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Sassolini economici

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Intanto, non esiste evidentemente un solo pensiero umano moderno, ne esistono innumerevoli. Se ci riferiamo invece a quello "occidentale oggi prevalente", generalmente viene ritenuto "morale" l'esistenza di un saggio di profitto, mentre continua ad essere ritenuta immorale l'usura. Questo approccio "moderno" è logicamente molto debole e incoerente dato che non c'è nessuna differenza scientificamente misurabile fra i due comportamenti: il tasso di "usura" viene stabilito arbitrariamente per legge, e cambia da Paese a Paese, ed anche nello stesso Paese a distanza di tempo. Insomma, è difficile immaginare qualcosa di meno solido su cui costruire un pensiero morale. Personalmente, avrei più rispetto dei sedicenti liberali se avessero il coraggio della coerenza e sostenessero la necessità di eliminare del tutto il reato di usura, e lasciare al mercato dei capitali il potere di determinare liberamente i saggi di interesse (in questo modo raggiungerebbero il livello di coerenza ed onestà intellettuale delle religioni medievali).

Ma ripeto, io volevo parlare di economia, non di morale, ho introdotto il discorso sull'usura solo come esempio di quanto fosse a mio parere ridicolo applicare principi morali all'analisi economica. Sulle obiezioni:

1 Non ha molto senso dire che l'effetto è nullo, perché ovviamente debitori e creditori non sono gli stessi, non hanno le stesse caratteristiche ad esempio i creditori sono più ricchi dei debitori (dunque con una propensione marginale al consumo inferiore). Non solo, sul piano internazionale, Cina, Giappone, Paesi del Golfo sono creditori, noi siamo debitori. L'idea che togliere alle imprese manifatturiere italiane per dare allo Sceicco del Barhein non abbia nessun impatto sul livello degli Investimenti produttivi in Italia sinceramente non mi convince per niente e andrebbe argomentato.

2 i meccanismi che fanno sì che i lavoratori facciano maggiori resistenze ad un taglio del salario reale mediante riduzione di quello nominale, rispetto che ad un taglio di pari entità mediante inflazione, sono meccanismi psicologici non istituzionali ( e tra l'altro sono esattamente gli stessi che spingono i risparmiatori a ribellarsi di meno contro un'inflazione che riduca i loro attivi rispetto che un haircut del valore nominale di pari entità). Praticamente stai dicendo "che il problema è la natura umana non l'inflazione". Boh non capisco l'obiezione.

3 Qui proprio sei male informato. Non è affatto infrequente di recente che i rendimenti reali ad esempio sui bund tedeschi o sui titoli americani siano negativi. E poi Il premio al rischio c'è comunque, dato che tassi reali negativi sono comunque maggiori del tasso di interesse garantito dal cash (mi sembra fosse pari a 0 l'ultima volta che ho controllato).

Boh, lasciamo perdere l'approccio morale va' tanto non interessa nessuno. Sui punti:

1. Che i creditori siano piu' ricchi dei debitori, che vuol dire ricchi? Se parli di patrimonio netto, e' una tautologia, se intendi a livello di flussi, non sono convinto. Personalmente sono un under 40, ho un patrimonio piu' basso di quello di un pensionato con casa di proprieta' ma sono abbastanza sicuro di guadagnare di piu'. Sull'internazionalizzazione, mi pare sottovaluti il fatto che i mercati dei capitali sono decisamente aperti, quindi se lo sceicco del Bahrein vede opportunita' produttive in Italia ci investe. A meno che tu non voglia dire che siccome abbiamo molto debito ci conviene l'inflazione (e pazienza per il 60% di debito detenuto nazionalmente).

2. Guarda non e' che ci siano meccanismi genetici, almeno non mi risulta. Basterebbe spiegare nelle scuole che vuol dire inflazione e cosa deflazione. "Cambiare la natura umana" mi  pare un po' eccessivo come concetto, basta spiegare una decina di concetti fondamentali a scuola, credo ne beneficierebbero in parecchi.

3. L'unica cosa che mi risulta abbia rendimenti nominali negativi e' lo Schatz, sui rendimenti reali devi spiegarmi come li calcoli visto che hanno senso solo se calcolati ex-post. Banalmente, se adesso compri un Bund ti rende piu' o meno 90 bps all'anno, contro un'inflazione annua che si attesta al momento intorno a 50bps. Quindi il tasso reale e' 40bps all'anno. Sono d'accordo che su alcuni tratti della curva i rendimenti reali siano negativi, da li' a parlare di tasso di equilibrio negativo ci passano almeno una mezza dozzina di salti logici.

