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La propaganda anti-Euro e Twitter

27 commenti (espandi tutti)

Non sono un esperto di economia, anzi...cerco solamente di informarmi e farmi un'idea sui problemi che l'auttalitá ci sbatte sul muso. Leggo spesso in rete i principali blog economici (credo sia inutile fare la lista, tutti sappiamo quali sono) seguo su twitter un po' tutti i personaggi che in modo molto teatrale ormai si contendono il primato della "veritá" circa i problemi economici. Da profano e da osservatore essenzialmente esterno (non ho le competenze per entrare nel dibattito) posso solamente  notare che i livello e la qualitá degli argomenti è caduta veramente in basso.  Si è ormai all'insulto personale, alla rissa verbale di bassa lega. Tutti questi personalismi non fanno che confondere rendere il tutto davvero stucchevole. Dividersi in "fazioni" poi è veramente infantile oltre che scorretto: mi pare di seguire piuttosto attentamente e noto come per esempio tra Borghi e Bagnai esistano delle differenze di vedute molto marcate o anche tra Bisin e Monacelli, per rimanere a quelli nominati nell'articolo. Purtroppo mi duole veramente sottolineare come il tutto è scaduto nel momento preciso in cui Bisin è entrato su twitter. Non vorrei essere per questo accomunato ad una delle fazioni, ma insulti, volgaritá etc prima non se ne erano viste. E soprattutto i problemi venivano affrontati con la consapevolezza della loro complessitá. Saranno i 140 caratteri di twitter, saranno le personalitá forti etc..però veramente cercate di uscire da questa spirale perchè nuoce a tutti. 

Vabbe', adesso Tw puo' tornare al suo splendido fulgore precedente. Differenze di vedute ce ne sono e ce ne saranno sempre, in economia. Io e Monacelli sicuramente non siamo d'accordo su molte cose, su altre invece si'. Vorra' dir qualcosa.

Guardi, le assicuro che twitter non è cosí demoniaco come sembra. In fondo la maggior parte della gente lo usa per trasmettere le proprie idee ed opinioni o per promuovere le proprie iniziative. Molti autori di blog usano twitter per promuovere il loro ultimo post, i follower ne sono a conoscenza, e per questo si iscrivono. Arriva il twitter col link cosí si puó accedere direttamente al nuovo post.
Al netto di questo trovo molto imbarazzante la Sua inadegutezza al mezzo. Mi sembra una forma di regressione quella di definire gli interlocutori di un dibattito in base a parametri che lei decide a priori. Il resto sono sciocchezze, se pensa che noi deleghiamo le nostre vite ed il nostro futuro al curriculum accademico di qualcuno credo non abbia capito nulla. Del resto non capisco, se queste sono le premesse, il motivo di questa iniziativa, il blog dovrebbe servire a comunicare idee ad un eventuale pubblico interessato. Qui mi sembra piú un piccolo club autoreferenziale, che continua a suonarsela e cantarsela con grande compiacimento, mentre la nave affonda. Ma lo diceva anche il sommo poeta: m'è dolce naufragar in questo mar

Dato che una cosa come la moneta non può essere gestita ai singoli mi sembra che sia inevitabile delegarla a qualcuno, Ovviamente ci possono essere scelte diverse, chi dice " se pensa che noi deleghiamo le nostre vite ed il nostro futuro al curriculum accademico di qualcuno credo non abbia capito nulla" poi è disposto a delegarla a scribacchini che fino a ieri sostenevano che l' Argentina aveva un futuro radioso e adesso di fronte al collasso con morti per le strade e supermercati vuoti tira fuori la stupidaggie che è colpa di una moneta troppo forte facendo finta di non vedere che la stessa situazione c'è in Venezuela dove hanno svalutato del 50% in un anno.
Contenti voi, fate pure, ma se poi fate lo stesso ragionamento quando siete malati ed invece di delegare la vostra salute a chi ha solo banali titoli accademici vi rivolgete al Vannoni di turno forse potreste avere dei problemi.

