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FARE, un partito territoriale

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Veramente molto bello questo lavoro congratulazioni, mi piace questo modo di procedere. Dalla mia credo che, il fatto l'affermazione che "FARE ha una forte connotazione territoriale" (indubitabile, dai dati) dia qualche informazione in più sul fatto che "ciò sia dovuto al programma" sia in parte discutibile. L'elevata concentrazione di iscritti e di attività (come serate di presentazione, gazebo, ecc..) su alcune regioni, come detto non è indifferente e, la non secondaria "i fondatori parlavano dove erano chiamati a farlo, cioè dove piu' fertile era il loro messaggio" non giustifica la teoria, anzi potrebbe essere un interessante caso di Self-fulfilling prophecy. I risultati di una campagna elettorale non certificano "la qualità del prodotto" venduto, in questo caso il programma, ma solo la qualità della campagna fatta con il candidato. Per farla più semplice, proprio dove "non chiamano" c'è da confezionare una corretta formula per declinare il messaggio. e' proprio lì che ci si deve concentrare per offrire una alternativa semantica agli elettori per portarli fuori dal guado. Se non si inquadra il tema della comunicazione politica del messaggio e ci si concentra solo sul contenuto (tipica trappola di noi pensatori tecnici), allora nella trappola ci si cade. Non bisogna dire "perchè non hanno capito", ma "cosa non ho fatto per farmi intendere". La questione è bene espressa in un semplice, buon saggio divulgativo di Drew Westen, Political Brain, dove risiede anche una buona parte degli strumenti che consentono di leggere la sconfitta dei DS nonostante questo testo risalga a qualche mese prima la prima campagna di Obama. Berlusconi ha "customizzato" la sua campagna con messaggi diversi per aree diverse, Grillo lavora di twitter e piazze, scientificamente, dal 2008, ovunque, non è un fenomeno semplice e spontaneo, come la narrazione comune ama pensare. Mi congratulo ancora del lavoro svolto.

Mi associo ai complimenti per l'analisi e vorrei suggerire altri spunti.

La mia esperienza diretta di diversi anni passati nei seggi come scrutatore/segretario/presidente mi porta ad affermare che, per quello che ho potuto constatare in questa tornata, ho osservato due fenomeni:

  • - aumento di schede bianche e nulle (quasi raddoppiate)
  • - diminuzione dell'affluenza di giovani e soprattutto giovani donne.

 

Secondo voi esistono dei dati per confutare queste mie "sensazioni"?

 

Marketing Politico

Il "prodotto FARE" è un bene sofisticato con diverse caratteristiche "tecniche" che lo fanno apprezzare da una ristretta cerchia di esperti che probabilmente gli restano fedeli nel tempo, ma che difficilmente viene apprezzato immediatamente da una fascia più ampia di “consumatori”.

La strategia di comunicazione in questo caso è centrale per il successo.

Per pubblicizzare l'iPhone, Apple non si dilunga a spiegare che tipo di processore monta o altre caratteristiche tecniche, si concentra su cosa è in grado di fare e cosa l'utente può farci quando ne avrà in mano un esemplare.

 

Scusate la gretta concisione, spero di essermi spiegato.

 

Il cosa, il come, il perchè. Cosa fà un iphone lo sanno tutti e tra l'altro lo fanno moltissimi telefoni che costano un terzo, sul come funziona c'è importanza e steve jobs dedicava le sue presentazioni su questo, ma chi compra Apple compra per il.PERCHE', compra una storia. Nokia "connette le persone", Apple è forte perchè è creatività, intelligenza e accesso semplice, Barilla è casa e Mulino Bianco, risvegli felici. Nel marketing oggi ci si distingue per il perchè e si vendono emozioni ed esperienze e queste non sono nè in contraddizione con i numeri e i buoni progetti e non sono un basso espediente manipolativo come pensa la sinistra (che snobisticamente ci lascia le penne sempre).Serve a spiegare meglio e a più persone e a spingerle a muoversi e diventare attori e non spettatori. I venditori oggi sono gli stessi elettori che trasmettono la forza del loro vissuto e contagiano gli altri, per strada o in rete. In treno oggi avevo davanti un tipo che magnificava il suo ultimo gadget agli altri... lo faceva per soldi? Ho adorato gli interventi di Boldrin perchè emozionano, prima che per i dati, sulla cui consistenza non posso giudicare perchè non ne ho le competenze.
Probabilmente lui ritiene, da uomo preparato nella sua disciplina, che sia il contenuto a renderlo forte... i dati lo rendono sicuro ed interiormente imbattibile, e questo lo fa diventare un messaggero convincente perchè sà narrare storie con quei numeri (c'er una volta), sa creare una forte tensione emotiva e morale, sa generare, con linguaggio piano EMOZIONI. La regola è che a partire da valutazioni razionali si scatenano DECISIONI, ma è solo attraverso le emozioni si muove all'AZIONE, Ed è l'azione a spingere le persone al voto, se no può capitare di dire "sono d'accordo con tizio, però voto caio". Su questo piano il messaggio di FARE non è stato abbastanza potente. La razionalità e la perfetta coerenza non assicurano grandi performance, al di fuori di una narrazione, Boldrin sa raccontare le storie mentre apparentemente parla di dati, FARE deve diventare una storia narrabile ad ogni latitudine , altri prenderanno il messaggio e si faranno carico di portarlo in giro se è una buona storia.