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Sassolini economici

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ma bisogna pur dirlo: smettiamola di identificare l'Italia con la patria del diritto. E' vero che il diritto romano nacque, per l'appunto, a Roma - circa duemila anni fa - e che la sua "riscoperta" nel medioevo fu opera di giuristi italiani - circa mille anni or sono - ma è anche vero che i codici e le leggi amministrative dell'Italia unita ebbero quale primo modello quelli francesi e che la ricodificazione del diritto privato compiuta nel 1942 prese non pochi spunti dal diritto tedesco.

Quanto al diritto costituzionale, credo si possa dire che il modello parlamentare adottato nel dopoguerra sia in qualche misura tributario ancora di quello francese. 

Oggi, poi, le nuove leggi in molti campi sono immediatamente d'ispirazione comunitaria e, indirettamente, prendono a modello normative di altri stati membri o addirittura nordamericane.

Da almeno un secolo i giuristi italiani si sono ispirati dapprima alla scuola francese, poi a quella tedesca ed anche, negli ultimi decenni, all'analisi economica del diritto (nata negli USA).  

Le leggi recenti sono fatte male perché è venuta meno la capacità di contemperare le esigenze della politica con il rispetto dei diritti dei cittadini: ovvio che se questi sono sacrificati in misura arbitraria, irragionevole o discriminatoria prima o poi intervenga una pronuncia di contrarietà alla costituzioe italiana o anche alla Convenzione europea dei diritti umani.