Mi sembra che dimentichi lo Zimbabwe, sig. Puricelli! E l'iperinflazione? E la spesa con la carriola?
A parte gli scherzi, non capisco quali "scribacchini" abbiano sostenuto il radioso sol dell'avvenire dell'Argentina o del Venezuela. Potrei inoltre farle il controesempio della Gran Bretagna, che in un anno ha svalutato del 30% senza negozi vuoti nè morti per le strade (posso assicurarglielo, io abitavo lì quando successe!)
Ma perchè non iniziamo ad abbassare un po' i toni? Anche perchè poi su diverse questioni (es. Vannoni) cI ritroviamo ad essere d'accordo..

Chi?

Pietro Puricelli 7/8/2013 - 12:41

Bagnai dice che l' Argentina si è salvata grazie alla "sovranità monetaria" e deve la sua crisi alla sopravvalutazione del cambio, ma poi fa finta di non vedere che il Venezuela è nella stessa situazione nonostante una svalutazione del 46% in un anno.
Questo è il punto, l'idea che il problema sia nel euro è un modo comodo e irresponsabile di cercare una scappatoia.
Puoi avere una moneta forte o debole, ma sono solo numeri su un pezzo di carta, l'economia non è il MONOPOLI.
Chi come Borghi dice che potremmo tenere sotto controllo la svalutazione non dice COME, e alza le spalle stizzito senza dare nessuna risposta quando gli si fa notare che
1) le importazione di materie prima sono il 25% del PIL ( dati ISTAT ) ovvero 500 miliardi all'anno, se avviene una svalutazione le imprese pagano SUBITO di più le materie prime, negare che sia un problema mi sembra miope.
2) ogni anno ci sono 120 miliardi di titoli di stato in mano ad investitori esteri, se sanno che la moneta in cui sono denominati può svalutarsi o non li comperano più ( e lo stato quei soldi li deve trovare da qualche altra parte ) o pretendono interessi più alti per comperarli.
L 'idea che noi siamo furbi e gli altri polli facili da fregare mi sembra la premessa indispensabile perhè le ipotesi del galoppino berlusconiano del Giornale Claudio Borghi si possano realizzare.
Prendiamo ad esempio il periodo 1992-1995 chi dice che la svaluytazione non ha portato nessun problema non sa che la disoccupazione è passata dal 8% all 11% in quei 3 anni?
e che i consumi sono scesi del 3,3% in termini reali con un aumento del debito pubblico del 20% ?

Certamente Bagnai sostiene che l'aggancio al dollaro sia stata la fonte di molti dei guai che hanno afflitto l'economia dell'Argentina - mi permetto di farle notare che la stessa tesi è stata chiaramente enunciata dal premio Nobel Krugman sul New York Times già dal 7 novembre 2001 (con Google trova facilmente l'articolo). Da ignorante in materia, non ho alcun motivo di dubitare di ciò che viene riportato da un premio Nobel su uno dei più prestigiosi quotidiani internazionali, e tanto basta. Se voi di NfA avete un'altra opinione, sarò ben lieto di leggerla e di cercare di farmi un'idea esattamente allo stesso modo con cui ho approcciato le letture di Bagnai, di Krugman o di Stiglitz. Aspetterei dunque di leggere ciò che ci proporrà il prof. Bisin.
Sul fatto che il prezzo delle materie prime aumenterebbe, è noto come, ad esempio, il przzo della benzina dipenda solo per circa 1/3 dal prezzo delle materie prime. Poniamo dunque che la lira venga svalutata del 20%. Ciò determinerebbe un aumento di 1/5 di quell'1/3 del costo della benzina che dipende dal prezzo del petrolio. Cioè, un aumento del 7%, un valore comparabile all'aumento di imposte e di IVA decisi dai vari governi negli ultimi anni.
Sui titoli in mano ad investitori esteri, beh, ce ne faremo una ragione! La gran parte del debito è comunque tornata nelle mani di investitori nazionali, e con un rapporto debito/PIL al 130%, incagli e sofferenze bancarie alle stelle, lei ora si sente così tranquillo sulla sicurezza del suo risparmio bancario, o sulla solvibilità del debito pubblico? Io ho i miei dubbi, così come li hanno molti analisti al di fuori dei dibattiti tra economisti gelosi.
Cosa succederà quando la FED inizierà il tapering? Cosa succederà quando i tassi torneranno a salire? E soprattutto, se il PIL continua a scendere, sbaglio o il peso del debito (seppur stabile in termini nominali), in rapporto al PIL continua a salire?

