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L'economia sociale di mercato, commenti

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per due motivi.
1) ordini di grandezza. alle decine di compaesani che peggiorano si contrappongono decine di migliaia di persone che vivono all'altro capo del mondo.
2) confronto con la realtà. puoi anche volere il ritorno al colonialismo, ma dubito alquanto che le ex-colonie gradiscano l'idea. vaglielo a spiegare e, se torni, raccontami com'è andata.

Elemosina, il concetto giusto per le " decine di migliaia di persone che vivono all'altro capo del mondo" è questo, non certo quello di aprire al dumping sociale nei nostri confronti - vergogna da combattere.

RR 

A me l'idea che una crescita attraverso lo stesso percorso fatto dall'occidente in cui come in cina 200 milioni di persone invece di morire di fame zappando le campagne adesso hanno una qualità della vita migliore di 10 anni fa si chiami "vergognoso dumping sociale da combattere" e che poi sia anche lontanamente possibile con un tozzo di pane secco di elemosina mi sembra surreale, spero di aver capito male perchè discorsi come quello del sig Renzino mi ricordano cose come questa:
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=41146

probabilita'

st 23/1/2013 - 02:10

1)E' una questione di probabilita',quella di avere compaesani che siano toccati da quello che ho detto è molto piu' grande di quella di avere conoscenti o parenti che in cina migliorano la propria posizione da una delocalizzazione e si è toccati piu' da cio' che si frequenta che da persone che non si conosce. 2)non voglio il ritorno al colonialismo nenche se fosse possibile,quando pero' leggo che negli scambi di prodotti dell'oreficeria i dazi dall'italia alla cina sono del 20-30% mentre viceversa sono del 3% mi chiedo che logica abbia.

ps visto che per te l'italia è piu' vicino della cina e magari ne hai qualcuno a qualche kilometro vai  a raccontare a quelli hanno perso il proprio lavoro per delocalizzazione che pensino ai cinesi che hanno migliorato la loro condizione,se la prendono bene e torni a casa dopo raccontaci come è andata.

pero' leggo che negli scambi di prodotti dell'oreficeria i dazi dall'italia alla cina sono del 20-30% mentre viceversa sono del 3% mi chiedo che logica abbia.

la logica è che ognuno è libero di controllare le proprie tariffe all'importazione di prodotti all'interno del quadro delle regole WTO e secondo le proprie priorità. In ogni caso, l'Ue può incoraggiare una riduzione della tariffa all'importazione in Cina dell'oreficeria e offrire una riduzione delle proprie tariffe all'importazione sul vino e sulla frutta e vegetali in scatola (ad esempio pelati) dove i rapporti tariffari sono quasi ribaltati (vale a dire le tariffe all'import in Ue sono molto alte mentre in Cina molto più basse, cioè meno di metà tipo vino 32% e 14%). I benefici delle minori tariffe si estenderebbero automanticamente anche agli altri paesi. Naturalmente ognuno può ridurre le tariffe unilateralmente.

Capita ora la logica?