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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 1

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Le linee che più dovrebbero interessarci comunque sono quelle degli altri paesi europei che dovrebebro avere economie più vicine e più in relazione con la nostra (Francia e Germania ad esempio) rispetto alle quali il declino inizia a metà anni 90

 

la differenza tra il reddito procapite italiano e quello tedesco si è mantenuta pressoché stabile durante tutti gli anni 90; anzi ,dal 95 al 2002,pur con varie oscillazioni è diminuita da 2200 a 2100. il vero ''salto''si ha tra il 2004 e il 2005 (la differenza passa da 2300 a 2500)ma soprattutto tra il 2005 ed il 2006 (si passa da una differenza di 2500 a 3100)e tra il 2006 ed il 2007(da 3100 a 3900) e così via fino ad oggi.

 fin dentro l'euro non era cambiato nulla ,ciò che cambia dal 2005 in poi è il peso del cuneo fiscale:da loro diminuisce da noi aumenta.

 http://ec.europa.eu/economy_finance/ameco/user/serie/ResultSerie.cfm

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C'è anche un altro aspetto,ho letto qui il paragone tra Francia ed Italia come paesi con una pressione fiscale simile, è un inesattezza dal punto di vista della pressione fiscale reale sui ceti produttivi. Il fatto che il settore sommerso dell'economia, che è composto al 99% da attività a basso valore aggiunto e bassa produttività, in Italia ha un peso DOPPIO che in Francia Per cui la pressione fiscale REALE su chi paga le tasse è del 50% in Francia e del 60% in Italia.