Lira vs Euro

amadeus 7/8/2013 - 15:59

Ammesso e non concesso che l'Italia sarebbe oggi in una situazione economica migliore se non avesse aderito all'euro (si tratta di un tema che può essere tranquillamente discusso senza che Bisin si offenda, anche perchè non c'è la prova controfattuale :-)), da tale presupposto non discende che oggi per l'Italia sarebbe vantaggioso abbandonare l'euro. Come noto così come non è possibile far rientrare il dentifricio nel tubetto (senza distruggere il tubetto) non è possibile uscire dall'euro senza rinnegare gli impegni assunti (ovvero senza fare default). Il problema non è il confronto tra l'Italia sovrana della propria moneta con  l'Italia schiava di Francoforte (Frankfurt è meglio altrimenti possono venire strani pensieri). Il problema è che l'eventuale abbandono dell'euro avrebbe dei costi assai superiori ai vantaggi. Invece, l'artificio retorico che solitamente usano i sostenitori dell'uscita dall'euro è proprio questo: dapprima evidenziano alcuni potenziali vantaggi che avrebbe la sovranità monetaria e la propria banca centrale e da ciò ne derivano che si starebbe meglio senza euro. In realtà non si riparte da zero e il passato conta (altrimenti basterebbe azzerare il debito pubblico e tenersi pure l'euro...).

PS: I potenziali vantaggi della sovranità monetaria, ovvero la flessibilità che deriva dalla svalutazione del cambio, non sono altro che la controprova dell'incapacità della politica di dotare il paese di una flessibilità equivalente attraverso il funzionamento dei mercati e delle istituzioni.

offeso

alberto bisin 7/8/2013 - 22:23

Sono cosi' offeso che il mio post, con Brighella, e' sulla stessa lineea. PS l'argomento che se fosse stato un errore entrare allora perseverare e' diabilico e' fatto ripetutamente da Bagnai e altri. E' un argomento che' puo' essere solo dettato dalla stupidita' del mezzo (Tw), altrimenti chi lo fa non sarebbe in grado di attraversare la strada

Mi sembra esattamente la stessa risposta che danno i vari TEORICI dell'uscita dall'euro, che gli eventuali rischi e costi possono essere evitati semplicemente facendo finta di niente.

Dire che potrebbe essere desiderabile non fare parte dell' euro, o che una svalutazione tenuta sotto controllo ( COME ? con la classe politica italiana ? RIDICOLO ! ) potrebbe essere utile a dare un po di doping al sistema produttivo è un opinione rispettabile.

Ma dire che i 100 miliardi in piu di spesa per materie prime  ( inevitabili con una svalutazione del 20% su 500 miliardi di spesa annua ) o i 120 miliardi da trovare nel bilancio statale se gli stranieri non comperano più i nostri titoli sono rischi che possono essere tranquillamente trascurati "facendocene una ragione" mi sembra una pericolosa illusione.

Insomma anche supponendo che l'uscita dall'euro possa essere desiderabile  utile e vantaggiosa, finchè i chiaccheroni che la propongono sapranno solo evitare accuratamente ogni ipotesi realistica e fattibile per evitare i possibili rischi, e i costi, che sono EVIDENTI,  io considererò tutte queste ipotesi la livello di una chiacchera da bar.

L'onere della prova è SEMPRE a carico di chi propone un cambiamento, ma alla fine la teoria che sento è quella che nella sua grezza comunicativa ha proposto Berlusconi "potremmo stampare soldi a raffica e diventeremmo tutti più ricchi e felici "

Sono perplesso. Nel 2012 le importazioni ammontavano, in totale, a 400 miliardi di euro (dal sito ISTAT), dunque non capisco da dove saltino fuori i suoi "500 miliardi di spesa annua" per materie prime. Forse si riferisce alla spesa totale per materie prime, che tuttavia comprende anche quelle prodotte sul territorio nazionale, e che ovviamente non risentirebbero dell'eventuale svalutazione. Che poi la stessa svalutazione abbia come effetto la penalizzazione delle importazioni, e la promozione delle esportazioni, beh è proprio questo l'obiettivo, no?

