di fare e altre che non sono capace, e usare bene i social media è una cosa che non sono capace di fare.

Per non essere troppo modesto, immagino che mettendoci impegno e tempo potrei imparare. Solo che, come già detto, di vita ne ho una sola e peraltro già consumata (con alta probabilità) per più del 50%.

Mah, forse è il caldo. Speriamo mi venga una botta di energia con l'autunno.

Non ci vuole impegno, anzi il contrario: è molto più impegnativo usare Tw come faceva Alberto, cioè rispondendo a tutti su tutto, incluse le cose più patentemente assurde. Quello è davvero time consuming. Azzardo: non siete abbastanza snob ;-)

sbagliate a considerare facebook e twitter (ma soprattutto twitter, io ammetto che su fb ci sto quasi nulla)

Amici e conoscenti nel M5S mi raccontano che la stragrande maggioranza dei contatti li hanno su Facebook. Fatto 100 il raggiungibile, 90 è Facebook, 10 tutto il resto.

la balla sul cambio Marco-Euro mi ha fatto tornare in mente una domanda che i "tormentava" quando avvenne il passaggio all'Euro. Mi permetto di postarla sperando Sandro mi dia la sua opinione: perchè si è scelto quel valore per l'euro e non la metá? In pratica non sarebbe cambiato nulla (50 cent di oggi sarebbero 1 euro) ma psicologicamente 1DM e 1000 lire sarebbero diventate (circa) 1 euro, il che avrebbe evitato, almeno a 140 milioni di europei, quella psicosi da "è tutto raddoppiato " che si diffuse dopo l'introduzione della moneta unica. Sarebbe stato così sbagliato scegliere un valore del genere?

di europei sempliciotti se lo domandano sempre, cioe' ancora adesso

meno uno

dragonfly 15/8/2013 - 16:46

in tutta onestà, io ho sempre pensato che la comune percezione dei nuovi prezzi fosse stata al contrario quella di una bonanza inaspettata.

se quello che costava 10.000 Lire  ha mostrato il nuovo cartellino ad es. a 6,00 euro (si sa, i commercianti...) la mia ancora mentale mi ha indotto a pensare a un ribasso: 6 è minore di 10, tre zeri poi molto maggiori di due, ergo compro subito.  i tedeschi sarannop stati appena un po' meno fallaci, passando da 20,oo a solo 10,oo.

 

la lagna dei prezzi raddoppiati è invece quello che comunemente un po' tutti sentiamo di dover dire se interrogati su argomenti economici spiccioli; conteneva in realtà solo il disagio verso il cambio di valuta, disagio che pareva sconveniente esprimere in modo esplicito, visto che ci avrebbe fatto fare la figura del bacucco abe simpson, ostile a tutti cambiamentiti.

cmq, mi pare di ricordare che non via sia stata nessuna sensibile variazione dei consumi in corrispondenza della conversione, nemmeno dei cosiddetti beni ad alta frequenza di acquisto. e questo perlomeno esclude che vi fosse psicosi.

la "bonanza"però riguardava non solo i prezzi ma anche i salari, che sarebbero sembrati dimezzarsi. Credo che un rapporto "uno ad uno" avrebbe attenuato il disagio da cambio di valuta,  almeno per tedeschi ed italiani. Disagio che ha fermentato facendo diventare per alcuni l'euro il capro espiatorio.

PS Forse "psicosi" l'ho usato in modo improprio, quello che intendo è che, subito dopo l'introduzione dell'euro, era tutto un lamentarsi (qui ma anche  in germania) che fosse tutto raddoppiato

era un lamentarsi CHE ERA tutto raddoppiato

scusatemi ma avete confrontato i prezzi che so, della pizza da lire a euro? Non era solo un lamento tanto perche' siamo italiani e ci piace lagnarsi. Dal giorno alla notte tutto costava il doppio(se non matematicamente esatto, sicuramente tutto improvvisamente nella spesa era molto di piu' caro del giorno prima e si buttavano le monete da un euro mentre con le duemila lire di carta si comprava il giorno prima di piu') all'epoca vivevo in Belgio e ricordo che il travaso a euro in quella nazione non aveva fatto levitare i prezzi della spesa giornaliera cosi' sensibilmente come in Italia ,,certo la memoria inganna ma la percezione era reale e si sentiva sul borsellino perennemente vuoto di monetine che apparentemente significavano scartine di soldi quando in realta' a spendere un euro si spendevano duemila lire. Da qualche parte ho letto che in USA non vogliono buttare il dollaro cartaceo proprio perche' ha un valore psicologico tenere in mano una banconota invece che un soldo di ferro.  Scusate sempre se vi parlo terra terra!

