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Uccidere Linate per far crescere Malpensa? Una pessima idea

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Sono stati citati i casi di diverse citta' in giro per il mondo in cui l'apertura di un aeroporto ha coinciso con la chiusura subitanea o il ridimensionamento dello scalo pre-esistente. Non stupisce che questo sia stato il caso. Una semplice razionalizzazione di tali decisioni e' che che il nuovo aeroporto fosse considerato una soluzione migliorativa rispetto al vecchio.

 

Se il nuovo aeroporto di Milano fosse stato localizzato diversamente, in modo tale da riscuotere l'interesse di una mole molto maggiore di potenziali passeggeri, il traffico su Linate sarebbe scemato per effetto della concorrenza del nuovo scalo. Non vi sarebbe stato bisogno di alcun ridimensionamento di diritto.

 

Volendo seguire l'esempio di alcuni commentatori che si dilettano di storia degli aeroporti, mi pare opportuno ricordare l'esempio dell'aeroporto di Mirabel. Prendendo un taxi dal centro di Montreal verso l'aeroporto di Dorval, si notano segnali per un secondo aeroporto denominato, appunto, Mirabel. Ricordo che la prima volta che vidi questi segnali, mi incuriosii al punto di chiedere ad un mio amico e collega di Montreal di cosa si trattasse. Infatti non sapevo che Montreal fosse dotata di due aeroporti.

 

In breve, il mio amico mi racconto' che negli anni Sessanta i politici Quebecois, che a dirigismo e inefficacia non scherzano di certo, ebbero l'idea di costruire un nuovo mega-aeroporto a 55 chilometri dalla citta', in localita' Mirabel. Lo scalo avrebbe sostituito il pre-esistente Dorval.

 

Per realizzare il loro sogno, il governo federale condusse uno dei piu' grandi espropri della storia canadese. Dal 1975, anno in cui apri', il governo obbligo' tutti i voli internazionali ad utilizzare il nuovo Mirabel a discapito del vecchio Dorval. Nonostante questo, i viaggiatori non hanno mai smesso di odiare il nuovo scalo e di boicottarlo per quanto possibile, tant'e' che finalmente nel 1997 l'obbligo fu rimosso. Oggiorno, l'aeroporto che avrebbe dovuto stupire il mondo e' stato ridimensionato al ruolo di scalo merci. Molti dei terreni espropriati sono stati restituiti ai legittimi proprietari.  L'intera storia si puo' leggere su wikipedia.

 

Dopo lungo tempo e sprechi inenarrabili, il governo canadese e quello quebecois hanno capito che la decisione di costruire il nuovo aeroporto in un posto assurdo era SUNK. Cioe' i costi incorsi non erano recuperabili. Pertanto hanno deciso di non imporne altri sui viaggiatori e hanno messo la parola fine sulla vicenda.

 

Ovviamente non sto suggerendo di chiudere l'aeroporto di Malpensa. Sto semplicemente consigliando di non fare come l'appassionato di musica di Altedo che compra un biglietto per vedere un concerto a Bologna e, riscontrato che la visibilita' causa nebbia e' zero, giustifica la decisione di guidare comunque con il fatto che il biglietto non e' rifondabile.

La vicenda degli aeroporti Dorval e Mirabel porta acqua, e tanta, al mulino di chi vuole chiudere Linate. Montreal all’epoca aveva meno di 10 milioni di viaggiatori, e nonostante questa dimensione appena sufficiente per un qualunque aeroporto internazionale, decisero di aprire Mirabel con la superficie più grande del mondo. I carrier intercontinentali furono spostati forzatamente dal centrale Dorval verso Mirabel, ma le autorità (per gli stessi motivi di Linate e del National a DC) lasciarono aperto il Dorval per i voli interni. Ciò privò i carrier intercontinentali della base di alimentazione e incentivò questi  carrier ad andare a Toronto. Cioè i quebecois si dettero la zappa sui piedi a vantaggio dell’aerporto dell’Ontario. Alla fine si decise di uccidere un aeroporto, che però doveva essere quello più ambizioso nelle intenzioni, chiudendo anche la possibilità di avere un sistema multi aeroporto al servizio della stessa area. Ora il Dorval si chiama Trudeau international airport con poco più di 13 milioni di passeggeri, e il Mirabel è solo cargo.

 

Vedi sopra. Pure il Trudeau e' attaccato a Montreal (e anche discretamente collegato con Ottawa se non ricordo male). Malpensa e' lontanissima da Milano.

Non mi devo essere spiegato bene. Il Dorval è vicinissimo alla città e non chiudendolo, come era nei piani, è rimasto il più attraente dei due. Ciò non ha permesso lo sviluppo di Mirabel. Il risultato è stato che il traffico diverso da quello catchment si è spostato su Toronto. Dal '75 a oggi, il traffico di Toronto è più che triplicato, quello di Montreal è rimasto in linea con i trend generali di crescita del traffico passeggeri in Canada (cioè in quasi 40 anni è solo raddoppiato).