Per quanto concerne il discorso sul debito pubblico, persone che hanno lavorato in posizioni apicali in merchant banks (es. Borghi) affermano che, già ora, dall'estero vengono acquistati molti meno titoli di stato italiani (lo spread ne è il sintomo più evidente). Ritornando ad un cambio fluttuante, si ristabilirebbe il prezzo "naturale", definito dalle leggi di mercato, della nostra valuta, senza alcuno sconquasso particolare. Del resto, dopo la svalutazione della sterlina, i titoli di stato britannici si mantengono su rendimenti bassissimi semplicemente perchè lo Stato britannico ne garantisce la solvibilità. Anche interfenendo con strumenti "non convenzionali", come il quantitative easing, che non ha causato nessuna iperinflazione, tra l'altro. E se necessario, ricorrendo anche all'acquisto diretto da parte della Banca Centrale, come fa ad esempio la FED o la BOJ.

Ripeto, sono un ignorante in materia, dunque non sono qui con l'intento di voler "fare la lezioncina"(ad esperti come Bisin o Boldrin tra l'altro) coprendomi di ridicolo. Sono curioso di leggere ciò che avranno da dire, e spero che avremo modo di discuterne civilmente.

All the best.

riguardo le importazioni (che NON sono solo materie prime, ma anche semilavorati), il problema è dato dalle filiere industriali odierne, molto globalizzate. ergo, appena svaluto, OGGI, pago il 20% in più prodotti che mi servono proprio per produrre ciò che POI potrò esportare. alla lunga, eventualmente, si dovrebbe formare un settore interno che provveda a quanto prima si importava. ma siamo sicuri che, con la moria di imprese già in corso, il sistema economico sopravviva alla prima botta?

sul resto il discorso è troppo lungo e non intervengo. faccio solo notare che il "meccanismo di mercato" della fluttuazione dei cambi, specialmente in caso di una botta come quella sopra descritta, diventerebbe molto molto rapidamente tutto fuorchè "di mercato". e allora...

il flusso logico per l'abbandono dell'euro e ritorno alla lira è:

fattibilità tecnico\giuridica e relative ricadute -> gestione della transizione -> effetti della svalutazione sulla nostra economia.  Inutile litigare sul terzo punto, senza prima aver affrontato e risolto gli altri due.

Per quanto concerne il discorso sul debito pubblico, persone che hanno lavorato in posizioni apicali in merchant banks (es. Borghi) affermano che, già ora, dall'estero vengono acquistati molti meno titoli di stato italiani

bastano le statistiche mensili di Banca d'Italia...Se c'è un problema di flussi di capitale esteri che se ne vanno (assieme a qualche capitale italiano) dovresti spiegare come faresti a trattenerli con la prospettiva di una svalutazione del cambio ?

Inoltre, a quelli che ricordano con nostalgia  l'Italia degli anni '90, quando tutti eravamo più giovani (la demografia non è una variabile irrilevante),  si dovrebbe rammentare che la struttura industriale del paese è profondamente cambiata da allora (in peggio): basta pensare a quante auto produceva allora la FIAT in Italia e a quante ne produce oggi. Sei sicuro che basterebbe svalutare il cambio per avere un aumento immediato della produzione ? In altri termini è solo un problema di prezzi o anche di prodotti/innovazione/qualità ?

 

Ho più dubbi che certezze, mi creda, tuttavia noto che la BOJ svaluta lo yen, e i tassi restano bassi; la Gran Bretagna svaluta la sterlina, e i tassi restano bassi. In tutto il mondo si attuano politiche espansive, dell'inflazione non si vede nemmeno l'ombra. Il PIL, seppur di poco, cresce, mente in Europa restiamo intrappolati in una depressione che sembra senza fine.

