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FARE, un partito territoriale

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Per quanto mi riguarda, la diversa distribuzione delle percentuali dei voti nelle regioni è dovuta ad una diversa intensità di propaganda fatta da FID, ben più forte nel nord rispetto a quanto lo sia stata nel meridione. Sono nato e cresciuto in Sicilia e tornando lì per votare mi sono reso conto del fatto che un enorme numero di persone (anche con alti gradi di istruzione) non aveva minimamente idea dell'esistenza di FID oppure non conosceva affatto il suo programma (poiché in tanti se ne erano disinteressati, considerando FID un partito minuscolo).
Riguardo l'abbozzo di regressione lineare (mi riferisco allo scatter plot), vorrei far notare all'autore che così per come è stato inserito nell'articolo è inconcludente e poco indicativo. In primo luogo, le variabili dovrebbero trovarsi per logica sugli assi opposti: è la percentuale di voti di FID, semmai, a dipendere dal RF pro capite e non viceversa. In secondo luogo, non basta una alta correlazione lineare (ed un alto R^2)  per concludere che i voti sono influenzati dal regressore in questione, servirebbe un test delle ipotesi (qui mancante).

L'ho imparato a mie spese, perché in questi anni anche a me è capitato di osservare determinate correlazioni e far scaturire da li' ipotesi di causa effetto.
Poi mi ha convinto l'umorismo dei pastafariani

Di fatto anche se fosse, il gradiente nord-sud è una realtà cosi' come il fatto che tutti i partiti, non solo Lega e/o FARE, hanno una diversa impronta territoriale nord-sud.  Un partito che avesse come obbiettivo cambiare la realtà sarebbe vittima e prigioniero della stessa realtà che vuole cambiare?
Il problema vero allora è come passare da un partito dell1% (con impronte territoriale) ad un partito del 15-20% .... ma anche 40% (con impronta territoriale).