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Sassolini economici

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Gran parte della spesa pubblica è composta da retribuzioni e pensioni. Chi parla di tagliare in modo significativo  la spesa pubblica senza tagliare retribuzioni e pensioni, soprattutto quelle spropositate, vive sulle nuvole, e infatti la Spagna lo ha fatto, ponendo tetti rigorosi alle alte e medie retribuzioni.

Se noi abbiamo una corte costituzionale che dichiara illegittimo un minimo taglio a retribuzioni molto superiori a quelle di paesi molto più ricchi di noi, cosa dobbiamo fare? Certo, una classe politica con gli attibuti approverebbe una legge costituzionale per modificare requisiti e composizione della corte costituzionale, e con l'occasione manderebbe a casa questi personaggi.

Ma sarebbe la prima volta nei paesi occidentali, e molti griderebbero al golpe. Sarebbe la scelta migliore, ma avrebbe tanti inconvenienti. Allora che fare?

Ecco che l'uscita dall'euro potrebbe essere il male minore, perché se la migliore scelta ci viene preclusa, così non possiamo andare avanti. Sarebbe il suicidio.

... la CC non dichiara illegittimo un qualsiasi taglio a retribuzioni, bensì i tagli così come erano stati pensati.
Non so se sia fattibile ma, per gusto della discussione, se lo Stato decidesse di licenziare tutti i dirigenti per poi riassumerli con un taglio degli stipendi del 20-30% (per dire), non credo che la CC avrebbe niente da ridire -ok è un'esagerazione, ma ci siam capiti, spero.
Ecco, bisognerebbe ridiscutere i contratti e gli emolumenti correlati. Se questi sono stabiliti per legge, si cambia la legge (vedi commessi della Camera/Senato); se sono stabiliti per contratto, ci si comporta di conseguenza... senza paura di mettere ai posti di comando persone scomode, che facciano l'interesse della struttura invece che dei dipendenti.
Un piccolo (perverso) esempio: il DG di un ospedale ha imposto ai suoi primari di tagliare i costi ed aumentare le prestazioni. Perché no? Si trattava di aumentare l'efficienza, in fondo. In tempo di blocco del turn over non era facile (altrimenti si sarebbe potuto mandare in pensione vecchi medici per prendere giovani al minimo), ma alla fine ci sono tutti riusciti: come? Primo: hanno fatto scadere tutti i contratti a tempo determinato (risparmio di risorse). Secondo: hanno diminuito i tempi minimi per le visite (qui devo una spiegazione/approfondimento: i medici sono inquadrati come dirigenti quindi tenuti a fornire le prestazioni a prescindere dall'orario - sempre che quelle prestazioni siano state correttamente autorizzate e/o preventivate. E' stato sufficiente avvisare il CUP di aumentare la frequenza delle visite e, allo stesso tempo, autorizzare l'inserimento di più visite contemporanee (allo stesso orario), et voilà il gioco è fatto. Non solo recupero delle prestazioni ma incremento in senso assoluto! (e non ci sono problemi per il primario, perché la responsabilità è personale -del medico- quindi se ha sbagliato qualcosa per via del fatto che c'era poco tempo a disposizione della visita, fatti suoi che nel tempo stabilito non s'è accorto di nulla) Certo, il fatto che DG e primari si siano spartiti -a titolo di premio d'obbiettivo, a fine anno- l'equivalente degli stipendi risparmiati, getta un'ombra sulle intenzioni di questi dirigenti, ma forse son io prevenuto... scusate. Cmq, un modello che si può ripetere, no?)
scusate l'OT

