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FARE, un partito territoriale

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FARE solo al nord

fgb 5/3/2013 - 15:10

L'articolo evidenzia a mio avviso una delle lacune del progetto FARE, ossia pensare che l'Italia sia un paese omogeneo, nel quale esistano soluzioni valide (e recepibili) da nord a sud, ignorando una realtà sociale, politica, economica e culturale ormai evidente a tutti da decenni, che vede un nord prevalentemente produttivo e "virtuoso" convivere e mantenere un centro sud prevalentemente assistito e corrotto.  E' l'errore che ha commesso la Lega negli anni '90: pensare che una ricetta considerata buona possa essere applicabile ed essere apprezzata ovunque, sostituendo le battaglie per l'autodeterminazione con quelle per un illusorio federalismo nell'interesse di tutti, nella speranza (o presunzione) di esportare un modello funzionale solo in certe latitudini del paese. Sono discorsi politicamente scorretti ma supportati da decenni di dati, numeri e grafici come quello qui riportato. FARE, o quello che sarà di questo movimento, non può prescindere da questa analisi: la ricetta liberista e liberale proposta è valida e comprensibile in tutta la penisola? Meno Stato è un sistema ottimale per tutti o non lo è per chi di Stato vive ed ha sempre vussuto? O perlomeno: meno Stato significa solo più mercato o anche meno stato centrale e più autonomia?

L'articolo evidenzia a mio avviso una delle lacune del progetto FARE, ossia pensare che l'Italia sia un paese omogeneo

Considerando la "classe dirigente" di FARE, non mi stupisco affatto. Troppo dilettantismo e troppa inadeguatezza. Basta leggere cosa scrivono i vari Boldrin, Moro, ecc. Andrebbero pensionati immediatamente, e senza sconto sui calci in culo!

RR