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Sassolini economici

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eccerto

keith fragoviak 27/10/2014 - 15:10

E sei pure ingegnere figurati se non avevi studiato. Sveja. Una moderata (ma sostenuta) inflazione è più che mai auspicabile perché è segno della crescita del paese. E' la legge della domanda e dell'offerta niente di più se si sta meglio e si guadagna mediamente di più si compreranno più cose e se si comprano più cose il loro prezzo sale, as simple as that. Non c'è niente di IMMORALE nell'inflazione come non c'è niente di immorale nella temperatura: a 50 gradi ti prendi l'insolazione, a 25 stai alla grande.

La storia dei risparmi erosi poi non sta ne in cielo ne in terra ormai pure mia nonna l'ha capito. Punto primo in una situazione di crescita del paese con un po' (ma non troppo poca inflazione) si può tranquillamente pensare a un sistema di indicizzazione dei salari. In ogni caso in un paese che cresce è molto più facile creare e trovare posti di lavoro migliori e pagati meglio.

Ti faccio una domanda: È meglio avere uno stipendio che a fine anno ha perso il 5% del suo potere d'acquisto o non avere più uno stipendio perché il datore di lavoro ha dovuto chiudere (che di solito è quello che succede quando vai in deflazione o a inflazione ZERO come piace a te). Chiavatelo in testa una inflazione troppo bassa è segno di stagnazione o decrescita del paese. E questo non fa bene a nessuno ne all'ingegnere ne all'imprenditore ne al lavoratore.

Sveja tu

Nasissimo 27/10/2014 - 17:03

Con l'inflazione si erode il risparmio. Questo è l'aspetto IMMORALE dell'inflazione, che non è per nulla "come la temperatura". La temperatura aumenta da sè, e se ti fa caldo te la prendi col Signore. L'inflazione aumenta perché c'è qualche stronzo che la "pompa", per questa o per quella via (famo così: tu risparmi spiegazioni a me, io risparmio spiegazioni a te).
L'indicizzazione dei salari, e il "trovare posti di lavoro" non c'entra un fischio (sveja) perché non risolve l'erosione del risparmio tesaurizzato. Forse tua nonna ha capito male: la nonnina centenaria non lavora più, e quindi non ha più un salario, se ce lo ha avuto mai; né, a 102 anni, le può interessare quanto sia facile o difficile trovare un lavoro. Se nei suoi 102 anni vissuti, di sudati risparmi e saGrifici sanguinosi, la nonnina ha accumulato un meritato gruzzolo, ma non si è presa la briga di convertirlo in oro, o franchi svizzeri, o farina di castagne, o qualcos'altro che non si può stampare, in regime di inflazione il suo salvadanaio si svuota come una vasca da bagno che perde. E senza che nessuno glie lo dica.
Dunque L'INFLAZIONE IO NON LA VOGLIO. Perché? Perché non mi piace. Va bien? Non c'è nulla da spiegare. Non mi piace che si derubino le vecchie. Non voglio che si derubi mia nonna, e nemmeno la sua, nemmeno se lei crede di aver capito che va bene così.
Se si deve aggredire il risparmio delle nostre povere nonne, allora lo si faccia apertamente: "mi dispiace signora Sofonisba, dei suoi 100k€ di risparmi, 25 la ci servono a noi. Un se la pigli.."

Pare che l'inflazione non garbi nemmeno ai tedeschi. Bene, sono in sintonia con i tedeschi. A volte mi capita.

Eccerto che se c'è inflazione è più facile trovare lavoro (graziealcazzo), pure se si dimezzano i salari nominali, o se si reintroduce la schiavitù o lo jus primae noctis, si produce lo stesso effetto. E allora?Deflazione è diverso da inflazione zero. Io dico che il tasso di inflazione ideale, per mio gusto, è ZERO. Ogni scostamento - in più o in meno - dal valore ideale mi è fastidioso, tanto più gravemente quanto più è consistente.
Una domanda sensata e meno irritante potrebbe essere: meglio +2 o -2? Non lo so. Su questo si può ragionare. L'assunto apodittico che la deflazione sia un male peggiore dell'inflazione non mi convince affatto. Non ho visto nessuno strapparsi i capelli perché il prezzo del gasolio negli ultimi 12 mesi è diminuito del 20%.
Non mi convince l'assunto per cui se uno sa che il prezzo del gelato al pistacchio probabilmente tra una settimana sarà diminuito da 1,50€ a 1,30€, rinvia l'acquisto del gelato di una settimana. Me pare na strunzata: I cellulari negli ultimi 10 anni hanno hanno visto abbassarsi il loro prezzo di dieci volte, e la diminuzione è stata costante e prevedibile, ma non sembra che ciò abbia ucciso né rallentato il mercato dei cellulari.

L'inflazione trasferisce ricchezza dai creditori ai debitori, la deflazione dai debitori ai creditori. L'inflazione erode il risparmio, la deflazione lo premia. Visto che i debitori in generale mi sono meno simpatici dei creditori, e visto che considero il Risparmio una virtù da premiare, tra i due mali io preferisco la deflazione.

