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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 2

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A me sono piaciuti molto i post. L'argomentazione è estremamente rigorosa e trovo molto utile anche il modo in cui fanno capire la complessità dei problemi, direi che l'interesse va aldilà dei singoli temi affrontati perché dà veramente un ottimo spaccato dell'attività e del modo di ragionare di un economista, cosa che il blog tenta di fare da sempre.

Forse è un limite aver preso come tesi da smontare  una tesi così specifica e così forte (euro come causa principale della crisi della produttività in Italia) che certo è sostenuta da Bagnai ma non riassume tutte le possibili argomentazioni euro-exit (né di Bagnai né di altri). Sarebbe interessante anche discutere più in generale i problemi posti da un'area valutaria comune come l'Euro. Forse non sarebbe male un altro post più generale sulla questione euro/aree valutarie/bilance dei pagamenti/flussi capitali, ho colto qualcosa nei commenti (e addirittura su twitter), sono temi interessanti.

Un'altra cosa che viene da pensare leggendo i post è che parte di queste metodologie e di queste ricerche siano molto recenti e le relative conoscenze poco stabili. In genere è possibile fare una divulgazione accessibile anche di questioni molto complesse solo quando queste siano state sufficientemente "digerite" dalla comunità scientifica mentre è più difficile farlo per ricerca "di frontiera".

Colgo l'occasione per dire che @monacelt, quando ha tempo, è piuttosto efficace anche su twitter (ce n'è per tutti :-) ) anche se personalmente non mi sembra un mezzo particolarmente adatto (al massimo si può fare a "clavate").

Quando ci sono post di questo tipo io torno a rileggerli varie volte (anche a distanza di settimane). Poiché le domande che mi suscitano sono tante la mia unica speranza è che l'autore sia così paziente da continuare a rispondere a nuovi commenti anche dopo mesi :-)