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Uccidere Linate per far crescere Malpensa? Una pessima idea

5 commenti (espandi tutti)

Come forse avrai notato, su questo sito ci qualifichiamo con nome e cognome. Tu sei

l'unica ad abbreviare il cognome. Indicando il tuo cognome per esteso, eliminerai il sospetto  che tu abbia interessi pre-costituiti nella questione Malpensa.

 

Per brevita' -- preferisco giocare con mio figlio che rispondere a qualcuno

che mi da' gratuitamente dell'incapace senza neanche firmarsi con nome e cognome -- mi  limito ad alcune osservazioni.

 

Nessuna compagnia è disposta a mettere intercontinentali a Malpensa diversi da quelli che la sola domanda generata dal bacino produce per il semplice fatto che mancano transiti. E i transiti mancano perché se una compagnia volesse produrne, dovrebbe mettere a Malpensa un gran numero di voli di breve e medio raggio da città come Napoli, Catania, Bari, Palermo, Cagliari, ecc., possibilemnte concentrati in poche fasce orarie nel corso della giornata. Ma con Linate e Orio, qualunque compagnia non risucirebbe a riempire sufficientemente i voli da quelle città perché i soli passeggeri destinati a colleamenti intercontinetali non bastano se non ci si aggiunge passeggeri che invece devono fermarsi a Milano e dintorni, cioè quelli che vanno a Linate e Orio. 

 

Quindi secondo te i 95 napoletani che usano l'aereo per andare a parlare con clienti a 

Milano devono atterrare a Gallarate affinche' i loro 5 concittadini che volano a Bangkok

possano fare la connection a Malpensa piuttosto che a Monaco? Interessante. 

 

E chi li dovrebbe portare da Capodichino a Malpensa e di qui a Bangkok? Alitalia forse?

Ti sei chiesta perche' questi 5 napoletani dovrebbero scegliere di volare con Alitalia

via Malpensa piuttosto che Lufthansa via Monaco? Pensi che siano masochisti? Hai

qualche ragione di riterenere che ne trarrebbero un vantaggio economico?

 

L'altro fatto rilevante, di cui sei ovviamente al corrente vista la tua estrema competenza, e' che la maggiorparte del traffico di lungo raggio che si origina in Italia non viene da Napoli, Catania, Bari, o Palermo, bensi' dal centro-nord. Cioe' viene da posti come Torino (140 km da MXP), Genova (190 km), Bologna (265 km), Verona (200 km). Posti da cui il trasferimento per Malpensa via gomma o rotaia e'  lento e scomodo, mentre il collegamento aereo e' altamente inefficiente (se si esclude la modalita' turbo-prop). Torinesi, Genovesi, Bolognesi, e Veronesi non useranno mai MXP per un volo a lungo raggio se hanno la possibilita' di andare a CDG o FRA. Non conviene a loro e non conviene ai vettori.

 

Mi compiaccio dei tuoi interventi, cosi' come di quelli di Francesco Lovecchio. Infatti

ho scritto il pezzo per mettere in luce coloro che, come voi e quelli che governano il

paese, non hanno riguardo alcuno per i consumatori.

grazie

elena d.p. 18/9/2012 - 01:19

Gentile Clementi, mi rammarico sinceramente se qualche parte del mio commento dovesse averla offesa e naturalmente ringrazio per la risposta, benché limitata ad alcune osservazioni che ho naturalmente letto con attenzione.

Non ho onestamente capito quale possa essere l'utilità di conoscere nome e cognome degli interlocutori, soprattutto sul web, media che, potremmo dire, ha legittimato l'anonimato anche come forma che può consentire maggiore libertà d'espressione. Del resto, se pure fossi guidata da qualche interesse (condizione peraltro naturale), non credo che tale circostanza possa in alcun modo essere d'impedimento alla valutazione dei contenuti delle mie affermazioni, giuste o sbagliate che siano, né al dialogo con l'autore quanto con gli altri lettori. La lascerò pertanto nel dubbio, convinta che saprà considerarla questione del tutto irrilevante ai fini dell'utile dialogo.

Per entrare nel merito:

"Quindi secondo te i 95 napoletani che usano l'aereo per andare a parlare con clienti a
Milano devono atterrare a Gallarate affinche' i loro 5 concittadini che volano a Bangkok
possano fare la connection a Malpensa piuttosto che a Monaco? Interessante."

