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FARE, un partito territoriale

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... ma non solo

matz 4/3/2013 - 12:17

Premetto che storicamente in Italia i partiti "liberali" non hanno mai avuto dei grandi successi in termini di %, cionostante l'attuale situazione italiana e la scarsità di proposte concrete sul panorama politico avrebbero dovuto o potuto avvantaggiare i partiti più "seri".
Sarebbe interessante comparare i risultati del partito repubblicano o del partito liberale nei loro momenti migliori con i risultati odierni di FARE, sarei curioso di vedere cosa "viene fuori".

L'analisi su dati oggettivi è perfetta e molto interessante, tuttavia credo esistano dei fattori "umani" che in una esperienza così breve come FARE abbiano delle forti implicazioni purtroppo scarsamente misurabili. Cioè lo storico di FARE non posside dati sufficienti affinchè l'analisi possa ritenersi "completa" e "definitiva" e l'elemento "uomo" ha avuto localmente effetti molto diveri.

 

Ad esempio i risultati di FARE nelle province di PD, VI e TV risultano "migliori" rispetto a quella della provincia di Milano (cuore pulsante di FARE) e di molte altre province lombarde. Quindi perchè? È probabile gli uomini locali di FARE siano stati capaci di veicolare il messaggio meglio intercettando e soddisfando le necessità/dubbi dei potenziali elettori?

 

Sarebbe altresì interessante studiare e comparare i risultati della lista "SCELTA CIVICA CON MONTI PER L'ITALIA" (da sola non come allleanza -senza FLI e UDC) perchè in ogni caso era, tra tutti, la lista più vicina a FARE. Quindi perchè ha preso molti più voti? Forse perchè Monti ha avuto, nel bene e/o nel male, una visibilità superiore di FARE, perchè comunque era un personaggio diventato noto e perchè molti sanno egli abbia fatto quasi solo esclusivamente ciò che gli hanno permesso di fare altrimenti non avrebbe avuto l'appoggio della camera e del senato?

 

Last but not least c'è sempre da ricordare la psicologia dell'italiano medio: istintivamente gregario di "appartenenza" -più tifoso che critico ispirato-, tendenzialmente conservatore e un po' reazionario, che preferisce essere informato piuttosto che informarsi, pigro e demotivato, con scarsa fiducia nelle istituzioni e diffidenza per chi parla troppo "difficile" e/o ha troppi titoli.

Il percorso di FARE dovrebbe essere elaborato come una complessa strategia di marketing con un THINK GLOBALLY BUT ACT & FIT LOCALLY.

Cioè mantenedo fermi i capisaldi della proposta di FARE, la value proposition deve essere elaborata a seconda delle "necessità" del cliente (o della regione..) "snocciolandola" in termini e concetti di più facile assimilazione per gli interlocutori. Una specie di SOCIAL MARKETING LOCALE (non mi riferisco a social media ma proprio al sociale) dove l'informazione non deve essere solo "imposta" dall'alto in una unica direzione alto-basso ma anche, al contrario, ascoltando le necessità ed aspirazioni delle persone/interlocutori e rielaborando "l'offerta" (purchè all'interno della visione e proposte di FARE) in modo che essa divenga percepita come una loro proposta e che si identifichino in essa.

Solo allora certe evidenti differenze territoriali (e sociali) potrebbero essere superate perchè si è fatto leva sul naturale istinto di "appartenenza".

Cordialmente

 

Non ci avevo mai pensato a paragonare qualche partito da prima repubblica. Li pensavo tutti omogenei e statici elezione dopo elezione. Ho preso un anno a caso, il 1983, prima che Gianfranco d'Angelo imitasse Spadolini a Drive In, e con mia sorpresa esiste una distribuzione territoriale (con Valdaosta e Sicilia che fanno da eccezione). Ho dato un'occhiata al PLI e mi sembrava molto meno accentuata.

