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L'economia sociale di mercato, commenti

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Come mi era già capitato di segnalare su questo sito, la dizione "economia sociale di mercato" è effettivamente quella usata nei Trattati, vds. all'Art. 3 comma 3 del TUE

 

3. L'Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico.

Dal punto di vista filosofico, è chiaro che un tedesco leggerà queste parole alla luce della propria cultura politica, mentre un Italiano no, però dal punto di vista filosofico-concettuale non è necessario vedervi proprio Erhard in quella citazione, ma una sua qualche versione "attualizzata".

RR

faccio presente, per la cronaca, che l'economia sociale di mercato rappresenta uno dei pilastri del manifesto del Partito Popolare Europeo:

http://images.europaemail.net/client_id_5328/attachments/1._EPP_Manifesto,_EN.pdf

(si veda il punto 2).

L'analisi dovrebbe quindi allargarsi al contesto europeo. Dopodiché le radici storiche di questa variante del coseddetto neoliberalismo risalgono agli anni '30-'40, Colloque Walter Lipman, Mont Pèlerin Society. Il disorso sarebbe molto lungo e complesso.

Condivido comunque una parte dell'analisi di Michele e, in particolare,  quella che riguarda l'ipocrisia della S.

Appunto, e che ho detto?

 

Non mi aspetto, comunque, che il contesto Europeo sia preso in considerazione dagli Amerikani.

Però è preso in Considerazione dagli Europei, i cittadini che votano.

E che non voteranno certo per "F.A.R.E."

RR

il mio riferimento era a complemento del suo. Posso anche aggiungere questo:

http://www.caritasitaliana.it/materiali/convegni/terrafutura_2012/comece2012.pdf

Non so cosa ne penserebbero alcuni alfieri del liberalismo laico che parteciparono assieme agli ordoliberali al Colloque Walter Lippmann nel lontano 1938.