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Sassolini economici

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Il maggior problema corrente di Germania, Giappone, Italia e Spagna è la struttura demografica.

La struttura demografica attuale di questa classe di paesi è talmente squilibrata che deve necessariamente avere un imponente effetto negativo sulle dimensioni e le dinamiche dei rispettivi mercati interni. Pur essendo la mia ovviamente un'intuizione qualitativa, a me pare evidente che squilibri demografici di quella portata impediranno agli investimenti in conto capitale, sia infrastrutturali che umani, di realizzare appieno il loro potenziale.

Esportare enormi quantità di beni o servizi diventa quindi per quel tipo di paese un tentativo di mitigare, ed in alcuni casi nascondere, le inevitabili ripercussioni sullo stile di vita di gran parte delle propria popolazione.

Inutile girarci attorno, in sistemi paesi sani, gran parte dei giovani a 21 o 22 anni entra nel mercato del lavoro dalla porta principale dopo la conclusione di un percorso formativo accademico o vocazionale, e molti di questi decideranno di iniziare una famiglia, compreranno casa, la riempiranno di mobili, faranno figli, si indebiteranno per i prossimi 30 anni e lavoreranno come dannati per ripagare questa montagna di debiti. 

Tutto questo in paesi come l'Italia non avviene più da almeno 30 anni, ed il risultato odierno è che se avesse la struttura demografica di Francia o Regno Unito, l'Italia oggi dovrebbe avere 7 milioni di abitanti in più soltanto nella classe 22-35. Quanto valgono in termini di mancato PIL questi 7 milioni di persone mancanti?

Germania o Spagna appaiono in condizioni leggermente migliori semplicemente perché non hanno la classe politica e dirigente italiana, che nel suo complesso se la può giocare con quella dello Zimbabwe. Se l'Italia avesse una classe politica all'altezza di quella del Botswana, gli Italiani starebbero meglio dei Tedeschi, ma continuerebbero a vivere in un paese dall'economia alquanto fragile, perché senza rapide e profonde correzioni demografiche (nel breve periodo: incentivare l'immigrazione di milioni di persone nelle coorti d'età dove il paese è più vulnerabile) continuerebbero a non poter esprimere un mercato inteno all'altezza delle potenzialità del paese.

Postilla finale sulla Francia: con quella struttura demografica, la classe politica e dirigente francese di economia ne capisce certamente meno di quella italiana, però a quanto pare possono dare lezioni di demografia,