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FARE, un partito territoriale

9 commenti (espandi tutti)

@alberto: sono d'accordo

Io no. Come descritto sopra, a Ragusa ed Agrigento non c'è un millimetro di autostrada, a Trapani c'è solo "grazie" ad un terremoto, ed a Caltanissetta, escludendo l'exclave di Resuttano, che avrebbe più senso assegnare a Palermo, ci sono un totale di 4km di autostrada, in pratica solo perché non sono riusciti a oltrepassarla in altra maniera.

Ma le infrastrutture in sé non generano sviluppo economico e ricchezza ( salvo per le imprese costruttrici ), esiste in Sicilia un sistema produttivo le cui potenzialità sono depresse SOLO dalle difficoltà e da costi di trasporto?
Conosco un esempio del genere, la Valdastico, autostrada frutto di spesa pubblica a fini elettorali come non mai, che però facilitando notevolmente i collegamenti con Milano e il nordovest ha permesso a molte piccole e medie imprese della zona di crescere, ma nel caso della Sicilia l'aumento dei collegamenti interni non mi sembra possa portare un serio cambiamento.

Tanto per rimanere in Sicilia un'infrastrutture essenziale è l'elettrodotto Sorgente-Rizziconi. Serve ad abbassare il costo dell'elettricità, serve a utlizzare appieno le energie rinnovabili, che producono dove e quando ci sono le condizioni, mentre gli utenti richiedono l'elettricità dove e quando gli occorre, serve a chiudere alcune centrali a olio combustibile, care, obsolete, inefficienti e inquinanti. Lo costruisce Terna, una società controllata da Cassa Depositi e Prestiti su intensa sollecitazione dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, ente pubblico. Ma subito si levano le proteste, fomentate dai soliti noti.

Acqua

Alessandro Riolo 7/3/2013 - 13:29

 Tanto per rimanere in Sicilia un'infrastrutture essenziale

Se vogliamo parlare di infrastrutture essenziali, io inizierei con quelle necessarie a far arrivare l'acqua a casa delle persone non dico 24 ore al giorno, ma almeno ogni santo giorno.

Dalle mie parti hanno fatto una denuncia alla Commissione Europea, firmata da 1500 cittadini e supportata da un faldone di 500 pagine, e per dirla tutta, non è nemmeno lontanamente la zona in cui l'approvvigionamento idrico sia nelle peggiori condizioni in Sicilia.

Acqua?

massimo 10/3/2013 - 17:25

E cosa si aspettano che la Commissione Europea faccia? Le questioni riguardanti l'acqua sono tipicamente locali e non è che si risparmia acqua in Finlandia ce ne sarà di più a Trapani. Ci sarebbero i fondi di sviluppo regionale, ma immagiono che queste possibilità siano state già esplorate da decenni. O no?

E cosa si aspettano che la Commissione Europea faccia?

Una multa di centinaia di milioni di Euro alla Repubblica Italiana. Da quanto mi pare di capire, sperano in 714.240 € al giorno più interessi. E per dirla tutta ci hanno ragionato sù, nel senso che se anche la Repubblica Italiana la riversasse tutta sulla Regione Siciliana, come ha già fatto sui depuratori, costerebbe ai Siciliani 14 centesimi di Euro al giorno, che è una cifra di ordini di grandezza minore di quanto oggi spendono in autobotti. La scommessa è che grazie alla multa, che a loro costa un piffero in ogni caso (se paghi migliaia di Euro all'anno in autobotti, che vuoi che siano 30-50 Euro in più di tasse?), riescano a mettere pressione a Stato e Regione per risolvere il problema.

non è che si risparmia acqua

Nel caso di Trapani, non è una questione di mancato risparmio. L'acqua proprio non c'è. Ci sono le descrizioni dei viaggiatori di fine '700, per chilometri intorno era proprio deserto. L'acqua l'ha portata la lungimiranza dei politici locali, che hanno prima comprato una sorgente (Bresciana) ad un centinaio di chilometri e poi hanno costruito un dissalatore (rara avis in Sicilia, anche se oggi ha una certe età, e purtroppo perde colpi). Il problema è che alla lungimiranza dei politici locali, non ha fatto paio quella dei politici di altre zone, con il risultato che sono decenni che ai Trapanesi tocca condividere le proprie scarse risorse idriche, pagate a peso d'oro (l'acqua a Trapani è sempre stata carissima) con tanti altri (che dubito la paghino agli stessi prezzi). La Regione Siciliana reagisce alle varie crisi idriche attingendo a quelle scarse risorse (leggi questo ad esempio), da cui i razionamenti continui. I politici locali, ovviamente, non hanno certo le risorse per risolvere il problema idrico di tutta la Sicilia, manco se volessero.

esiste in Sicilia un sistema produttivo le cui potenzialità sono depresse SOLO dalle difficoltà e da costi di trasporto?

Facevo sopra l'esempio della costa occidentale, praticamente da Custonaci a Mazara via Trapani e Marsala. L'anno scorso la Poiatti di Mazara pare abbia comprato 3200 tonnellate di grano russo, trasportato nel porto di Trapani dalla frumentaria Volgo Don 236. Scaricavano il grano su camion, che poi si dovevano fare i 70km descritti sopra, attraversando da parte a parte una decina di centri abitati. Ma è un esempio fra i mille. Qualsiasi percorso di poche decine di chilometri sulla costa occidentale diventa una tortura.

Mi pare poi abbastanza improbabile affermare che la provincia di Agrigento non sia depressa per la mancanza di infrastrutture, andare da Sciacca a Licata è un'avventura, figurarsi andarci dal resto del mondo. Ho scritto tempo fa un articolo interessante in merito.

