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L'economia sociale di mercato, commenti

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Al tuo amico

andrea moro 19/1/2013 - 14:55

suggerirei di leggere attentamente la proposta di FARE sulla riduzione delle spese, approfondita in questo documento. Scoprira' che non si intende mettere sulla strada nessuno, anche perche' non si puo'. Puo' spiacere o meno, e' irrilevante: non si puo' ne' licenziare ne' ridurre gli  stipendi. E nemmeno serve, perche' facendo due conti si scopre che basta limitare gli aumenti delle pensioni e degli stipendi, e si puo' persino farlo in misusa equa, e cioe che per quelle sotto i 3000 euro venga mantenuto il potere d'acquisto grazie alla contemporanea diminuzione delle imposte. 

Il programma di FARE fa aumentare i posti di lavoro eliminando gli sprechi, non li fa diminuire. Il documento rivela che si possono prendere misure senza enormi costi sociali, basta toccare le aree di spesa che piu' costano alla politica (e non parlo solo degli stipendi parlamentari, ovviamente). 

potrà anche leggere questo documento e forse convincersi, ma moltissimi altri, pure ben disposti verso le nostre proposte, non leggeranno e giudicheranno in base a un'impressione complessiva.

L'impressione che spesso diamo è che siamo spietati, non solo coi politici e i tanti cialtroni e mascalzoni che se lo meritano, ma anche coi poveracci. Cioè "di destra". Un'impressione che deriva molto più dal tono dei nostri discorsi che dal loro contenuto. E' sul tono, non sui contenuti, che vorrei attirare l'attenzione.

In politica e altrove, il tono conta spesso più dei contenuti. Chiedilo alle donne, ;-) che infatti scarseggiano nel movimento, nonostante splendide eccezioni.

E forse è lo stesso per molti giovani, pure abbastanza latitanti, a giudicare dagli incontri cui ho partecipato.

E vai a vedere il tono degli interventi prevalente nel sito di FARE e anche nel Forum.

 

La tua risposta è simile a quella che mi ha dato un "fattivo" (termine geniale, lo dico senza ironia) di Bologna al gazebo, quando gli ho fatto notare che la foto a grandezza naturale di Giannino colpiva per l'eccentrità troppo immoderata ;-) del suo abbigliamento.

Alla mia obiezione, basata su fatti, che questo allontanava molti miei amici e conoscenti altrimenti ben disposti, mi ha risposto "Spiega ai tuoi amici che l'aspetto non è importante, convincili che quello che conta è il programma".

Ma non si fa prima e meglio a cambiare stile e toni, se si vuole davvero vincere convincendo milioni di persone, non solo qualche decina di migliaia di piccoli imprenditori giustamente furiosi?

Beh noi siamo qui per spiegare. Giannino, mi sembra, ha moderato i suoi vestiti piu' eccentrici.

Per il tono, c'e' un'agenzia di comunicazione incaricata di comunicare, conto che sappiano fare il loro lavoro. 

Ma se pensiamo al tono di fassina nell'intervista citata dall'articolo di Sandro di pochi giorni fa qui su nfa, non so bene chi sembri piu' di destra. La verita' e' che il nostro e' proprio un programma per outsiders. Lo e' piu' di tutti gli altri programmi. Se qualcuno ha un'impressione contraria, devi farti carico tu stesso di spiegargli che non e' cosi.