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Euro, domanda, e produttività: un viaggio nel mito. Parte 1

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Mi permetto - sono un

Jo 12/8/2013 - 21:59

Mi permetto - sono un ignorantone - di supporre una spiegazione più antropologica alle tesi anti-euro. E' come se unita alla pretesa di giustificazioni tecniche, nelle tesi anti europeiste, ci fosse (o potrebbe esserci) la 'consapevolezza', tutta da dimostrare, che l'italiano medio non è, e non sarà mai capace di rimboccarsi le maniche. Non ne ha l'interesse, vive di turismo, ha il mare, non conosce il sacrificio del lungo termine, e può darsi che tutti o quasi i Piigs posseggano queste caratteristiche. La svalutazione potrebbe dare questi vantaggi pratici. Questo potrebbe essere un altro argomento? Grazie.

Credo, tristemente, che lei abbia ragione. Ma da economista vedo una interpretazione diversa. Fare le riforme non è un "equilibrio" politicamente feasible per l'Italia (e politicamente nel senso di political economy of reforms)