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Sassolini economici

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Ora, poichè il pesce puzza sempre dalla testa, è indubbio che i membri della Corte Costituzionale non siano l'esempio di rigore e dirittura morale che vorrebbero far credere. Basti pensare all'usanza di eleggere come presidente della CC il membro più anziano pronto a lasciare il posto vacante nel più breve tempo possibile al fine di eleggerne un altro, con le medesime caratteristiche, e così via, allo scopo di massimizzare la pensione attesa da lorsignori. Usanza che somiglia tanto a ciò che avviene negli alti gradi militari dove i colonnelli diventano generali giusto in tempo per ricevere la pensione (da generale). E' chiaro però che tali comportamenti sono possibili solo laddove vi siano delle leggi che li favoriscono e che creano degli incentivi perversi. E qui sta il punto: possiamo anche mandare a casa i giudici costituzionali ma se la qualità della produzione legislativa non cambia il problema rimane tale e quale. Siamo sicuri che gli uffici legislativi che hanno pensato i cd 'contributi di solidarietà' che sono stati poi dichiarati incostituzionali non abbiano scientemente scelto tale strada proprio perchè ne conoscevano l'esito ? Spesso le leggi sono fatte male non per incapacità ma per calcolo. Mi sembra altamente improbabile che la 'patria del diritto' non sia capace di produrre leggi decenti: il problema è che le leggi indecenti troppo spesso sono fatte apposta.

Ciò detto è fuor di dubbio che se si vuole tagliare la spesa pubblica i capitoli di spesa da considerare sono pensioni, retribuzioni (e n. di addetti) della PA e, in misura minore, spesa sanitaria. Il costo del lavoro italiano è esageratamente alto perchè deve sopportare dei contributi sociali pari al 33% delle retribuzioni (lorde) che non ha pari nel mondo (tranne forse che in Francia, che infatti sta prendendo la stessa direzione italiana), oltre ai contributi assicurativi (malattia, infortuni, disoccupazione involontaria, ecc.). E' proprio tale livello contributivo che riduce già in partenza il livello di occupazione ottenibile. Purtroppo i ns governanti, schiavi del modello superfisso, han ragionato esattamente al contrario: hanno favorito l'accesso alla pensione aumentando progressivamente la contribuzione fino alla soglia massima di tolleranza, chè è stata superata. Ne è la prova il fatto che il sistema economico non riesce più a creare nuovi posti di lavoro. L'allungamento dell'età pensionabile giunto negli ultimi anni è arrivato troppo tardi e solo perchè ci si è resi conto che il livello contributivo raggiunto non era più superabile. Un encomio speciale, in tal senso, va all'ultimo governo Prodi, che per abolire il cd 'scalone' che il ministro del lavoro Maroni aveva introdotto qualche anno prima con effetto ritardato, non ha saputo far di meglio che aumentare i contributi e girare il TFR (!) all'INPS, grazie al solito artificio contabile. Inoltre, siccome le disgrazie non vengono mai da sole, tale governo sarà ricordato anche per i contributi al fotovoltaico che hanno ulteriormente peggiorato la competitività dell'industria nazionale facendo aumentare il costo dell'energia elettrica.

La classe politica nazionale è talmente brillante che, dopo che negli ultimi anni abbiamo dovuto scegliere tra delinquenti e incapaci, MR oggi viene spacciato per uno statista...

ma bisogna pur dirlo: smettiamola di identificare l'Italia con la patria del diritto. E' vero che il diritto romano nacque, per l'appunto, a Roma - circa duemila anni fa - e che la sua "riscoperta" nel medioevo fu opera di giuristi italiani - circa mille anni or sono - ma è anche vero che i codici e le leggi amministrative dell'Italia unita ebbero quale primo modello quelli francesi e che la ricodificazione del diritto privato compiuta nel 1942 prese non pochi spunti dal diritto tedesco.

Quanto al diritto costituzionale, credo si possa dire che il modello parlamentare adottato nel dopoguerra sia in qualche misura tributario ancora di quello francese. 

Oggi, poi, le nuove leggi in molti campi sono immediatamente d'ispirazione comunitaria e, indirettamente, prendono a modello normative di altri stati membri o addirittura nordamericane.

Da almeno un secolo i giuristi italiani si sono ispirati dapprima alla scuola francese, poi a quella tedesca ed anche, negli ultimi decenni, all'analisi economica del diritto (nata negli USA).  

Le leggi recenti sono fatte male perché è venuta meno la capacità di contemperare le esigenze della politica con il rispetto dei diritti dei cittadini: ovvio che se questi sono sacrificati in misura arbitraria, irragionevole o discriminatoria prima o poi intervenga una pronuncia di contrarietà alla costituzioe italiana o anche alla Convenzione europea dei diritti umani.