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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 2

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Anche se devo sprecare un commento lascio questo indirizzo:

http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2013/01/weodata/weoselgr.aspx

in cui si possono consultare un buon numero di statistiche interessanti.

Anche se purtroppo partono dal 1980 sono certo che nei 5 anni prima la situazione non era molto migliore per l'Italia da inficiare le mie affermazioni.

Il risultato è che nei 15 anni in questione dal '80 al '95  il pil procapite a parità di potere d'acquisto ( che è l'unico sensato da considerare ) è aumentato del 30% in Italia e del 35% in Germania, potrà anche sembrare poco, ma dato che nel frattempo il marco sia era rivalutato circa del 200% l'idea che svalutare porti ad una maggiore competitività mi sembra irreale, al massimo è una droga temporanea senza nessuna ulitiità nel medio periodo.

Il siga bagnai è solito fare affermazioni basate su dati opportunamente scelti in base alle sue esigenze retoriche, basta vedere come di solito citi il fatto che nel 1995 ci sia stata una crescita del 2%, secondo lui merito della svalutazione del 1992, e tace in malafede il fatto che nel 1993 ci sia stato un CALO dell'1%, di solito i tifosi dell'uscita dall'euro millantano effetti positivi IMMEDIATI della svalutazione.

Il punto alla fine è che qualunque siano le ipotetiche colpe dell'EURO chi dice che è possobile e conveniente uscirne come Bagnai e poi propone soluzioni a base di spesa pubblica e debito sterilizzato dalla banca centrale non considera che poi tutta questa spesa verrebbe gestita dei vari Razzi & Scilipoti, eredi dei Cirino Pomicino e dei De Mita, oppure dai grillini

Io sinceramente NON MI FIDO.


Conosco dove trovare i dati e come si leggono. Con il mio commento volevo solo attirare la tua attenzione sul fatto che nel periodo che consideri il reddito reale in Italia e' cresciuto in modo eguale a quanto si riscontra per Germania e Stati Uniti. Probabilmente andavi a memoria. Quindi il marco e' passato da 200 a 1000 lire, il dollaro da 600 a 1700 e la ricchezza degli italiani e' aumentata come negli altri due paesi che hai considerato.

uguale?

Pietro Puricelli 25/8/2013 - 10:29

Nel commento precedente non avevo sottolineato il fatto che la crescita degli USA nel frattempo era stata del 65% contro il 30% italiano.
Detto questo l'unica cosa che mi interessava sottolineare era che la favola per cui la svalutazione spingendo le esportazioni stimola la crescita è evidentemente priva di fondamento.
L'Italia non è cresciuta come la Germania ma comunque un 5% meno in un periodo in cui la rivoluzione dell'automazione industriale ha fatto MIRACOLI.
TUTTI i paesi con una moneta più forte, come è logico aspettarsi hanno un economia più sana e più forte nel medio periodo.
Perchè nonostante la stupidaggine in malafede di Bagnai per cui "la svalutazione non comporta inflazione" negli anni in questione l'inflazione tedesca è stata del 50% complessivo, quella italiana del 220%, e se di fronte ad una rivalutazione del 400% del marco i tedeschi hanno avuto un inflazione pari a meno di un quarto forse un minimo di correlazione io la vedo.
Riguardo poi alla ricchezza vorrei ricordare che la ricchezza di una persona si misura SEMPRE facendo "patrimonio - debiti", e dato che il patrimonio degli italiani non è cresciuto e i debiti SI, è abbastanza azzardato dire che "la ricchezza degli italiani è aumentata"
Ma si sa la mentalità per cui i debiti alla fine si possono anche non pagare a passarla poi liscia è alla base delle teorie euro-exit.
Come se noi fossimo i più furbi del mondo, e stranamente finora sempre secondo le teorie euro-exit ci siamo sempre lasciti fregare come polli, vedo una certa incoerenza in un discorso del genere.