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FARE, un partito territoriale

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   Mi trovo completamente d'accordo con Fabrizio, ed in particolare quando cita Obama, come modello di efficienza nella comunicazione. L'esposizione mediatica necessaria per disseminare delle idee ha determinato - a mio avviso - un profondo cambiamento nelle caratteristiche indispensabili per essere un leader politico, e più in generale un uomo politico. Il focus non è più la bontà delle idee e delle azioni conseguenti, quanto la capacità di farsi ascoltare. Tornando a noi, se ci sta a cuore il programma di FARE (forse l'unico in grado di fermare il declino) dobbiamo cercare un leader che sia capace di tradurre un insieme di idee coerenti in slogans semplici e comprensibili.  Ed infine una nota sgradevole: qualcuno conosce il motivo per il quale il sito di FARE non è più aggiornato? C'è stato un 8 Settembre?

...anche una squadra. Un leader impara a farsi ascoltare dalla gente comune vivendo in mezzo ad altri che pure sanno farsi ascoltare dalla gente comune. E' un apprendimento di gruppo.

Aggiungo che nfa è un esempio straordinario di una comunità, con poche eccezioni, in cui i membri sanno farsi ascoltare l'uno dall'altro e sanno dialogare costruttivamente. Ma è una comunità sostanzialmente di ricercatori o comunque di persone che si ispirano alle regole della discussione scientifica, dove le regole per farsi ascoltare sono molto diverse da quelle valide nella vita sociale ordinaria, politica inclusa.

Controesempio negativo: la direzione nazionale del PD vista ieri in streaming: decine e decine di dirigenti, da Franceschini a D'Alema a Bindi, ore o ore a parlarsi addosso senza dire nulla di comprensibilmente rilevante.

Più o meno come l'ultima direzione nazionale di Fare. :-(

la direzione nazionale del PD vista ieri in streaming: decine e decine di dirigenti, da Franceschini a D'Alema a Bindi, ore o ore a parlarsi addosso senza dire nulla di comprensibilmente rilevante

Per uno cieco e sordo come te, le cose stanno così. Per tutto il resto del mondo è stata una discussione democratica.

Buona fortuna e buona guarigione.

RR

Ho dimenticato di dire che, nel generale blablabla della direzione nazionale del PD, ha fatto eccezione l'intervento di Renato Soru: chiaro, preciso, concreto, pertinente, oltre che sensatissimo nei contenuti, in contrasto con tutti gli altri. In sostanza, diceva che il PD continua ad essere, anche con l'ultima vaga proposta degli 8 punti, un partito conservatore, e spiegava perché. Tale e quale un redattore di nfa. :-)

Mi piace pensare che l'unica astensione, nella votazione finale, sia stata la sua.

ha fatto eccezione l'intervento di Renato Soru: chiaro, preciso, concreto, pertinente, oltre che sensatissimo nei contenuti, in contrasto con tutti gli altri. In sostanza, diceva che il PD continua ad essere, anche con l'ultima vaga proposta degli 8 punti, un partito conservatore, e spiegava perché.

https://www.youtube.com/watch?v=9oh3XlhAyd0

Il PD è controllato da una ristretta casta, o meglio una cricca, abominevole e inamovibile. Ed in Italia esiste una maggioranza solida e stabile, disposta a votare per chiunque e per qualunque cosa pur di evitare che questa cricca vada al governo: ieri per Berlusconi, oggi per Grillo, domani chissà per Carlo Cracco. Alle elezioni la sinistra ha vinto solo due volte, ed in entrambi i casi era guidato da Romano Prodi, una persona che personalmente non stimo, ma che era fuori dalla cricca. La prima volta Prodi, grazie ad una congiura di palazzo organizzata dalla suddetta cricca è stato eliminato e rimpiazzato da D'Alema, che NON aveva vinto le elezioni; la seconda volta la maggioranza si è sfaldata e non sappiamo come sarebbe andata a finire.

Il problema è proprio quello delle persone: Nanni Moretti lo aveva gridato oltre dieci anni fa, ma nessuno lo ha ascoltato. Il PD ha avuto l'opportunità di rinnovarsi lo scorso dicembre, e l'ha sprecata.  Ne ha tutti i diritti, ma non si meravigli delle conseguenze, prevedibilissime. Si sono fatti raggiungere da un settantacinquenne dalla salute cagionevole, circondato da incapaci, coinvolto i numerosi scandali e impelagato in una trentina di processi. È per via delle televisioni, ha starnazzato la cricca, senza accorgersi che un passo dietro di loro è arrivano uno che dalle televisioni è scomparso da decenni. 

Tornando al tema del post a me sfugge un punto fondamentale: "FARE, un partito territoriale" vuol dire che va bene così oppure che è un problema a cui bisogna porre rimedio? Perchè da questa valutazione dipenderanno le future strategie; per esempio nel primo caso potrebbe valere la pena di non presentare liste al sud alle elezioni europee del 2014, per concentrare gli sforzi dove è più facile cercare di acciuffare un quorum, nel secondo invece occorrerebbe qualche aggiustamento al programma per renderlo più interessante almeno per una fetta dell'elettorato meridionale.

 

Nell'incertezza sul da farsi il sito e' stato bloccato per qualche giorno. In realta' mancano le notizie da dare  per ora. Meglio fare con calma questa volta, non c'e' nessuna urgenza, suggerisco di pazientare. Vedo che alcuni comitati locali si stanno muovendo e delineando procedure. Bene cosi'. 

Secondo me non vi fate buona pubblicità facendo partecipare un razzista venetista al vostro blog il quale per di più inserisce analisi campate per aria e giustamente criticate. Mi sto quasi pentendo d'avervi votato (nonostante Giannino che se ritrovate i miei post non mi piaceva già da tempi non sospetti), ma possibile che un serio e vero partito liberale in Italia non si possa avere?