 

Nota per Roberto Maria Rossi (post successivo)

Primo: Io non "mescolo economia e morale", io parlo solo di morale. L'economia se del caso c'entra un pochino di riflesso.
Secondo: L'Economia nacque come una costola della Filosofia Morale. Quel "mescolare" che lei definisce "ozioso" secondo me è necessario, fino dallo stadio zero.
Terzo: mi pare che lei non abbia capito un tubo. Prestito a usura? Di che sta parlando? Io sto parlando di RISPARMIO. Proprio il Risparmio classico, quello del salvadanaio a forma porcellino, quello della filastrocca de la Cicala e la Formica. La sa?
Perché assume che lo stock di Risparmio della mia nonna Sofonisba sia stato accumulato tramite USURA? Ma come si permette?
Il Risparmio che intendo io è quella cosa per cui un onesto padre di famiglia sceglie di privarsi di una quota parte del suo reddito per tesaurizzarlo, in vista di usi futuri. Magari per preparare la sua vecchiaia, oppure per usi ameni come gli studi universitari dei figli, o l'acquisto di una casa, sempre per i figli, o altre cosacce così. Lei crede che questo onesto padre di famiglia debba "risarcire" qualcuno, per espiare la colpa di aver risparmiato, nel corso della sua vita lavorativa?
Io credo di no.

secondo diverse filosofie "morali" la nonnina che acquista titoli di Stato ricade già nella fattispecie dell'usura, ed anche chi ha un conto corrente che frutta un interesse, entrambi questi atti risultano così immorali; Lo dicevo non per attaccare la suddetta nonnina, ma solo per dimostrare per assurdo quanto fosse risibile il tentativo di impostare un discorso economico (circa il livello ideale di inflazione) su principi morali. Certo che tirando fuori l'astuto risparmiatore che si tiene 100.000 euro di risparmi in un salvadanaio, hai (immagino non intenzionalmente) dato una ulteriore connotazione positiva all'inflazione, ovverosia quella di vera e propria tassa sulla stupidità umana... e quella davvero non potrà mai essere troppo disincentivata!

Non sa cosa siano i "titoli di stato". Ha accumulato i suoi risparmi nel corso di un secolo, mettendo da parte una porzione del suo reddito lavorativo, in un salvadanaio, o forse nella palla di ottone del letto, o sotto un mattone, chi lo sa. Non mi è dato saperlo, solo la nonna sa dove sono custoditi i risparmi della nonna.
Ma non le permetto di insultare mia nonna dandole della stupida.
Fuor di metafora: il Risparmio è una virtù, e non c'è nulla di "stupido" in esso. Lei tenta di giustificare il trucco dell'inflazione, usato per derubare i risparmiatori come la nonna Sofonisba, argomentando che i risparmiatori sono degli usurai?
E sostiene che questi sarebbero degli usurai perché (perlopiù) col loro risparmio acquistano obbligazioni che pagano un tasso di interesse, mentre se i risparmiatori usano il porcellino allora sono dei deficienti, che devono essere puniti per questo??
Si domandi: c'è necessità nell'acquistare titoli di credito, da parte dei risparmiatori? E se SI, da cosa è data? Se alcuni risparmiatori meno malaccorti della nonnina affidano i loro risparmi a fondi più o meno hedge, obbligazioni varie, BTP, Bund, Ponzi, Stigonzi o Furbaroli, perché lo fanno? Sarà forse per proteggerli dall'inflazione? Non ha pensato che in assenza di inflazione, non ce ne sarebbe affatto bisogno?

Si concentri su cosa è il Risparmio, nella sua essenza (essenza morale, anche, e prima di tutto). Avevo scritto sopra: ..quella cosa per cui un onesto padre di famiglia sceglie di privarsi di una quota parte del suo reddito per tesaurizzarlo in vista di usi futuri. Magari per preparare la sua vecchiaia, oppure per usi ameni come gli studi universitari dei figli, o l'acquisto di una casa, sempre per i figli, o altre cosacce così.

Accetta questa definizione, Rossi? Cosa c'entra l'usura?
Questo onesto padre di famiglia desidera solo che il suo risparmio sia protetto (dall'inflazione!) per questo si risolve - controvoglia - ad affidarlo ad un consulente finanziario, di cui di solito si fida pure poco. Perché deve assicurare su di esso un interesse almeno pari al tasso di inflazione, altrimenti il sudore della sua schiena contenuto in esso sarà stato invano.
E' per evitare di farsi derubare dall'inflazione, che costui si rassegna a servirsi di strumenti finanziari.
Se costui è un usuraio, lo è per colpa dell'inflazione. Ecco un altro argomento contro di essa.

Il nonno Bill

amadeus 10/11/2014 - 16:09

https://www.janus.com/bill-gross-investment-outlook

dove si narra che nel mondo del 'fiat money' (come lo chiamano gli economisti), dove il sistema economico e le leggi che lo governano (comprese le leggi dello stato) sono costruiti sul presupposto della crescita, se questa viene a mancare (la crescita reale) dovrebbe essere surrogata quantomeno dalla crescita nominale, così, solo perchè non salti tutto in aria...