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Sassolini economici

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Veramente qui se c'è qualcuno che dileggia non sono io. Mi pare che sia lei che mi stia dando del tonto. La storia dell'anonimo non anonimo, pseudonimo non pseudonimo, abbi il coraggio di metterci la faccia, etc. è un po'stucchevole. Sembra che nel mondo del web la si tiri fuori solo per non parlare del merito delle questioni. Scusi ma a lei cosa gliene frega esattamente di come mi chiamo io -- che se vuole glielo dico pure eh -- per rispondere alle domande? Oltretutto anche se io scrivessi Giuseppe Viola chi le garantisce che non sia comunque un nome inventato, vabbé.

Tornando nel merito mi scuso se non ho letto correttamente il senso dell'articolo che però mi consenta di dirlo è tutto fuorché chiaro. E altrettanto poco chiare sono le tesi che vuole confutare e quelle che vuole propugnare.

Io,Keith Fragoviak, o Sally Spektra, o Troll, o Armando Paci leggo:

"Il sassolino in questione è costituito dalle affermazioni di un circolo di persone che, in questi anni, hanno acquisito una certa "fama" mediatica nel bel paese in quanto teorici e propugnatori dell'idea secondo cui l'euro è la causa di (quasi) tutti i mali nostrani e che l'uscita dallo stesso con conseguente svalutazione dovesse e debba essere il primo passo di ogni seria politica volta ad invertire il declino italiano."

Mi pare ormai pacificamente ammesso più o meno da tutti (compreso il suo amico e compagno di partito Luigi Zingales) che l'euro è stato un errore.
Questo è oggi del tutto evidente e anzi era prevedibile (e previsto) anche in tempi non sospetti  perché è pacifico che l'eurozona non sia affatto un' area valutaria ottimale.

Rebus sic stantibus non c'è modo di salvare l'eurozona senza un doloroso (e secondo me tutt'altro che auspicabile) percorso di impoverimento e depopolazione dei paesi mediterranei.
E' vero che l'euro di per se è un oggetto neutro, come può essere neutro anche il cianuro, dipende da che uso se ne fa.
Non si può però negare che la rigidità del cambio abbia creato degli squilibri sostanziali in europa e che tutta l'UE non si fonda tanto sulla cooperazione e il raggiungimento di benessere e piena occupazione (come scritto sui trattati) ma piuttosto su una competizione fratricida basata sul più sfrenato mercantilismo.
Per questo motivo l'unico modo politicamente credibile di uscita dalla crisi non può essere che lo smantellamento della moneta unica e il ritorno alle valute nazionali.
La svalutazione sarà tanto brutta come parola ma non direi che campare con una moneta troppo forte rispetto ai fondamentali economici di un paese abbia un qualche senso economico.

Ma forse lei voleva dire qualcos'altro, ma esattamente cosa?

suo 

Luigi Pinto

 

Provo a darle un suggerimento, ma si sa che gli evangelisti dell'euro dissoluzione e del bagnaismo difficilmente riescono a distrarsi dalla loro singolare monomania contornata di provincialismo pescarese che vede l'Italia umbilicus mundi ed al massimo concepisce qualche bizzarro confronto con qualche altra nazione europea kattifa o guarda pateticamente a stati dell'america latina come fulgido esempio.

Notera' come nei grafici di Boldrin vi siano 7 nazioni. Di queste incredibilmente alcune non appartengono all'Euro, ed alcune non sono nemmeno europee. Questo consente di impostare alcune semplici analisi e considerazioni che tuttavia conducono forse a risultati non banali e certamente non univoci, dato che è caratteristica dei sistemi complessi dar luogo a problemi complessi con risposte se possibile ancor più complesse.

Nella logica dell'articolo, io credo, l'Euro è uno degli elementi del sistema ma restringere l'analisi semplicemente a questo è semplicemente errato. Tipico d'altronde di questo paese e dei suoi abitanti sempre in cerca dello stellone e delle soluzioni miracolose.

Le semplificazioni da salumeria possiamo lasciarle fuori dalla porta ad attendere il sol dell'avvenire, mentre sorseggiano una pinta d'olio di serpente.

E' già stato ampiamente detto, ma giova ripeterlo, che anche se l'euro fosse stato un errore (e probabilmente lo è stato), da ciò non discende che uscirne sia la soluzione del problema , perché :a) il problema principale dell'Italia non è l'euro (e il confronto con la Spagna lo testimonia), e b) i costi dell'uscita (il default che ne conseguirebbe) sarebbero superiori ai benefici. Coloro che spacciano l'uscita dall'euro per la soluzione dei nostri problemi sono dei venditori di olio di serpente che purtroppo nell'Italia dei Di Bella e Vannoni sono in buona e numerosa compagnia.