E non sto parlando solo dell'Italia, "corrotta ed improduttiva", ma di un gruppo estremamente eterogeneo di Nazioni (Grecia, Irlanda, Italia, Spagna, Portogallo) a cui si stanno aggiungendo persino le virtuose Slovenia, Finlandia, Olanda...
Insomma, ad un insieme di Stati estremamente diversi l'uno dall'altro, accomunati da un unico comun denominatore: l'appartenenza all'unione monetaria, e l'applicazione in apparenza aprioristica e dogmatica di politiche restrittive e deflattive che non hanno eguali nel mondo moderno.

Mi chiedo come sia possibile che una situazione che, ad un profano come il sottoscritto, pare così evidente, non lo sia anche per voi. Sinceramente mi stupisce molto, e sono curioso di leggere quali siano le ragioni che vi portano a concludere che l'esistenza della moneta unica non giochi un ruolo fondamentale nella profonda crisi in cui ci troviamo.

ti suggerisco di controllare pil reale, salario reale, partite correnti di uk, ma soprattutto svalutare una moneta è molto differente da uscire da un'area valutaria comune.non si può stringere il discorso alla sola svalutazione.

OT: le parole

floris 7/8/2013 - 11:10

Sono importanti.

m'è dolce naufragar in questo mar e'l naufragar m'è dolce in questo mare

 ( Cfr.  le sorti magnifiche e progressive ≠ le magnifiche sorti e progressive )

Sommo Poeta≠Leopardi

Ha ragione su entambe le osservazioni.
Grazie della segnalazione

se pensa che noi deleghiamo le nostre vite ed il nostro futuro al curriculum accademico di qualcuno credo non abbia capito nulla. 

Ale', eccone un altro che cura il cancro col bicarbonato. Vabbe', almeno avra' risolto i problemi digestivi.

Delegare

eliogabalo 8/8/2013 - 16:26

Mio caro il medico me lo scelgo io, si chiama libertà di cura. Se la terapia è sbagliata due domande me le faccio, sono oramai 5 anni che blaterate di austerità espansiva e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. L''ideologia del salasso ha durato molto tempo e molta gente è morta per questo. Che vogliamo fare continuare col salasso anche se siamo quasi morti? Si accomodi e si faccia curare dai medici imparruccati.

Sono anni che si blatera di austerità espansiva, ma intanto le politiche REALI fatte sono state tutte con più tasse per mantenere inalterata la spesa pubblica.
Quindi il dottore che finora ci ha curato l'ha fatto usando esattamente la stessa cura che propongono i detrattori dell'austerità VERA.
La differenza tra chi si cura il cancro col bicarbonato e chi pretende di FAR PAGARE AGLI ALTRI LA CRISI è che i primi se ne vanno all'altro mondo velocemente e non sono più di peso.
Gli alfieri della spesa pubblica allegra a cui dobbiamo il debito pubblico che ci sta strozzando invece rimangono e si lamentano del fatto che per pagare quei debiti qualcuno ci rimette le penne.
Svegliatevi, la ricreazione è finita e le cure Di Bella faranno solo morire prima.

