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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 2

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Questi spunti sono interessanti. Ma solo suggestivi. Ognuna delle ipotesi andrebbe formalizzata meglio, magari in un modello. Per capire fino a che punto ciascuna condizione sia necessaria (e/o sufficiente). Su twitter mi sono sentito dare del c..glione (ovviamente dal solito Borghi, sic!) per aver impostato un paragone tra EA e USA.

Il punto era, e ancora è: un'area valutaria comune è qualcosa di diverso da un sistema di cambi fissi. Questa era l'intuizione originaria che ha spinto i paesi europei ad abbandonare il sistema dello SME e a fare un salto in avanti "strutturale" nel tentativo di coordinare le loro politiche economiche.

Ma che cosa realmente necessita un'area valutaria comune? E' sufficiente dire: gli USA "funzionano" perchè sono uno stato unitario? E' questo l'aspetto cruciale? A me sembra un pò tautologico. O forse è il mitico sistema dei trasferimenti tra Stati degli USA la chiave? (Tutti i fanatici di euro-exit si riempiono la bocca con questo mito dei trasferimenti. Certo ci sono. Ma nessuno che tiri fuori uno straccio di studio che mostri come funzionano, che effetti hanno, e soprattutto quanto decisivi siano per la "viability" del dollaro come currency area.)

Oppure quello che è veramente necessaria è una vera unione bancaria? O una politica fiscale centralizzata?  O servono tutte queste cose insieme? (anche una lingua comune?).

Attenzione: perchè questo è il vero punto cruciale. Quale deve essere il passo successivo della costruzione dell'euro (ammesso che si voglia andare avanti)? Certamente deve essere qualcosa di strutturale: ma che cosa, veramente?

 

OCA o AVO

l.biagini 19/8/2013 - 09:06

In merito all'OCA mi pare che molti facciano lo stesso errore dell'economia in equilibri. Si tende all'OCA o all'equilibrio non che questo venga raggiunto (lo credo impossibile visto che non siamo in un sistema sociale statico ma dinamico).

Un attimo, mi stai dicendo che in sistemi dinamici non si raggiungono equilibri? Ok, non saranno equilibri fissi (statici) e saranno equilibri dinamici che oscilleranno attorno a certi  punti. Non un punto solo di equilibrio; potrebbero essere piu' d'uno.  Se non sbaglio Nash ha proprio detto questo, per i giochi a somma > zero.  Anche la natura è un sistema dinamico, ma ci sono equilibri (strategie evolutivamente stabili).

Non un punto solo di equilibrio; potrebbero essere piu' d'uno.  Se non sbaglio Nash ha proprio detto questo, per i giochi a somma > zero. 

Mi hai ricordato questo: http://mpra.ub.uni-muenchen.de/29957/1/MPRA_paper_29957.pdf

Se non l'hai già letto, troverai le conclusioni interessanti.

Se dipendesse dalle mie personali preferenze, il passo successivo sarebbe lasciare l'unione valutaria come pistola puntata alla tempia dei governi recalcitranti davanti alle riforme; e abolire l'UE lasciando SEE+AELS+Svizzera (ed estendendo il piu' possibile l'area Schengen). Lo so che secondo i vari Delors, Kohl etc. l'unione monetaria era vista come passo nella direzione di "un'unione sempre piu' perfetta", ma a me invece sta bene com'e', una specie di "gold standard differenziale"  che impedisca ai governi di procrastinare aggiustamenti strutturali tramite interventi di politica monetaria (i quali in teoria dovrebbero servire in pura funzione anticiclica, ma in pratica, specie nei paesi come l'Italia, finiscono in scelte consistentemente inflattive).

Dollar-exit

Tom Riddle 19/8/2013 - 14:07

A mio modesto parere, la diversa coesione politica ha avuto un ruolo non indifferente. Mentre negli Stati Uniti vi è un unico Stato Federale detentore del monopolio della forza, ciascuno dei 17 membri dell'eurozona ha ancora un esercito. Se la Grecia nel 2012 avesse deciso di uscire dall'euro, infliggendosi immani sofferenze, cosa avremmo potuto fare per impedirglielo? Mandargli i panzer? Ovviamente no. Se invece un governatore statunitense annunciasse seriamente un referendum per uscire dal dollaro e dall'Unione, si troverebbe gli agenti federali sotto casa e un'accusa per "rebellion or insurrection" o "seditious conspiracy".

Credo che questa differenza spieghi parte del panico del 2012, quando Tsipras rischiava di vincere le elezioni in Grecia. Certo, l'assenza di un'unione bancaria avrà un ruolo altrettanto importante, ma resta il fatto che oltreoceano un concetto come "dollar-exit" non sarebbe nemmeno concepibile.