Note: 
(1) Toscana e Abruzzo, meta' della % presa dalla coalizione PRI-PLI; 
(2) Valdaosta, Calabria e Sardegna, un terzo della % presa dalla 
coalizione PRI-PLI-PSDI

(io non possiedo i dati sulla punta delle dita e non ho molti strumenti per farlo)
Ludovico non é che riusciresti a fare uno unico scatter plot a confronto the FARE e "SCELTA CIVICA CON MONTI PER L'ITALIA" (da sola non come allleanza: senza FLI e UDC) mettendo però in ascisse il residuo fiscale pro-capite (zero al centro) ed in ordinate (su un unica scala o due parallele) le percentuali prese dai due schieramenti? Secondo me sarebbero simili.
Ciao e grazie se lo vorrai fare

:-)

lodovico pizzati 4/3/2013 - 15:19

no, non ne ho voglia, ma ora mi hai motivato a fare qualcosa di piu' utile :-)

Ho fatto un plot simile a quello del post, includendo anche altri partiti. I miei dati per il residuo pro capite sono un po' diversi da quelli usati qui, questo è quello che ne è venuto fuori.

http://cl.ly/image/1L2E1Q1O0B0z

Spero di aver soddisfatto la tua curiosità (e spero il grafico sia fatto bene).

in termini veteromarxisti (ahem)  FARE, Scelta civica e (con mia sorpresa) PD partiti dei produttori, M5S bilanciato (protesta ovunque), PDL e (senza mia sorpresa) Rivoluzione civile partito degli assistiti. La meridionalizzzione del PDL (vedi la mappa di Diamanti su repubblica di oggi) è impressionante. E' il primo partito solo al Sud ed in Lombardia arriva solo in poche provincie al secondo posto

il PDL è il primo partito al sud perchè partiva da un risultato ancora più corposo. in realtà proprio al sud è dove ha perso più voti. La fuga da PDL e PD segnala, a mio avviso, la rottura del vecchio schema. Lo spazio per FARE poteva esserci. E' stato penalizzato dalla vulgata dominante, privatizzazione+tagli=neoliberismo=banche=europa= licenziamenti=crisi, e dall'assenza di temi specifici per il sud.

La fine delle politiche assistenziali è una condizione essenziale per lo sviluppo del meridione, illuminante la relazione della corte dei conti campana uscita in questi giorni, ma va spiegato e va applicato gradatamente. Accanto a questo, occorre porre l'accento sulla creazione di lavoro e di contrasto alla criminalità. Credo che se ci si fosse basati su emersione del nero e gli "attacchi" alle fondazioni bancarie, si sarebbero potuti ottenere risultati migliori, almeno è quello che ho osservato nel mio piccolo.

Prendo spunto da questa discussione per allargare un po' il tiro. Il sempre maggiore successo di populismi e imbonitori vari dovrebbe far riflettere. Anche le migliori politiche, e a mio avviso quella proposta dalla UE su spinta tedesca non lo è, per avere successo hanno bisogno del sotegnao della popolazione. Possiamo dire che concentrare lo sforzo di risanamento in così tanti paese in un periodo di tempo così breve non è stata una gran pensata. Andava spalmato su un intervallo di tempo più lungo affiancato dal sostegno più deciso della BCE, stile FED. Conosco l'obiezione, ma qui corriamo il serio rischio di frattura dell'eurozona e, malgrado quello che dicono i vari guru che vanno per la maggiore, sarebbe un disastro.

 

Ps: puoi darmi gli estremi del libro che hai scritto con Eichengreen? grazie.

Se non è chiedere troppo, :-) sarebbe interessante avere anche il grafico di SeL.

Potrebbe permettermi di dare un sostegno a una cosa che dico sempre ai mieio amici che votano SeL: "mi spiegate che differenza fa votare vendola o Berlusconi?"

Se vai qui e clicchi sul partito, poi su "province" trovi la mappa per provincia

Molto interessante, non conoscevo questa funzionalità di google. Sapresti dirmi come faccio ad accederci dalla pagina principale google.it? Cosa va digitato? No perché io qui non lo trovo...

http://www.google.it/intl/it/about/products/

Avevo anche trovato delle statistiche mondiali ma nemmeno lì so come accedervi direttamente.

Fatto

Francesco C. 4/3/2013 - 23:25

Ho aggiunto SeL e Lega. http://cl.ly/image/323D0k2Z2F03