 

La storia di National e Dulles l'ho già raccontata, il National è tenuto sotto un cap e non deve disturbare. Qui i volumi sono altri e si parla di 3 aeroporti di cui uno dista quanto malpensa da milano (il BWI). Una storia simile è il Dallas Fort Worth,  dove una legge (il Wright Amendament) ha tenuto praticamente inoperativo per 30 anni l'aeroporto di Dallas a beneficio di DFW, che è diventato dal nulla uno dei principali hub d'america.

 

La morale da tutto questo non è forza Malpensa, ma che uno dei due aeroporti deve essere dismesso (o fortemente limitato) per concentrarsi sull'altro (un pò come gli ospedali di quartiere).  Il punto è che se ci si concentra su Linate, questo sarà limitato nel suo sviluppo futuro e servirà solo l'area di riferimento senza alcuna velleità ulteriore di espansione oltre i tassi di crescita locale. Basta prendere una cartina di google e metterci dove sta ora LIN un qualsiasi altro aeroporto e vedere che non ci starebbe nè uno come il Charles De Gaulle, né Gatwick, né Heatrow, né nessun altro grande aeroporto europeo.  O Milano fa come il Trudeau o come DC.

 

Per quanto riguarda la distanza, essa non è rispetto agli altri un svantaggio decisivo benché importante per il traffico point to point.  Ci sono aeroporti più distanti. In ogni caso prendendo quelli di Parigi o Heatrow (non Gatwick che è distante quasi quanto Malpensa), l'extra distanza fino al centro sono al max 20 km, che si traduce in 10 o 12 minuti extra a 100 o 130 km/h in auto.  NB: Ho scritto 10 minuti rispetto agli altri aeroporti, non rispetto a Linate che è attaccato alla città.

Francesco, continui a fare sbagliare il verso delle relazioni causali.

 

DFW e' diventanto cosi' rilevante negli ultimi 30 anni perche' l'area metropolitana di Dallas Fort Worth e' cresciuta a ritmi impressionanti sia in termini demografici che economici. Sono negli ultimi 20 e' passata da 4 a 6.5 milioni di abitanti.

 

Idem per il Canada orientale. Causa scelte suicide dei politici Quebecois, Montreal e' caduta in disgrazia. Al contrario, Toronto e' cresciuta a dismisura. Ecco perche' la QEW e' sempre incasinata e Pearson fa enormi volumi di traffico, mentre Dorval fa malinconia.

 

Ma il punto che proprio non ti va giu' e' quello di sunk cost. Ora devo portare mio figlio all'asilo. Provero' piu' tardi.

Ma il punto che proprio non ti va giu' e' quello di sunk cost.

La tua critica qui è infondata. Fin dall'inizio ho sostenuto (per proxy via elena gp) che uno dei due aeroporti debba essere chiuso (o fortemente limitato) e che in base alle possibilità di sviluppo future come hub MXP ha qualche chance (chance!). A me va bene anche chiudere LIN, ma le conseguenze sono chiare. Mai affermai che siccome su MXP si era investito tanto allora bisognava mantenerlo. Può benissimo essere venduto come terreno edificabile o come parco. Ma rebus sic stantibus dove devo investire il prox mld di euro? E per rimanere in pareggio, da dove mi conviene disinvestire 1 mld? Tutti e due non possono convivere.

...l'area metropolitana di Dallas Fort Worth e' cresciuta a ritmi impressionanti sia in termini demografici che economici. Sono negli ultimi 20 e' passata da 4 a 6.5 milioni di abitanti.

Au contraire. L'aeroporto DFW ha fatto boom da subito. Negli ultimi 20 anni l'MSA di Dallas-Forth Worth sarà cresciuta tanto demograficamente, sicuramente più della media USA, ma il traffico passeggeri è cresciuto molto poco rispetto alla crescita della popolazione. Il traffico hub (che è il grosso a DFW) non segue le dinamiche dell'area in questione.

 

Montreal e' caduta in disgrazia. Al contrario, Toronto e' cresciuta a dismisura.

Ogni Montreal è disgraziata a modo suo, ma non so in questo caso a cosa ti riferisci. Il pil regionale è cresciuto poco meno di quello dell'Ontario ma non tanto meno da giustificare le differenti dinamiche tra i due aeroporti in questione.

 

 

La morale da tutto questo non è forza Malpensa, ma che uno dei due aeroporti deve essere dismesso (o fortemente limitato) per concentrarsi sull'altro (un pò come gli ospedali di quartiere).  Il punto è che se ci si concentra su Linate, questo sarà limitato nel suo sviluppo futuro e servirà solo l'area di riferimento senza alcuna velleità ulteriore di espansione oltre i tassi di crescita locale. Basta prendere una cartina di google e metterci dove sta ora LIN un qualsiasi altro aeroporto e vedere che non ci starebbe nè uno come il Charles De Gaulle, né Gatwick, né Heatrow, né nessun altro grande aeroporto europeo.  O Milano fa come il Trudeau o come DC.

Che Linate non possa crescere ulteriormente per problemi di spazio e' ovvio. Magari se non si permetteva ai soliti furbetti di costruirci intorno ospedali falliti e citta' satellite era meglio, ma pace.

