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L'economia sociale di mercato, commenti

8 commenti (espandi tutti)

rispondo

andrea moro 21/1/2013 - 15:39

Visto che chiedi di rispondere alle domande, faccio lo sforzo di rispondere ad alcune, non l'ho fatto prima perche' sinceramente lo ritengo un troll feeding, ma tant'e', vengo accusato di disonesta' intellettuale, abbocco

Amazon non è forse ormai un monopolio mondiale? Non lo è quasi Siemens?

Amazon ha cominciato e ha un brand per la vendita di libri. Una breve ricerca rivela decine di librerie online e offline che competono sui prezzi di Amazon. Direi che non e' un monopolio ne' mondiale ne' locale.  Da quando esiste amazon, i prezzi dei libri sono diminuiti. Lo stesso vale per siemens.

Siamo sicuri che ci sia solo il denaro e l'economia?

Sono sicuro che non ci sono solo il denaro e l'economia.

Quando le elezioni americane hanno mobilitato 6 miliardi di dollari, non è tutto un illusione? 

Un'illusione che nel 2008 ha portato alla casa bianca una persona che era 4 anni prima un perfetto sconosciuto, figlio di ragazza madre che per una buona parte della propria giovinezza lo ha scarrozzato in giro per il mondo. 

I Paesi più competitivi sono anche i più diseguali e questo blocca molto le possiblità di chi è ridotto a semi-schiavo.

Questa non e' una domanda, e' una affermazione basata su una premessa empirica falsa e su una conclusione teorica ardita. Per rispondere occorrerebbe un libro, ma ne esistono gia tanti, basterebbe mettersi umilmente a leggerli. 

Va be'...

Andrea 21/1/2013 - 21:29

A me pare che amazon si sia comprato gran parte dei suoi concorrenti, quelli che erano più originali e competitivi.

Per le ineguaglianze:
http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,2113703,00.html

E se time è troppo radical chic, leggetevi i rapporti dell'OCSE. O provate a farvi un giro sulle metropolitane di Londra o l'RER B di Parigi. Vedrete che gente contenta delle proprie possibilità troverete.

Speriamo che una rivoluzione o una peste ci spazzi via. Segue risata satanica...

Amazon

Pietro Puricelli 21/1/2013 - 22:33

SI faceva notare che Amazon non è assolutamente un monopolio in nessun campo, e ovviamente i concorrenti più competitivi sono quelli che hanno retto lo scontro, non quelli che hanno gettato la spugna.
Se sulla metropolitana di Londra o Parigi c'è gente che si lamenta ciò non toglie che il metodo usato di solito per eliminare le disuguaglianze e per evitare tutta questa ossessione per i soldi che tanto ti dispiace è l'impoverimento generalizzato, la minchiata della decrescita felice.

A me pare che amazon si sia comprato gran parte dei suoi concorrenti, quelli che erano più originali e competitivi.

Amazon opera in un mercato che sicuramente è contendibile, cioè ha barriere di ingresso sufficientemente basse.  Per misurare il potere di monopolio reale, non basta guardare alla quota di mercato: se il settore non ha alti costi di ingresso (nel senso di investimenti irrecuperabili/sunk richiesti per entrare nel mercato) allora anche se nel settore opera una singola impresa, essa deve comportarsi come in un mercato concorrenziale per scoraggiare l'ingresso di concorrenti potenziali.  Il gioco sembra funzionare, nel senso che i prezzi praticati da Amazon sono notoriamente più che accettabili, a dispetto della loro quota di mercato "dominante".

Speriamo spazzi via i troll di internet, tutt'al piu', che di leggere che Amazon sia un monopolio (sic! vedi il commento di tizioc per i dettagli) o che lo sia Siemens (mi chiedo di quale mercato tu stia parlando!) farei volentieri a meno!