la terapia

eliogabalo 8/8/2013 - 23:50

l'Italia è in avanzo primario da 20 anni lo sa che cosa vuol dire? L'ex presidente Monti nonchè relatore di tesi del Prof. Bisin ha incrementato la pressione fiscale di un paio di punti, ed ha presieduto il governo che nella storia repubblicana ha avuto l'incremento maggiore di debito pubblico. Il debito pubblico non è il problema del Paese, ma la mancanza di crescita dovuta alla perdita di competitività. La solfa del debito e della spesa è adatta ai dibattiti televisivi presenziati da personaggi quali il dott. Giannino ed il prof. Boldrin, esperto di diritti d'autore e che non sembra comprendere la differenza tra cambio nominale e reale. Sono quelli come voi che propongono il bicarbonato quale cura del cancro e non vogliono operare perchè 'sarebbe una catastrofe'. Ma la catastrofe è evidentemente già in atto. Nessuno parla di espansione della spesa pubblica o 'stampare moneta' che, per inciso, non significa nulla. Queste sono le elucubrazioni di pseudo autodefinitesi scienziati che non sono in grado culturalmente di mettere in discussione costrutti ideologici che la realtà tragicamente mette a nudo. Continuiamo così, abbiamo in Grecia un partito apertamente nazista che ha il 20% dei consensi ed in Italia un comico (letteralmente) che ha ottenuto un quarto dei consensi, con l'arco (cosiddetto) costituzionale in minoranza nel paese. La vostra ideologia porterà alla rovina il paese, come stà già avvenendo. Tutti a blaterare circa i mercati e poi nessuno che sappia delle dinamiche dei titoli del debito. Potete dire quello che volete a Borghi ma almeno capperi è uno che sa come opera o i mercati perchè lo ha fatto come professione per decenni ed in posizioni apicali. A chi dovrei dare ascolto a Bisin che insegna macroeconomia? A Boldrin che va su internet e con la sua bella faccia ci dice che in caso di uscita dall'eurozona la nuova lira sarebbe a quota 2300 coll'Euro? (!) O Manasse va in TV e ciancia di mercati dicendo che i tassi salgono perchè il presidente ha dei rapporti sessuali con minorenni. Voi credete veramente che gli operatori acquistano titoli di stato italiani perchè Monti dà credibilità al Paese? Le chiacchiere stanno a zero mio caro, preferisco una rottura dell'unione monetaria alla quale, a differenza del simpatico e telegenico Boldrin, credevo che la distruzione di quel poco che io e la mia famiglia abbiamo contribuito a costruire in questo Paese, a dispetto di tutto, dei secolari problemi, della classe dirigente disgustosa, degli osceni difetti di un popolo che ha saputo, malgrado tutto fare passi enormi in avanti nell'ultimo mezzo secolo. E te lo dice uno che se ne andato perchè disgustato, ma che non accetta l'accanimento terapeutico mosso da livore ideologico e motivato da piccolo provincialismo basato su l'ostensione di medagliette accademiche di poco conto.

Interessante l'incipi"  L'ex presidente Monti nonchè relatore di tesi del Prof. Bisin" dice tutto. Io ho criticato Monti su ogni mezzo a stampa esistente, non lo vedo da 30 anni,  ma non fa nulla, e' mio padre e le sue colpe ricadono su di me. 

Questo dice tutto dell'abiezione morale che spopola nel dibattito in Italia. Meno male che mia madre e' una brava donna. 

Potete dire quello che volete a Borghi ma almeno capperi è uno che sa come opera o i mercati perchè lo ha fatto come professione per decenni ed in posizioni apicali. A chi dovrei dare ascolto a Bisin che insegna macroeconomia? 

trovo umiliante dover ricordare che è il nostro carneade borghi che vuol farsi passare per professore (è l'unico motivo per cui si cercano insegnamenti a contratto) e per giunta vuol parlare solo ed esclusivamente di macroeconomia. mica ci parla di analisi tecnica, volumi, correlazioni di mercato, volatilità...no, solo e sempre strilla di euro, deficit/debito (l'un per l'altro, fa lo stesso) più o meno reale , merkel eccecc.

... mosso da livore ideologico e motivato da piccolo provincialismo basato su l'ostensione di medagliette accademiche di poco conto.

ma questo è il ritratto di borghi, indubbiamente. chi se non un dilettante a contratto ostenterebbe sicurezza sugli esiti di una bazzecola come il default implicito dell'Italia?

mi sa che sia inutile continuare.

