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Il margine di errore nei sondaggi della consistenza elettorale di un partito piccolo

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Tre brevissime considerazioni:

1. Credo che al di là di ogni piattaforma programmatica, l'ipotesi di una alleanza con il PdL risulti meramente inaccettabile per il nostro Movimento. Il PdL, infatti, così come il PD, l'UDC e le altre gerontopolitìe che affollano il nostro Parlamento, è tra i maggiori responsabili del Declino cui Noi ci opponiamo, ma, a differenza delle altre formazioni politiche, si presenta caratterizzata da un fardello di interessi privatistici, attitudine corruttiva, disdoro pubblico e qualità scadente dei suoi rappresentanti, tale da configurarsi quale antitesi, in termini ideali e civili, rispetto a ciò che Noi vogliamo esprimere. Sarebbe semplicemente vendere l'anima al diavolo.

2. Se anche si riscontra una piattaforma politica per alcuni versi convergente con quanto dichiarato da esponenti pidiellini, la fattispecie in realtà acquisisce scarso rilievo, perchè ciò che conta, in politica come in qualunque altro ambito sia pubblico che privato, non è ciò che si proclama, ma ciò che si pone in essere, e, possibilmente, si realizza. Ossia, se mi trovassi a discorrere in metropolitana con un individuo che affermi di condividere, anche in modo convincente in termini affabulatori, i miei stessi valori ed orizzonti comportamentali e progettuali, ma poi appena sceso alla fermata impronti i suoi comportamenti a tutt'altro, più che pensare ad una convergenza meramente ideale, mi verrebbe da riflettere su una grande propensione e capacità mistificatoria, connotazione molto peggiore rispetto a qualunque reale divergenza programmatica.

3. Se anche il nostro Movimento fosse oggi al 2,5%, dopo pochi mesi dall'emersione alla scena politica, ritengo che per un insieme di individui composti in un aggregato, che non fanno del populismo la propria bandiera (il che renderebbe ovviamente tutto più semplice in termini di propaganda e consenso elettorale), ma improntano i propri comportamenti e la ricerca del consenso ad espressioni, forme e contenuti comunicativi del tutto differenti in termini qualitativi rispetto a quelli della politica tradizionale, sia un grande risultato. L'importante, ovviamente, adesso come in futuro, non è quello di avere come proprio orizzonte prospettico l'ingresso o meno a ruoli elettivi, ma il farlo non privando la nostra battaglia e i nostri comportamenti di nessuno dei riferimenti ideali che hanno animata la nostra nascita. Solo in tal modo avremo delle prospettive reali di produrre un cambiamento, in quanto Movimento e insieme dei suoi esponenti, allorquando dovessimo ascendere a ruoli elettivi, senza partorire anche involontariamente"mutazioni" del proprio dna. Insomma, i valori, gli ideali, i programmi sono il nostro oggetto sociale, e perdere piena aderenza ad essi, qualunque sia il fine, porterebbe solo a deragliare. Politìa italica docet...