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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 2

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Resta da spiegare un punto cruciale: perchè poi negli anni successivi all’ingresso nell’euro il tasso di cambio reale ha continuato ad apprezzarsi?

Ancora una volta complimenti per l'esposizione e per le riflessioni che il testo propone.

Una domanda: l'apprezzamento del tasso di cambio reale necessita per essere valutato di un termine di riferimento esterno. Immagino quindi sia il dollaro (nel senso di beni e servizi usa). Corretto?

Ora andando indietro nel tempo e lavorando di memoria, ricordo che la transizione alle valute nazionali al l'euro comporto' un po' di problemi per il grande volume di sommerso e di capitali ad esso connessi. Di fatto appena fu chiaro che la Lira sarebbe diventata Euro ci fu il problema della conversione dei capitali nascosti che già non fossero stati depositati all'estero. Non si potevano convertire istantanealmente alla luce del sole e mi fu spiegato che quindi già un paio di anni prima del passaggio ufficiale ci fu un trasferimento verso il dollaro che riguardò non solo la Lira ma anche il Marco tedesco, moneta di riferimento per le economie ex-cortina in cui il sommerso viaggia attorno al 40% del PIL (da noi è il 27% considerando attività lecite ed illecite, che anche loro generano profitti da convertire).

La transizione a quanto pare (non sono cose di cui si parla apertamente) fu organizzata in modo diluito nel tempo, con importi mensili ridotti ma pur sempre di miliardi. Vendendo costantemente Lire e Marchi per comprare Dollari  le prime due valute persero un po' del loro valore ed il dollaro si apprezzò (tanto che molti analisti allora non capivano il perché, dato che i fondamentali sottostanti al dollato indicavano un valore piu' basso). Una volta arrivato l'euro fu innescato gradualmente il percorso inverso, da dollaro ed euro, anche qui non tutto in un colpo. Il risultato fu un deprezzamento del dollaro ed un apprezzamento graduale dell'euro.  Che volume fu coinvolto. Non è dato a sapere ma se il sommerso da noi è il 27%, come flusso, quale puo' essere lo stock accumulato nei decenni in beni non mobiliari?

Tutto questo tuttavia spiega solo i due anni precedenti ed i due successivi ma puo' essere una parziale risposta all'apprezzamento dell'euro (e per il tasso nominale, non reale)  negli anni successivi alla sua nascita. Ma solo quelli.

Ritengo anche che i tecnici che allora fissarono i rapporti di conversione fossero consapevoli del meccanismo, avessro anche alcune stime del volume coinvolto e che quindi per esempio sapevano che la Lira era momentaneamente deprezzata e che poi la situazione sarebbe tornata normale nel giro dei mesi seguenti. Adottarono quindi un cambio che puo' essere considerato sovrapprezzato rispetto al momento stesso della decisione (innescando le polemiche che sappiamo) ma che rispettava la media e la realtà. Da qui forse nasce la favola del sovrapprezzamento iniziale.



Il nero al 27% e al 40% riguarda i flussi interne delle economie, gli stock esportati (che sono decisamente inferiori)  sono tipicamente finiti in svizzera e caraibi, e non sono mai stati detenuti in Lire o Marchi, mentre quelli "domestici" non hanno avuto alcun bisogno di essere convertiti materialmente in altre valute: semplicemente si è smesso di usare le lire e si è cominciato a usare l'euro, come per le transazioni ufficiali.

Credo che l'iniziale apprezzamento del dollaro (l'euro partì praticamente alla pari, è sceso fino a 0,80 sul dollaro, e anche peggio per la sterlina) sia stato dovuto ai dubbi sull'euro in sè agli inizi, per cui i capitali finanziari hanno semplicemente preferito  essere denominati in valute "sicure".

Sulla stima dello stock di nero detenuto all'estero credo che può valere la stima fatta ai tempi dell'introduzione dello scudo, e che fu anche dibattuta su nFA. Fra i 100 ed i 200 miliardi di €, a memoria.

Fra i 100 ed i 200 miliardi di €, a memoria.

Ok, quei dati erano solo per la Svizzera (quindi una parte del totale) ma quelli erano già all'estero ed in franchi (a meno che uno non avesse preferito un conto estero in Lire).  Credo che tu possa aver ragione se pensiamo al volume detenuto dalla criminalità organizzata, che essendo tale lo è anche nella gestione degli stock. Tuttavia il grosso del sommerso in Italia è fatto da centinaia di migliaia di piccoli e medi evasori che fatta la casa e la barca, avevano comunque un problema di gestione del contante.  La soluzione trovata in Lire, che soddisfa le necessità di liquidità in un paese che non ha una vera patrimoniale e quindi non ti chiede conto di ogni euro detenuto, non poteva essere convertita in euro la mattina del primo gennaio. Sulla cosa (conversione lira-dollaro e dollaro-euro dello stock di capitale non dichiarato) comunque furono scritti vari articoli di giornale anche se non fu data molta enfasi. Erano ancora tempi in cui quando schneider pubblicava di dati delle sue stime sul sommerso, l'Italia taceva nei TG o negava vistosamente.