Il problema è che tutte le persone che dicevano "tutto è raddoppiato" alla fine si rifervano sempre alle solite 4 cose fondamentalmente superflue ( il 99% prende come metro la pizza, il bar o il ristorante) io nella normale gestione delle spese di casa notavo che la carne, la frutta. il pesce, la benzina, i detersivi, le spese per il riscaldamento il telefono e l'energia elettrica NON erano raddoppiate.
Anzi in alcuni casi, come la carne è il pesce i prezzi erano stranamente diminuiti.
Più che di psicosi mi sembra si sia trattato di allucinazione collettiva, il giorno in cui qualcuno mi dimostrerà estratto conto bancario alla mano che dopo l'introduzione dell'euro le sue spese al supermercato si erano raddoppiate lo prenderò sul serio.
Infatti tutti quelli che dicono "improvvisamente tutto era aumentato" non sanno fare un singolo caso documentato con dati concreti.
A me è sembrata una bufala gonfiata dai giornali....

istat

giuliana allen 16/8/2013 - 21:22

http://www3.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20020516_00/testointegrale.pdf

certo era colpa del tempo inclemente e del rincaro della benzina non certo del cambio lira/euro!

e conferma che c'è stato qualche aumento di prezzo, per alcuni generi attribuibile solo alla conversione. ma anche nei casi peggiori si tratta di alcuni punti percentuali, più spesso frazioni di punto, ma non certo il 30-50-100% lamentato da molti.

l'indice generale dell'inflazione era appunto attorno al 2%, paragonabile a quella dell'anno prima e a quella dell'anno dopo.

Grazie

Pietro Puricelli 17/8/2013 - 00:28

Di aver mostrato con documenti ufficiali quanto il raddoppio dei prezzi in realtà non ci sia MAI stato.

Come non sarebbe cambiato nulla?!?
Il valore del debito pubblico non lo contiamo? Cambiarlo a quasi 2000 lire per euro contro 1000 lire per euro non ha di fatto dimezzato il peso del nostro debito in euro?

ops!

dragonfly 16/8/2013 - 15:30

rileggi meglio. corrado ruggeri non intendeva parlare del valore di conversione della lira in euro ma del "taglio" che si è dato all'euro, se cioè un singolo euro magari di pezzatura più grande o più piccola non fosse vantaggioso "percettivamente".

un po' come tremonti  (e corrado non se la prenda:-))  che proponeva l'introduzione della banconota da un euro, visto che gli spicci sembravano di poco valore e li avremmo scialacquati, non è poi chiaro se con keinesiano beneficio collettivo.

in effetti, bisognerebbe chiedere ai mendicanti e agli artisti di strada se a cavallo della conversione hanno registrato cospicui aumenti di fatturato. io penso che all'inizio le piccole spese frequenti saranno state anche  poco attente ("wow! prezzi piccoli!") ma poi il borsellino vuoto ha ricondotto velocemente alla normalità.

rileggo volentieri, se consigliato, ma quando trovo "perchè si è scelto quel valore per l'euro e non la metá?" io vedo un esplicito riferimento al valore, non al taglio. A questo punto Corrado se lo ritiene opportuno, puo' chiarire cosa intendesse dire.

più sotto

dragonfly 16/8/2013 - 16:30

ma psicologicamente 1DM e 1000 lire sarebbero diventate (circa) 1 euro 

corrado ruggeri si chiede: non sarebbe stato meglio se i paesi europei, fermi restando tutti i rapporti reciproci dei valori di conversione, avessero coniato un euro di valore diverso? anzichè del valore di circa un caffè, a mezzo caffè. a es?

come per i vecchi e nuovi franchi francesi o le discussioni sulla lira pesante, il variare del valore nominale influenza la propensione all'acquisto? eccecc.

(prima sono stato sbrigativo, mi scuso)

Esattamente. Grazie Dragonfly per aver chiarito.Mi scuso io di essere stato poco preciso nella terminologia. A questo punto, chiarita la domanda, la ripropongo. Sarebbe stato un gran problema avere l'euro da "mezzo caffe"? Soluzione che, credo, avrebbe facilitato l'accettazione del nuovo conio.