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La propaganda anti-Euro e Twitter

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Si e' fatto accenno anche in questo post alle discussioni accese anche tra scienziati. Come esempio e' stato fatto quello della teoria delle stringhe. Non sono un fisico ma e' certo che questo argomento e' molto controverso poiche' la necessita' di questa teoria non e' nata dallo spiegare nuovi esperimenti ma da conciliare due principali teorie. Teoria delle stringhe a parte, sebbene ci siano contrapposizioni e dibattiti tra gli scienziati si e' sempre d'accordo sulle cose di fondo. Veniamo alla domanda, sull'uscita o meno dall'Euro. Tra gli economisti (nella definizione data da Bisin) c'e' accordo o meno su questa cosa? Cioe' direbbero tutti che uscire dall'euro sia sbagliato? Sul modo di starci dentro e di realizzare e gestirlo capisco che si possa discutere, ma ha senso discutere se uscire o meno oppure sul come uscirne? Facendo un esempio sulla mia materia la Chimica, spesso ci si accapiglia e ci si scontra in letteratura su varie questioni, ma su quelle di fondo mai. Nessuno ha mai proposto in un articolo scientifico l'uscita dal legame covalente tra atomi di carbonio ad esempio.

Acemoglu dice

PZ 7/8/2013 - 20:47

Non per rompere i coglioni, ma riguardo l'accordo tra gli economisti, cito testualmente (traducendo) dalla prefazione del libro di testo di Daron Acemoglu, "Modern Economic Growth":

"Si commenta a volte che, al contrario che nella teoria microeconomica di base, non esiste un nucleo di fondo dell'attuale teoria macroeconomica che sia condiviso da tutti gli economisti. Questo non è completamente vero. Per quanto ci sia disaccordo tra i macroeconomisti su come affrontare i fenomeni macroeconomici di breve periodo e su quali debbano essere i confini della macroeconomia, c'è ampio accordo sui modelli principali dell'analisi macroeconomica dinamica [i modelli di crescita di lungo periodo, ndt]".