Esattamente. Non vedo perché quegli stessi 95 napoletani che abbiano clienti anche nel centro di Monaco possano tranquillamente affrontare 38 o 43 minuti di S-Bahn 8 o S-Bahn 1 a 10 euro colà e invece trovino insopportabile farsi 29 minuti di Malpensa Express a 11 euro a Milano. La differenza è che a Monaco gli altri 5 trovano il volo per Bangkok mentre a Milano No (per al verità sì, ma se anziché bangkok parlassimo di Chennai invece No). Ed è esattamente questo il prezzo che si paga per tenere due aeroporti aperti insistenti su un bacino di domanda delle dimensioni di quello di Milano, unica città in Europa a farlo, infatti.

Se poi è vero - come è vero - che le S-Bahn di Monaco per quanto più lente siano molto più frequenti, allora mi sembra assai più costruttivo porsi il problema di come aumentare le frequenze del Malpesa Express, quanto costi e chi debba sostenere quel costo.

"E chi li dovrebbe portare da Capodichino a Malpensa e di qui a Bangkok? Alitalia forse?
Ti sei chiesta perche' questi 5 napoletani dovrebbero scegliere di volare con Alitalia
via Malpensa piuttosto che Lufthansa via Monaco? Pensi che siano masochisti? Hai
qualche ragione di riterenere che ne trarrebbero un vantaggio economico?"

Non mi pare di aver mai fatto cenno ad Alitalia che onestamente considero sia stata una vera e propria sciagura per lo sviluppo del trasporto aereo di questo paese. Come lei saprà, in Europa il trasporto aereo è completamente liberalizzato, il Capodichino-Malpensa lo potrebbe fare qualunque compagnia europea (era esattamente il tentativo compiuto da Lufthansa, abortito - per loro stessa ammissione - oltre che per l'esplosione della crisi proprio per la presenza di Linate), eventualmente la stessa che da sola o in accordo con altre decidesse di avviare il Bangkok su Malpensa (e qui sì, salvo clausola comunitaria presente nel bilaterale con la Thailandia o impegno diretto di Thai nel collegamento serve un AOC italiano). Naturalmente i nostri 5 napoletani globtrotter sarebbero liberissimi di volare con Air Dolomiti a Monaco, con Lufthansa a Francoforte, ecc, ma avrebbero un'opzione in più via compagnia XY su Malpensa, magari più conveniente, dal momento che tariffe aeroportuali e tasse aeroportuali a Malpensa (e in Italia in generale, sono largamente inferiori alla media applicata negli scali europei).

"L'altro fatto rilevante, di cui sei ovviamente al corrente vista la tua estrema competenza, e' che la maggiorparte del traffico di lungo raggio che si origina in Italia non viene da Napoli, Catania, Bari, o Palermo, bensi' dal centro-nord. Cioe' viene da posti come Torino (140 km da MXP), Genova (190 km), Bologna (265 km), Verona (200 km). Posti da cui il trasferimento per Malpensa via gomma o rotaia e' lento e scomodo, mentre il collegamento aereo e' altamente inefficiente (se si esclude la modalita' turbo-prop). Torinesi, Genovesi, Bolognesi, e Veronesi non useranno mai MXP per un volo a lungo raggio se hanno la possibilita' di andare a CDG o FRA. Non conviene a loro e non conviene ai vettori"

