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FARE, un partito territoriale

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 i Fondatori parlavano dove erano chiamati a farlo, cioè dove piu' fertile era il loro messaggio.

un accidente, pardon my French: i leaders dovevano impegnarsi a dare visibilità alla vostra proposta dove era più debole, perché anche dove eravate più forti la percezione di votare per un partito conosciuto a livello nazionale (il principio per cui nella pubblicità dei libri mettono "nationwide bestseller") avrebbe favorito le intenzioni di voto. (per dire, io alla regione Lazio avrei pure potuto votarvi facendo un voto disgiunto per Zingaretti presidente, ma non sarebbe servito a niente e non c'erano indicazioni vostre in proposito. )

 

 Promettere meno tasse e meno spesa pubblica è appetibile per gli elettori che vedono la propria attività soffocata dalla pressione fiscale più elevata al mondo, e che non percepiscono abbastanza vantaggi dalla spesa pubblica. Viceversa, gli elettori che ricevono più vantaggi dalla spesa pubblica, e che sono indifferenti alla pressione fiscale, possono percepire il programma di FARE come un pericolo al loro benessere.

mi sa che il marxismo, anzi l'economicismo volgare, cacciato dalla porta ritorna dalla finestra. La correlazione tra posizione/ status socioeconomico e voto è troppo rigida.

Gli elettori che ricevono più vantaggi dalla spesa pubblica, e che sono indifferenti alla pressione fiscale  : quale potrebbe essere l'identikit? Un dipendente pubblico di livello medio-basso senza proprietà immobiliari e possibilmente single? Cioè uno che dell'aliquota marginale dell'IRPEF se ne frega perché tanto il suo reddito non ci arriva, non paga l'IMU, che non ha magari una moglie che perde il lavoro nel settore privato o un figlio disoccupato che non può avviarsi una attività in proprio? E per di più, anche stupido, perché comunque se lo stato fa default, perde il reddito.  Lo so, è una caricatura.