 

Pero' cerchiamo di capirci, per me un areoporto e' prima di tutto un'infrastuttura che deve fornire un servizio efficiente. Non deve certo andare in perdita, ma il suo eventuale sviluppo economico e' un fattore secondario rispetto alle necessita' della cittadinanza (o clientela se preferisci). Malpensa e' purtroppo uno degli areoporti peggiori d'Europa per qualita' e frequenza di collegamenti ed offre un servizio scadente. Un po' perche' e' nata malissimo come posizione, un po' perche in Italia abbiamo una scarsa attenzione per la qualita' dei trasporti pubblici (come dimostri tu stesso dal tuo commento qui sotto).

E non vedo perche' bisognerebbe condannare gli abitanti della prima area metropolitana ed economica d'Italia (tra cui mi ci metto pure io) ad avere una delle peggiori infrastutture aereoportuali d'Europa solo perche' qualcuno vuole sviluppare il business di Malpensa.

 

Tra l'altro, se chiudiamo Linate e diamo a MXP il monopolio totale per l'area metropolitana di Milano, non ci saranno certo gli incentivi per migliorarne i collegamenti, tanto a quel punto i Milanesi non avrebbero alternative percorribili.

Sarebbe meglio se MXP per aumentare il proprio volume di traffico, invece che cercare di guadagnarsi una posizione monopolistica a danno dei cittadini,  migliorasse accoglienza e collegamenti. Ad esempio investendo in collegamenti piu' frequenti e veloci con Milano e Torino e in una stazione per l'alta velocita' che la colleghi direttamente con il resto d'Italia.

 

Per quanto riguarda la distanza, essa non è rispetto agli altri un svantaggio decisivo benché importante per il traffico point to point. Ci sono aeroporti più distanti. In ogni caso prendendo quelli di Parigi o Heatrow (non Gatwick che è distante quasi quanto Malpensa), l'extra distanza fino al centro sono al max 20 km, che si traduce in 10 o 12 minuti extra a 100 o 130 km/h in auto.

Ma che modo di contare la distanza sarebbe l'auto (che peraltro i parcheggi ufficiali di MXP sono carissimi)? Nel mondo civile, da e verso gli areoporti ci si sposta soprattutto sui trasporti locali (pessimi a Malpensa), sui treni a lunga percorrenza (inesistenti) o in taxi (troppo caro per i comuni mortali vista la distanza).

Dal punto di vista dei cittadini poi il malpensa express è stato fatto a scapito dei treni pendolari delle Nord, TUTTI quelli che dovevano andare da Novara, Varese Como ad una stazione intermedia tra Milano e Saronno adesso devono cambiare treno a Saronno e prendere la linea per Lodi che ha orari imprevedibili, dato che viene sempre sacrificata in caso di problemi.

Guarda che quella riorganizzazione del servizio ferroviario non ha nulla a che vedere con il Malpensa Express, bensì risponde a normalissimi criteri di gerarchizzazione del trasporto applicati in tutto il mondo e in Italia trascurati finché la Lombardia non ha fatto da battistrada (treni regionali oltre Saronno che poi vanno diretti a Milano con risparmio di tempo, treni suburbani da Saronno verso Milano che offrono servizio capillare stile S-Bahn/RER). È una delle pochissime cose buone che Milano e la Lombardia hanno fatto in tema di trasporto pubblico.

 

Se poi mi dici che il servizio è inaffidabile, i treni sporchi, le stazioni graffitate, il nodo ferroviario di Milano ha dei difetti strutturali congeniti, ecc. ecc. ecc. sfondi una porta aperta, ma sono problemi diversi.

 

Fabrizio

nelle altre nazioni è applicabile in lombardia o nel nord italia in genere mettendo le condizioni logistiche di collegamenti via terra in una seconda fase ma che comunque possono rendere necessario investimenti infrastrutturali anche di molto superiori a quelli delle altre nazioni.

 

Ovvero, parli dell'estero su modelli di sistema aeroportuali che funzionano ove si prende in esame la presenza di un hub a cui stiamo dando un elevato fattore strategico per l'incremento del pil nel territorio, e diamo anche questo per scontato anche se personalmente visto quello che sta accadendo e accadrà non credo che sia ormai l'investimento prioritario con i cadaveri di aziende che avremo in giro per altri fattori.

 

A questo punto per avere dei punti fermi di partenza io mi chiedo se in lombardia o zone limitrofe questo modello estero con hub è applicabile o no, perchè magari, facendo un esempio stupido, anche guardando la mappa su google non si trova un area che magari per motivi ambientali/metereologici sia conforme e profittevole con  il modello estero.

 

Ok per pil, numero di abitanti ed altre condizioni della regione e delle regioni limitrofe ma magari il modello delle altre nazioni per esempio tiene pesantemente conto della necessità di avere condizioni ambientali e metereologiche che permettono di avere un unico punto dove concentrare buona parte dei voli nazionali, internazionali e di hub intercontinentale, mentre noi con un bel nebbione mandiamo magari a catafascio mezzo sistema aereportuale del nord italia replicando quello altrui