Questo è senz'altro vero. Circa 2/3 della domanda di trasporto aereo complessiva è generata nel Nord Italia (in termini di valore, non di volumi), metà della quale dalla sola area di Milano. Proporzioni ulteriormente accentuate se si guarda al traffico business, a quello intercontinentale e, se possibile ancor più, a quello cargo. Ed è senz'altro vero che le cosiddette "fughe" da altri scali del Nord Italia non verrebbero meno. Però:
- con un aeroporto nel Nord Italia capace di una buona offerta intercontinentale (e le dimensioni della domanda locale misurabile su Linate e su Malpensa ne sono già un ottimo presupposto) quell'aeroporto sarebbe nelle condizioni (come lo è stato persino ai tempi del claudicante hub di Alitalia) di attirare traffico di transito da altri paesi europei, competendo talvolta per vantaggi connessi alla posizione (per le rotte verso il Sud del mondo per quanto siano poche), vuoi per caratteristica dell'offerta commerciale (peraltro avvantaggiata da tariffe aeroportuali particolarmente basse comparativamente agli altri grandi scali europei);
- di fronte a infrastrutture di collegamento a terra decisamente migliorate nel corso degli ultimi anni (per esempio con la bretella autostradale di collegamento all'A4 i tempi per raggiungere Malpensa dal Piemonte si sono decisamente ridotti) non è detto che il passeggero di Torino, di Genova, di Bergamo o Bologna (1 ora 30 minuti con il servizio Frecciarossa inserito sperimentalmente) non decida di preferire 1 o 2 ore di viaggio in auto e treno per imbarcarsi sul volo diretto, anziché 1, 2 ma spesso anche più ore di attesa in transito in un altro scalo;
- per quanto pochi siano, i passeggeri provenienti da destinazioni di breve-medio raggio dal Mezzogiorno possono essere quelli che fanno la differenza per destinazioni (o per l'aggiunta di frequenze su destinazioni già servite) in prossimità della soglia load factor necessaria a renderli economicamente sostenibili;
- con un'offerta intercontinentale appena decente non è escluso che ricomparirebbero a Malpensa anche destinazioni del Nord Italia (parte delle quali peraltro presenti propria a Linate come Trieste), esattamente come c'erano fino al 2008 (tra cui peraltro proprio Bologna, Venezia, Firenze e persino Genova).

Penso che la disponibilità di una maggiore connettività aerea diretta, soprattutto intercontinentale, sia - al contrario di quanto afferma lei - una forma di grande riguardo nei confronti dei consumatori, business o leisure, passeggeri o clienti per traffico merci. Penso anche che - tanto più in questo momento - tentare una assetto diverso degli aeroporti milanesi che consenta sviluppo del traffico aereo sia anche un gran riguardo nei confronti di imprese e lavoratori e, in fin dei conti, anche dei contribuenti.
Penso che tacciare una proposta di riorganizzazione di un sistema aeroportuale assolutamente analoga (e anzi per la verità molto più blanda) di altre avvenute in un paese come la Germania (di cui tutto si può dire tranne che sia un baluardo di socialismo reale, o, tanto meno, che non disponga di un'economia leggermente più solida di quella italiana) sia francamente privo di qualunque fondamento.
E penso che se ovunque in Europa - Europa, mica Cina o Cuba - le città che abbiano domanda di trasporto aereo non troppo diversa da quella del bacino dell'area di Milano dispongano sempre di un solo scalo o tutt'al più di un secondo scalo utilizzato da vettori low cost posto a 70, 80, 90, 100 e più chilometri da centro, una buona ragione ci debba pur essere, soprattutto perché tutte quelle città sono in grado di offrire un servizio talmente migliore di quello che offre il sistema aeroportuale milanese e italiano che i milanesi e gli italiani preferiscono in misura superiore ai passeggeri di qualunque altro paese servirsene.

Scusandomi per essere stata, ancora una volta, prolissa, saluto cordialmente
e.d.p

Anonimato

andrea moro 18/9/2012 - 03:27

L'anonimato in questo sito e' permesso ma scoraggiato. Che sia altrove tollerato ha poca importanza, visto il differenziale di qualita' dei commenti fra noisefromamerika ed il resto del web. In alcuni casi, serve a proteggere chi scrive da situazioni delicate. Quasi sempre pero' viene usato da sedicenti esperti come modo per attaccare senza veramente metterci la faccia e la propria reputazione. In sostanza, sei libera di rimanere anonima, ma, almeno qui, ogni tuo commento verra' preso meno sul serio dai lettori. La policy completa sui commenti e' qui

Per noi sardi e tantissimi altri cittadini Ryanair e il suo modello sono un'opportunità e comodità cha sa del fantascientifico, ovvero pagare un volo quanto un taxi a Roma o un treno per chi per chi può averlo, con un livello di servizio generalmente superiore.

E' quindi estenuante dover difendere da oltre un decennio ryanair e gli aeroporti e i territori che ha fatto crescere, come quelli che sono chiaramente profittevoli o che in una analisi costi benefici dell'indotto rendono il sistema economicamente più che sostenibile. 

 

Questa difesa nei confronti di Ryanair e dei suoi aeroporti da ingiustizie e carenze italiane è ancora più estenuante perchè tocca anche combattere con una larga fetta di popolazione che odia ryanair e che fa il gioco di chi rema contro ad un efficiente e conveniente sistema di trasporto aereo.

