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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 2

4 commenti (espandi tutti)

Sono diventato un fan dei "like" anche per i commenti e non solo per gli articoli. Questo di Enzo (anche se non concordo con l'idea di generalizzare a partire dall'esperienza di HK) merita un paio di "like", specialmente per le conclusioni! 
:-) 

tasto like

marcodivice 17/8/2013 - 13:57

il tasto like per post e commenti è una mia vacchia richiesta, insieme credo a corrado ruggeri. approfitto dell'appoggio di michele boldrin per rilanciarla.  Fosse già implementato andrebbe premuto a manetta per l'ottimo post di Monicelli.

Consenso

PZ 17/8/2013 - 20:02

E magari a nessuno viene in mente che molti di questi punti possano essere considerati inaccettabili dalla maggioranza della popolazione, e che il dovere degli economisti non sia quello di difendere per partito preso un sistema con costi e benefici al fine di raggiungere determinati risultati, ma illustrare e divulgare costi e benefici affinché il "popolo bue" [cit.] possa effettuare le scelte democraticamente e in maniera più consapevole?

Sembra profetico Bagnai: l'euro è stato stabilito non tanto perché buono ed efficace strumento di politica macroeconomica, ma come necessario mezzo per vincolare scelte "strutturali" interne ai singoli paesi.

P.S. Grazie al Prof. Monacelli per questo post, è pieno di spunti interessanti e con un'ampia visione critica, e soprattutto delinea un programma di ricerca ben chiaro se si vuole approfondire il punto in questione.

Purtroppo alla fine Bagnai usa tanti argomenti a dir poco opinabili da sembrare un banale difensore di uno status quo che rende impossibile una crescita economica REALE basata su una produttività REALE del paese.
Se divulgare costi e benefici ?
Come per esempio dire che la svalutazione del 1992 ha portato un milione di disoccupati in più ed un calo dei consumi del 3.5% e far notare che la svalutazione è sempre e comunque un impoverimento perchè nessun artificio monetario cambia il fatto che essendo la moneta solo un mezzo di scambio il tenore di vita di una nazione, ovvero i beni e servizi a disposizione dei suoi abitanti saranno solo pari alla quantità e qualità di beni e servizi REALI che gli stessi sono in gradi di produrre e scambiare.
E che nessuna crescita drogata ha mai portato vantaggi reali a lungo termine, anche i tifosi di Bagnai in fondo lo ammettono che la svalutazione del 1992 dopo solo 4 anni aveva esaurito TUTTI i suoi effetti positivi , dato che parlano di cambio sopravvalutato di una moneta che era crollata del 30% solo 4 anni prima.