Borghi non si sceglie gli interlocutori. Ha questo piccolo difetto: entra nel merito delle cose. Comprende la differenza tra salari nominali e reali e non definisce la confusione tra le due cose 'errori tecnici'. Ammette nel suo orizzonte concettuale che una svalutazione puó essere superiore del 100%, d'accordo con i piú diffusi testi e pubblicistica internazionale specializzata. Altrettanto risibile è l'accusa di far parte della macchina del fango e di essere dipendente di mr. B. Infatti il prof. Bisin scrive su Repubblica, il cui editore è un oligarca italiano che si è arricchito acqustando imprese pubbliche per due lire per poi rivenderle a dieci volte tanto. Inoltre l'editore per cui il prof. Bisin scive, è un sostenitore accanito del PD sul quale esercita una notoria influenza.
Non colgo nessuna ideologia che muova il prof. Borghi, al contrario di quella di chi, smentito dai fatti, non sa far altro che insultare e delegittimare senza aggiungere nulla al dibattito se non l'eterna riproposizione delle fantomatiche riforme che alla fine della fiera si concretizzano nella austerità 'espansiva' i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Eppoi caro 'professionista' cut the bullshit, anche mia nonna, che non aveva nessuno dei 3 prerequisiti indicati dal prof. Bisin, avrebbe capito che l'Italia sta andando dritta verso il default. Lo sganciamento dal delirante cambio fisso che l'oscena classe dirigente ha imposto al paese probabilmente sarà la soluzione piú plausibile. Il problema che si pone in QUESTA FASE è il come, non il se. La ridenominazione con un cambio svalutato è sicuramente preferibile sia per i creditori che per il debitore, in fondo lo spread cos'è se non un'assicurazione sulla svalutazione. La fuga dei capitali c'è già e cospicua. Il resto, materie prime, credibilità ecc sono solo balle.
Continuate a parlare di CV e auguri

Non voglio difendere Monti che ha fatto molti errori, però quando è arrivato al governo ha trovato il paese sull'orlo del default ed è stato costretto a fare un duro aggiustamento fiscale per evitare il collasso. La responsabilità di questo va attribuita al governo Berlusconi e ai governi che lo hanno preceduto, mica a Monti. Poi Monti non ha avuto la forza di tagliare la spesa pubblica e andare avanti con le liberalizzazioni, ma non mi sembra che Berlusconi avesse fatto molto in questo campo. Poi Manasse ha ragione: i tassi salivano perchè in quel momento Berlusconi non aveva la capacità di gestire la crisi (per esempio: non è stato capace di fare la riforma delle pensioni) e non era credibile

Ogniuno ha la propria narrazione, quella che piace al PD è che il Paese era sull'orlo del 'baratro' perchè Berluschino è tanto cattivo, adora le minorenni, e perso tra i festini non aveva tempo di fare le riforme. La verità per chi non ha l'anello al naso è che i grandi investitori hanno capito che dopo il deal sulla Grecia non c'era nessuna garanzia dietro i debiti dei paesi periferici dell'eurozona ed hanno iniziato a pretendere tassi piú alti. Faccio presente che Monti è arrivato al governo in novembre e lo spread è iniziato a calare solo quando la BCE ha preso un minimo di iniziativa, alla fine dell'estate. Il resto son fregnaccie, il sistema pensionistico italiano è il piú sostenibile d'Europa in quanto basato sull'aspettativa di vita diversamente da quello tedesco, giusto per fare un esempio. Se Mariuccio Draghi non fosse intervenuto con dichiarazioni e atti concreti, l'Euruccio sabbe deflagrato da mo.
L'azione di Monti è stata lucida e razionale: deflazionare in modo da limitare i consumi, cosí da portare in pareggio la bilancia dei pagamenti come di fatto è avvenuto. Infatti cari accademici nell'attuale assetto monetario un'espansione del reddito comporta un consumo di beni importati ed un conseguente indebitamento estero, origine degli squilibri nell'area valutaria. Nell'attuale fase il debito pubblico è lo specchietto per le allodole che votano Grillo o Monti o (non votano Giannino e Boldrin).
Solo il ripristino della flessibilità del cambio puó salvare il Paese dalla dolce morte, in quanto ridurrebbe le importazioni ( che diventerebbero meno convenienti) e incrementerebbero le esportazioni riportando in equilibrio la bilancia dei pagamenti. Se poi vogliamo diventare tedeschi od americani a forza di scudisciate perche 'tanto la gente non capisce' ed utilizzare la tecnica del bastone e della carota, tanti auguri, temo che l'effetto sarà indesiderato: un bel Governo monocolore Beppe Grillo non ce lo toglie nessuno e poi vedrete quante belle riforme farete.
Auguri