 

PERCHE' in italia si riscontra un odio versò ryanair ad un livello che non si riscontra in nessun altra nazione europea e soprattutto anche da dei cittadini che sono anche di fascie "più elevate"?

 

Uno dei principali fattori è il non leggere le regole perchè poco propensi all'applicazione in genere e anche conoscendole pretendere delle applicazioni non conformi

 

E' infatti quello che traspare anche da questo blog e su cui ho fatto con una attività mininale una specie di test ai lettori, che avevo concluso un pò di tempo fa  facendo notare ai redattori che non esisteva una regola che imponeva la diffusione del nominativo della persona.
Il mio test durato a lungo  consisteva nel continuare a presentarmi solo con l'alias, nonostante ci fossero diffuse ed erronee indicazioni e frecciate nei commenti da parte di redattori e commentatori nei confronti di che restava anonimo di doversi dichiarare.
Il mio test non era mirato ai redattori su cui non posso valutare ma ipotizzare le problematiche di  tempo e di testa da dedicare all'organizzazione del blog, ma era indirizzata ai lettori e commentatori.
Frequentare con costanza un blog  è come entrare da ospite  a casa di un altro, quando entri frequentemente a casa di un altro devi apprendere le regole e rispettarle, in un blog apprendere le regole è facilissimo perchè trovi dei link dove ci sono regole e faq. 
Ogni volta che arrivavano le frecciate o le accuse io a volte guardavo faq e regole per verificare se erano state modificate fornendo le opportune indicazioni, queste non erano conformi e ogni volta pensavo "cacchio, ma è possibile che nessuno lo fa notare" , tra l'altro in un blog con commentatori di un livello medio un pò più elevato?

Alla fine, dopo forse un annetto,  mi sono arreso e l'ho fatto notare io in un commento di parecchi mesi fa e le regole e faq sono state inasprite, ciò nonostante denoto:

 

L'anonimato in questo sito e' permesso ma scoraggiato.

E' comunque permesso in base ad un serie di regole da voi indicate e chi rispetta le regole  non può essere oggetto di richieste al di fuori di queste, specialmente da utenti commentatori che che  pretendono l'applicazione delle loro probabilmente senza mai aver letto quelle pubblicate,  che si facciano il loro blog con le loro regole dove scrivono "nome e cognome, please"

 

Che sia altrove tollerato ha poca importanza, visto il differenziale di qualita' dei commenti fra noisefromamerika ed il resto del web. In alcuni casi, serve a proteggere chi scrive da situazioni delicate.

La qualità di cui concordo non li esime a dei italianissimi comportamenti, se devi proteggere allora  mi permetto di suggerire di definire delle regole dove c'è l'obbligo di dichiararsi e chi non vuole deve essere eccezionalmente da voi preventivamente autorizzato dichiarandosi nei vostri confronti. A chi non gli sta bene, a prescindere che sia commentatore che vuole stare anonimo o dichiarato, può tranquillamente cercare altri blog da frequentare e soprattutto non deve pretendere applicazioni di altre regole oltre a quelle indicate.

 

 Quasi sempre pero' viene usato da sedicenti esperti come modo per attaccare senza veramente metterci la faccia e la propria reputazione. In sostanza, sei libera di rimanere anonima, ma, almeno qui, ogni tuo commento verra' preso meno sul serio dai lettori. 

Io lo prendo sul serio in base alla qualità, sempre che sia in grado di valutarla, e a mio parere dovrebbe essere il parametro principale di valutazione

 

La policy completa sui commenti e' qui

L'avete ricordato ad una persona che rispetta le regole  ( non so se poi in realtà le ha lette) e non ho mai visto ricordarlo a chi ha preteso nome e cognome al di là delle regole.

L'italia mi fa sclerare, funziona tutto al rovescio

 

 

 

Come fai notare Elena non ha violato nessuna policy.

Ed infatti non abbiamo preso nessun provvedimento disciplinare. Ha chiesto perche' le si rinfaccia l' anonimato ed abbiamo risposto linkandogli la policy del sito.

Quanto alle eccezioni, si tratta di persone di cui noi conosciamo l' identita', ma per vari motivi non l'hanno resa pubblica.

E lasciami aggiungere che questo blog e' un' associazione privata, non abbiamo nessun obbligo contrattuale a rispettare alla lettera le nostre policies e ci riserviamo il diritto di fare eccezioni.