Bene

Nasissimo 3/11/2014 - 11:52

Tu usi un tono diverso da quello del baluba di cui sopra, e quindi ti rispondo volentieri con un tono diverso.

1. "non c'è nessuna differenza scientificamente misurabile fra i due comportamenti: il tasso di "usura" viene stabilito arbitrariamente per legge, e cambia da Paese a Paese.."

La mia risposta si appunta ne la locuzione "scientificamente misurabile" qui usata a sproposito. Come per molti problemi etici, per approcciarlo senza incappare in paradossi devi adottare una logica Fuzzy. Esiste una giustificazione etica all'applicazione di un interesse sul prestito? In condizioni di inflazione ovviamente sì, l'interesse va a coprire l'inflazione. E in condizioni di inflazione zero? Eticamente, in questo caso, si giustifica comunque la remunerazione del rischio. E si può monetizzare il premio del rischio in modo abbastanza oggettivo, coi metodi usati dalle compagnie di assicurazione. Diciamo quindi che è di usura quell'interesse che eccede la somma di recupero inflazione + premio del rischio. E lo è tanto di più quanto se ne discosta. Il valore limite è necessario per la giurisprudenza, che deve distinguere univocamente la condotta punibile da quella non punibile; non lo è per l'etica, che può ammettere sfumature di valore. Come il limite tra "spaccio" e "uso personale" nel consumo di stupefacenti: dov'è la differenza "scientificamente misurabile"? Anche in questo caso la stessa condotta diviene reato punibile al di sopra di un limite quantitativo, stabilito dalla giurisprudenza in modo ovviamente arbitrario. Non è necessario quindi (intendo al fine della coerenza) eliminare il reato di usura, né per mio gusto sarebbe auspicabile.

2. "i creditori sono più ricchi dei debitori".

 Io non ne sono affatto convinto. Spesso i creditori sono piccoli risparmiatori, onesti padri di famiglia che tentano di accantonare parte del proprio reddito per assicurare la propria vecchiaia o un futuro ai propri figli.
Il caso tipico di grande debitore invece è il faccendiere, l' "imprenditore" all'italiana, quello che per "meriti" di relazione (diciamo così) ha accesso a linee privilegiate di credito, e raccoglie il risparmio altrui per farne i comodi suoi. I primi esempi di grandi debitori che mi vengono in mente sono Berlusconi e Briatore. Quest'ultimo lo chiavano "el Tribùla" per i debiti che aveva. Non proprio dei poveri cristi.

2b. Se anche fosse vero che i creditori sono più ricchi dei debitori, ciò sarebbe moralmente indifferente. Secondo alcuni, il "rubare ai ricchi per dare ai poveri" di Robin Hood è moralmente lecito, se non addirittura meritorio. Non so se sia la tua posizione. Non è la mia. Secondo i miei Valori, rubare non è lecito mai. Quindi un meccanismo che (di soppiatto, come bene tu evidenzi) "sottrae" ricchezza a debitori in favore dei creditori (deflazione), come uno che sottrae ricchezza ai creditori in favore dei debitori (inflazione) è comunque eticamente inaccettabile. Perché lo è il sottrarre un qualcosa al qualcuno cui appartiene. Di per sé. E sia che alimenti la crescita, sia che non lo faccia; sia che vada in favore di chi ha "propensione al consumo", sia che non ci vada.
Se (per usare l'esempio assurdo che funziona sempre) si "dimostrasse" che i neri hanno mediamente una "propensione al consumo" maggiore dei bianchi, saresti disposto tu a tollerare che ti venisse sottratto ogni mese il 2% di quello che guadagni, per donarlo a un tizio di colore che si chiama Mozambo, così a pipa di cocco nel nome della "crescita"?

3. "i meccanismi che fanno sì che i lavoratori facciano maggiori resistenze ad un taglio del salario reale mediante riduzione di quello nominale, rispetto che ad un taglio di pari entità mediante inflazione, sono meccanismi psicologici non istituzionali".

Già. Si conferma quanto sto dicendo: l'inflazione riduce i salari reali e in più intacca il risparmio accumulato. E chi la "pompa" lo fa proprio per questo motivo. 
Ovviamente lo stesso obiettivo (se e quanto sia auspicabile poi, e per chi, lo rimandiamo alla prossima puntata) si potrebbe ottenere abbassando i salari nominali, oppure prelevando direttamente dai libretti di risparmio delle vecchiette. E sarebbe perlomeno più leale, dico io.
Solo che, facendo così, probabilmente.. per delle oscure motivazioni psicologiche "non istituzionali" come bene dici tu.. i lavoratori salariati e le vecchiette se ne accorgerebbero meglio, e si incazzerebbero parecchio di più.