Ora, poichè il pesce puzza sempre dalla testa, è indubbio che i membri della Corte Costituzionale non siano l'esempio di rigore e dirittura morale che vorrebbero far credere. Basti pensare all'usanza di eleggere come presidente della CC il membro più anziano pronto a lasciare il posto vacante nel più breve tempo possibile al fine di eleggerne un altro, con le medesime caratteristiche, e così via, allo scopo di massimizzare la pensione attesa da lorsignori. Usanza che somiglia tanto a ciò che avviene negli alti gradi militari dove i colonnelli diventano generali giusto in tempo per ricevere la pensione (da generale). E' chiaro però che tali comportamenti sono possibili solo laddove vi siano delle leggi che li favoriscono e che creano degli incentivi perversi. E qui sta il punto: possiamo anche mandare a casa i giudici costituzionali ma se la qualità della produzione legislativa non cambia il problema rimane tale e quale. Siamo sicuri che gli uffici legislativi che hanno pensato i cd 'contributi di solidarietà' che sono stati poi dichiarati incostituzionali non abbiano scientemente scelto tale strada proprio perchè ne conoscevano l'esito ? Spesso le leggi sono fatte male non per incapacità ma per calcolo. Mi sembra altamente improbabile che la 'patria del diritto' non sia capace di produrre leggi decenti: il problema è che le leggi indecenti troppo spesso sono fatte apposta.

Ciò detto è fuor di dubbio che se si vuole tagliare la spesa pubblica i capitoli di spesa da considerare sono pensioni, retribuzioni (e n. di addetti) della PA e, in misura minore, spesa sanitaria. Il costo del lavoro italiano è esageratamente alto perchè deve sopportare dei contributi sociali pari al 33% delle retribuzioni (lorde) che non ha pari nel mondo (tranne forse che in Francia, che infatti sta prendendo la stessa direzione italiana), oltre ai contributi assicurativi (malattia, infortuni, disoccupazione involontaria, ecc.). E' proprio tale livello contributivo che riduce già in partenza il livello di occupazione ottenibile. Purtroppo i ns governanti, schiavi del modello superfisso, han ragionato esattamente al contrario: hanno favorito l'accesso alla pensione aumentando progressivamente la contribuzione fino alla soglia massima di tolleranza, chè è stata superata. Ne è la prova il fatto che il sistema economico non riesce più a creare nuovi posti di lavoro. L'allungamento dell'età pensionabile giunto negli ultimi anni è arrivato troppo tardi e solo perchè ci si è resi conto che il livello contributivo raggiunto non era più superabile. Un encomio speciale, in tal senso, va all'ultimo governo Prodi, che per abolire il cd 'scalone' che il ministro del lavoro Maroni aveva introdotto qualche anno prima con effetto ritardato, non ha saputo far di meglio che aumentare i contributi e girare il TFR (!) all'INPS, grazie al solito artificio contabile. Inoltre, siccome le disgrazie non vengono mai da sole, tale governo sarà ricordato anche per i contributi al fotovoltaico che hanno ulteriormente peggiorato la competitività dell'industria nazionale facendo aumentare il costo dell'energia elettrica.

La classe politica nazionale è talmente brillante che, dopo che negli ultimi anni abbiamo dovuto scegliere tra delinquenti e incapaci, MR oggi viene spacciato per uno statista...

ma bisogna pur dirlo: smettiamola di identificare l'Italia con la patria del diritto. E' vero che il diritto romano nacque, per l'appunto, a Roma - circa duemila anni fa - e che la sua "riscoperta" nel medioevo fu opera di giuristi italiani - circa mille anni or sono - ma è anche vero che i codici e le leggi amministrative dell'Italia unita ebbero quale primo modello quelli francesi e che la ricodificazione del diritto privato compiuta nel 1942 prese non pochi spunti dal diritto tedesco.

Quanto al diritto costituzionale, credo si possa dire che il modello parlamentare adottato nel dopoguerra sia in qualche misura tributario ancora di quello francese. 

Oggi, poi, le nuove leggi in molti campi sono immediatamente d'ispirazione comunitaria e, indirettamente, prendono a modello normative di altri stati membri o addirittura nordamericane.

Da almeno un secolo i giuristi italiani si sono ispirati dapprima alla scuola francese, poi a quella tedesca ed anche, negli ultimi decenni, all'analisi economica del diritto (nata negli USA).  

Le leggi recenti sono fatte male perché è venuta meno la capacità di contemperare le esigenze della politica con il rispetto dei diritti dei cittadini: ovvio che se questi sono sacrificati in misura arbitraria, irragionevole o discriminatoria prima o poi intervenga una pronuncia di contrarietà alla costituzioe italiana o anche alla Convenzione europea dei diritti umani.