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L'economia sociale di mercato, commenti

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E' naturale chiedersi se chi usa la demagogia sappia maneggiare lo strumento o ne sia a sua volta vittima.

Ad esempio, se io uso una parola a caso che non vuole dire nulla ma è ritenuta buona (ad esempio: "sociale") e la applico ad una enorme boiata (ad esempio:la "ESgM") avrò tutto un parco di pecorelle che seguono beatamente la parola magica, come il flauto dell'ncantatore.

Ora facciamo una prova: dimostriamo che la boiata è effettivamente tale, e vediamo l'effetto che fa nelle pecorelle.

Qualcuna continuerà a sentire solo la parola magica, qualcuna sentirà anche il ragionamento contrario e cambierà strada,  qualcun'altro si amareggerà sentendo solo la parola "boiata" accostata alla sua parola adorata.

E l'incantatore che farà? Ovviamente, soffierà qualche altra nota dal suo flauto magico. Ad esempio, una parola totalmente priva di significato ma negativa (ad esempio: "Antisociale") per etichettare tout court la teoria contraria.

E le pecorelle dietro a belare.

La domanda ora è:  ma il signor Renzino è pecorella, aspirante incantatore, o un curioso mix delle due figure?

Vediamo la risposta . . .

Caro Cacciari, il senso dei miei interventi a commento di questo articolo è piuttosto ben definito, ed era anche - a dire il vero - già noto ad alcuni frequentatori del sito, così come all'autore del post.

E cioè: in presenza di una menzione del concetto di "economia sociale di mercato" io ci tengo a ricordare che si tratta nè più nè meno dell'ortodossia politico-economica che l'UE si è data, e che è coronata nientemeno che dalla citazione nell'Art. 3 del Trattato dell'Unione Europea, più sopra ricordata. Un altro lettore ha menzionato anche il riferimento fra i Principi ispiratori del Partito Popolare Europeo, a ulteriore complemento della sua origine storica, pur tracciata nel post del Boldrin.

Pertanto avverto che non saranno quattro critiche in croce sulla sua (ir)-realizzazione in Italia che potranno facilmente smuoverne la posizione centrale e il riferimento ideale e filosofico.

Insomma: parlando di ESdM, oggi, io penso alla Merkel - ma anche al suo avversario socialdemocratico Steinbruck -, penso allo Juncker, penso a tutto ciò che si diparte in termini di buona e prudente politica economica centro-europea e scandinava. Perchè dovrei pensare alle malversazioni di politici e boiardi democristiani e socialisti italiani e ai loro seguaci nella Seconda Repubblica?
Penso piuttosto al margine di miglioramento che si spalanca di fronte al nostro pur negligente Paesello Mediterraneo, se si mettono le mani dove si devono mettere, anzichè pensare di smontarne i princìpi.

Spero di averLe chiarito ulteriormente il mio pensiero.

RR