Titolo

Sassolini economici

2 commenti (espandi tutti)

Caro Keith fragoviak,

non ho capito molto della sua replica a Michele Boldrin. Innanzitutto non mi sembra affatto ovvio che l'euro sia stato un errore, anche ex-post. Il riferimento alle aree monetarie ottimali lascia il tempo che trova: è ovvio che tra i paesi dell'area euro non c'è perfetta mobilità dei fattori produttivi (in partic il lavoro) etc etc ma ci sono altri buoni motivi che giustificano l'adozione dell'euro da parte dell'Italia. Entrare nell'euro è stato un modo di importare la credibilità anti-inflazione di paesi come la germania. A me sembra che il discorso suo e di Bagnai (che immagino essere il suo punto di riferimento teorico-empirico) sia rimasto fermo alla macroeconomia anni 60 (e infatti la teoria delle aree valutarie ottimali è di quel periodo). Davvero, è stupefacente come tutti gli articoli di Bagnai ignorino la ricerca macro più recente (recente per modo di dire, il modello Barro-Gordon che studia il dilemma regole vs discrezionalità è degli anni 80). Anche sta storia della Germania ossessionata dall'inflazione che si dimentica della crescita..

LA CURVA DI PHILIPS NEL LONG RUN è VERTICALE

LA CURVA DI PHILIPS NEL LONG RUN è VERTICALE

LA CURVA DI PHILIPS NEL LONG RUN è VERTICALE

Vedere Blanchard DEL TRIENNIO pag. 390

Il problema dell'italia è la mancata crescita della produttività (del lavoro e TFP) a partire dagli anni 90. Se fosse vera la tesi anti-euro che l'introduzione dell'euro è la causa del rallentamento della crescita della produttività dovremmo osservare un maggiore ralletamento nei settori più esposti al tasso di cambio, ma questo non è vero. Vedere paper Zingales-Pellegrino

http://faculty.chicagobooth.edu/luigi.zingales/papers/research/Diagnosing.pdf 

e/o  il libro Europa o NO

Francamente il grafico che mette Bagnai in cui fa vedere che la serie aggregata della produttività del lavoro inizia ad appiattirsi quando c'è l'introduzione dell'euro (http://goofynomics.blogspot.it/2013/05/declino-produttivita-flessibilita...) non dimostra una cippa. Anche l'ipotesi che la crescita della produttività dipenda dalla domanda non sta in piedi (vedere articolo Tommaso Monacelli su questo blog)

Per concludere, ci sta bene una citazione di Gramsci 

"Agitatevi, Organizzatevi, Studiate! "

Gramsci

keith fragoviak 25/10/2014 - 16:46

Mah, io dovrò anche studiare (su questo posso darti ragione) ma non capisco cosa abbia di inattuale la teoria delle aree valutarie ottimali. Certamente la mobilità dei lavoratori intra-eurozona è bassa, ma mi pare altrettanto evidente che un suo aumento non sia particolarmente auspicabile. A meno che non accettiamo pacificamente la depopolazione di intere aree del continente (tr a cui la nostra nazione) con i suo costi economici e sociali fate vobis. La mia obiezione a Boldrin forse non si capisce perché oggettivamente non si capisce cosa voglia dire Boldrin in quest'articolo. Ma magari sarò io. Sulla verticalità della curva di Phillips nel long run rispondo che nel long run saremo tutti morti. E comunque non mi pare un obiezione pertinente in questo momento storico visto che l'unione monetaria europea è inchiavardata su politiche deflazionistiche. Vedi l'insensato upper bound senza lower bound del livello di inflazione ottimale: 2%. Oltretutto al livello europeo non c'è stato alcuno sforzo per far convergere il tasso di inflazione nei vari paesi che è stato sistematicamente inferiore (e non di poco) in Germania. E' un percorso di questo tipo a non essere sostenibile nel long run se accompagnato dalla distorsione del mercato valutario che crea l'euro fissando per paesi con tassi di inflazione diversi lo stesso costo della valuta. Il paper di Zingales lo leggo senza problemi ma non credo di trovarci molto che mi contraddica. Anche perché il suo stesso autore è arrivato a dire che l'euro è un progetto criminale. Io dovrò anche studiare qualcuno però deve stare al passo coi tempi http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/1148636/Zingales--il-guru...