 

Nota esemplificativa: in Cina il tasso di diseguaglianza e' aumentato continuamente negli ultimi 30 anni a braccetto con il reddito pro-capite e tutti gli indici di sviluppo economico. Solo dal 2009 ci sono ~150 milioni di nuovi "poveri" in Cina! Che e' successo? Beh, il governo ha fissato la soglia di poverta' a ~2300y contro i precedenti ~500 perche' ritiene che nella Cina attuale non basti avere del riso nel piatto e una capanna sulla testa per non essere considerati poveri (come avveniva prima). Se si guarda invece alla percentuale di popolazione che vive con meno di 1$ al giorno, questa si e' ridotta drasticamente. Questo probabilmente a spese di tanti occidentali abituati ad andare in pensione a 50 anni nella convenzione che la supremazia dell'uomo bianco avrebbe fatto si che qualcun altro avrebbe pagato il conto (la generazione successiva, i creditori esteri).

"He would rather have the poor poorer, provided that the rich were less rich. That is the Liberal policy.” Margaret Thatcher

Chi ha parlato di decrescita felice? Dico che la crescita esponenziale e' assurda in un sistema finito. A meno di conquistare altri pianeti. Allora diventiamo futurologi. Meno male che la popolazione si stabilizzera' e cosi' anche l'economia.

Sull'impoverimento in Germania:

http://www.spiegel.de/international/germany/study-finds-alarming-increas...

http://www.ofce.sciences-po.fr/blog/?p=2979

L'impressione e' che ci siano tanti lavoretti part-time e/o pagati poco. Conoscete la disputa dell'asparago con la Francia?

Report OECD
http://www.oecd.org/els/socialpoliciesanddata/49499779.pdf

Buona lettura, anche del link precedente.

Scusate se ho calpestato il vostro giardino. Mi dispiace siate cosi' poco disposti a discutere e vi attacchiate a piccoli dettagli, come i puntini (assenti qui). E che adesso continuerete ad insultarmi e non potro' rispondervi. Credo che non commentero' piu' qui, visto che e' una gabbia di leoni.

Infatti non accetto di essere chiamato troll e di essere offeso, visto che sono capace di leggere i numeri bene quanto voi. Le mie letture non comprendono Vandana Shiva o Rifkin. Mi sono letto i saggi di Abravanel e sto leggendo gli scritti di Padoa-Schioppa, che mi sembra piuttosto liberale. Se il mio omonimo dai capelli scuri ha un titolo a cui pensava, che mi vuole consigliare, vedo di procurarmelo.

La mia obiezione e domanda era: le regole che evitano i monopoli, che piu' o meno si possono formare, riescono ancora a essere applicate in un mondo cosi' dinamico? Non ho avuto un apporccio sufficientemente scientifico, e ho avuto un bias verso i casi che conoscevo (e.g. Abebooks e Thebookdepository), sui possibili monopoli e me ne scuso. Forse avete ragione voi, vedremo il futuro che cosa ci riservera'.

Ho incontrato un matematico russo in treno che lavora per BMW e faceva questa riflessione: quando c'era l'URSS i governi non si sognavano di lasciare crescere le diseguaglianze ad un livello cosi' evidente come oggi, perche' temevano il comunismo. Voi obietterete: molto debito pubblico, troppe regole. Ma hanno permesso di condividere e uniformare la popolazione su un certo benessere. Effimero e razzista, forse.

Concludendo, non ho piu' molta fiducia che Vietnam o India possano veramente migliorare ancora grazie al solo capitalismo. La "percolazione del benessere" si ferma a strati sottili della popolazione. Forse sbaglio, ma mi pare diverso dall'Europa o dal Giappone post-WWII.

Solo un dato, dal primo link: l'articolo si concentra sull'aumento del tasso di poverta' di pochi punti percentuali nelle maggiori citta' tedesche. Intanto questo puo' significare semplicemente che ci sono piu' persone che si spostano nelle maggiori citta' in cerca di lavoro, infatti nazionalmente, lo stesso articolo dice: 

the nationwide poverty rate rose slightly to 15.1 percent in 2011, up from 14.5 percent the year before

cioe' praticamente a livello nazionale non ci sono cambiamenti rilevanti. Aggiungi anche il fatto che il tasso di poverta' e' di solito calcolato come percentuale del reddito mediano, e siccome la germania e' in crescita, e' perfettamente possibile che il tasso di poverta' sia aumentato e allo stesso tempo il tenore di vita dei poveri tedeschi sia aumentato in misura maggiore.