Titolo

FARE, un partito territoriale

4 commenti (espandi tutti)

 Il perché delle differenze territoriali e' molto semplice: al Sud si e' instaurato una regime di stampo malavitoso non solo nelle regioni controllate dalla criminalità organizzata (da cui discende ad esempio il risultato della Calabria) ma anche nelle altre. 

E' solidamente impiantato un controllo sociale molto capillare per cui appena ti esponi pubblicamente (soprattutto in politica) diventi un bersaglio per le ritorsioni di cacicchi, sindacalisti, sindaci, politicanti vari e anche imprenditori che fanno comunque parte del sistema (o ne sono assoggettati).

Infine, le poche occasioni di relativa sopravvivenza economica sono legate ai contratti pubblici o ad un impiego pubblico. L'economia privata non esiste, come nella Yugoslavia titina. Quindi mettersi al di fuori del sistema e' un suicidio anche per un professionista. 

In sintesi un elettorato ricattato o complice (a seconda delle visioni) con un altissima tolleranza per l'illegalità (anzi direi una altissima propensione) convive e si specchia in un regime di stampo centro africano (degli anni 70) con una classe politica di qualità mediocrissima che passa da destra a sinistra a seconda degli interessi di chi deve appropriarsi dei soldi pubblici.

Se così fosse, da dove verrebbe il 30% di Grillo in Sicilia?

L'analisi di Fabio Scacciavillani è molto realistica (a quel che ne so) ma c'entra solo parzialmente con il fallimento di FARE. Una percentuale di elettorato "sano" esiste anche nelle regioni del sud e proprio il successo di Grillo, che tu fai notare, ne è la prova.

Però se analizziamo cosa può volere questo elettorato "sano"? Più liberismo, uno stato più snello e meno tasse oppure uno stato finalmente presente e amministrato in maniera civile senza "magna-magna"?

Come diceva Corrado Guzzanti : la seconda che hai detto.

Questa seconda opzione è proprio il cavallo di battaglia di Grillo.

il programma di FARE è principalmente economico mentre i problemi del SUD sono sociali,  poi economici.

Parlare di meritocrazia e competitività  non è sbagliato, ma chiaramente sono altre le urgenze che vengono percepite in zone dove il racket comanda il mercato.

Grillo ha fatto campagna elettorale puntando fortemente (quasi esclusivamente) sul tema dell' amministrazione sana e della legalità.

PS.

mi sembra che anche Ingroia abbia raggiunto i risultati migliori al sud, fosse così (non ho tempo per controllare) sarebbe un' ulteriore conferma della mia teoria

30% grillo

marcodivice 4/3/2013 - 16:35

qui si azzarda una spiegazione.

 

La situazione è complessa e tende a peggiorare. Finchè giravano soldi valeva quanto descritto da Fabio Scacciavillani. Oggi di soldi ne girano sempre meno e quel paradigma sta saltando. Quel 30% è la manifestazione della rabbia e del disagio economico. 

Credo che questo sia valido in tutta Italia, ma nel sud in particolar modo.  Fid non poteva intercettare questi voti, perchè nell'immaginario collettivo la crisi è dovuta alle politiche "neoliberiste della banca centrale e dell'europa con la complicità dei politici corrotti e servi delle banche". 

 

Ps: @marco esposito  non darti colpe che non hai.