Non ho esperienza recente diretta del Ragusano (ma ci andrò prima di Pasqua), ma per quanto mi dicono le infrastrutture stradali sono al limite anche da quelle parti, tant'è che in molti erano contrari all'aeroporto di Comiso usando lo stesso argomento che si usa contro il ponte di Messina (prima si facciano le infrastrutture per raggiungerli).

Devo dire qualcosa su Palermo? Alla città mancano almeno 2 circonvallazioni, una per i Palermitani, ed una per tutti quelli che viaggiano sulla direttrice Trapani-Messina (che sarebbe una panacea anche per chi deve raggiungere gli aeroporti di Punta Raisi e Birgi). Fortunatamente stanno facendo un passante ferroviario, ma per quanto riguarda l'anello mi pare siano ancora in alto mare.

Catania e Messina non ho una grande esperienza personale, ma onestamente le infrastrutture intorno alle città non mi sono mai sembrate granché, la maggior parte del tempo che ho speso in entrambe queste città l'ho passato imbottigliato nel traffico.

Ma le infrastrutture in sé non generano sviluppo economico e ricchezza ( salvo per le imprese costruttrici ), esiste in Sicilia un sistema produttivo le cui potenzialità sono depresse SOLO dalle difficoltà e da costi di trasporto?

Altro esempio questa volta quantitativo: KPMG ha recentemente calcolato che per ogni Euro di investimento pubblico sull'aeroporto di Birgi tra il 2007 ed il 2011, si sono generati 51 Euro di PIL. Io nel 2010 ero arrivato indipendentemente a stime molto simili.

L'aeroporto di Birgi è un aeroporto militare, in cui il Ministero della Difesa ha fatto negli anni investimenti anche importanti. Negli anni '60 avevano costruito un terminal per aprirlo al traffico civile, ma non avevano mai avuto particolare successo. Verso la fine degli anni '90 e la prima metà dell'ultimo decennio dei politici di area PdL, e volendo anche UDC (facciamo i nomi: principalmente Antonio D'Alì, ma anche Giulia Adamo, Girolamo Fazio, Mimmo Turano), spesso in contrasto non solo con politici di altre aree, ma anche con alcuni loro compagni di partito (che avrebbero preferito di gran lunga "investire" in imprese diciamo più "familiari", come fanno ancora ad esempio i loro colleghi palermitani), si è messo in testa che si poteva utilizzare l'aeroporto come volano dell'economia locale, hanno trovato in qualche modo i soldi pubblici (una ventina di milioni di Euro) per ammodernare il terminal, hanno trovato dei soci privati per gestirlo, hanno affidato la società di gestione ad un imprenditore della zona (Salvatore Ombra) che ha svolto il suo compito in una maniera impeccabile, ed hanno convinto Ryanair ad aprire una base nell'aeroporto in cambio di un investimento mercatistico a carico del settore pubblico (pochi milioni di Euro annui, che Ettore Livini su Repubblica calcola esattamente in 6,2 milioni, e che altrimenti sarebbero finiti sappiamo tutti dove).

Il risultato sono almeno 1,5 milioni di passeggeri annui, che sarebbero potuti già essere oltre 2 milioni se non avessero dovuto chiudere l'aeroporto al traffico civile per via dell'intervento nella guerra civile in Libia, ed un incredibile ritorno economico e sociale per il territorio.

Permettimi di citarmi:

Prima del 2002 il centro storico di Trapani era trascurato, si era spopolato, si stava ghettizzando, ci abitavano quasi più nordafricani che siciliani, non c'era nessuno in giro la sera, e c'era tipo un bar aperto per i quattro beoni del porto, con il distributore automatico di sigarette la principale attrazione in zona, i prospetti erano vetusti e scrostati, neri di fuliggine, si compravano appartamenti di 60-70m2 per 10-20 mila euro, ed interi palazzi per 40-50 mila euro, tutti senza abitabilità e a nessuno veniva in mente di ristrutturarli. ...

Un paio di membri della mia famiglia hanno comprato un immobile in centro nel 2002, lo hanno ristrutturato, adibito a B&B, e rivenduto dopo nemmeno 5 anni ad un tipo che ci ha ricavato un b&b ancora più grande estendendolo con altri immobili attigui. Solo per quanto riguarda la compravendita dell'immobile, i miei familiari hanno ottenuto un profitto del +200% sull'investimento iniziale (il prezzo di vendita è stato il quadruplo del prezzo di acquisto). Tutto ciò nel raggio di 2km è stato replicato da un'altra cinquantina di investitori, e se ci allarghiamo a tutto il territorio del distretto turistico, diciamo 30-40km attorno a Birgi, probabilmente centinaia di volte. Si perde il conto di quanti nuovi alberghi, agriturismo e quant'altro sono stati aperti in zona, ed anche quei pochi pre-esistenti, sono stati praticamente tutti ristrutturati e migliorati.

Quest'estate sono stato a Trapani un giovedì sera, il centro storico è grande più o meno la metà di quello di Genova, e poco più di un quinto di quello di Palermo, ed ho contato almeno 15 locali dove si faceva musica dal vivo, tutti pieni di avventori, e non pretendo di averli visti tutti. Mia moglie ha trovato un parrucchiere aperto alle 10 di sera tra i locali, e si è fatta fare, insieme ad un'altra decina di clienti, taglio e messa in piega. E verso mezzanotte mia moglie si è comprata della ceramica da un artista, nel suo studio-galleria aperto al pubblico, ordinandogli 4-5 pezzi ad hoc.