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Uccidere Linate per far crescere Malpensa? Una pessima idea

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La tesi sostenuta è del tutto sbagliata e mi pare che, se non bastasse l'ampia esperienza estera, questi 14 anni lo dimostrino abbondantemente.

Qui si parla di Malpensa, Linate e Orio come fossero aeroporti equivalenti. Non lo sono, perché l'infrastruttura del primo consente il decollo e l'atterraggio di aerei per i voli intercontinentali, gli altri due no e non potranno mai farlo fin tanto che per quelle distanze potranno essere utilizzati solo aerei di grande dimensione (viste le quantità di carburante necessario). E' la perdurante incapacità di chi ragiona di "mercato" di considerare fattori tecnici e industriali che continua a produrre tesi semplicemente assurde come quella sostenuta nell'articolo. peraltro vorrei segnalare che Malpensa - nonostante tutto - registra 19 milioni di passeggeri, più di Linate e Orio messi insime. E' dunque largamente Malpensa l'aeroporto preferito dai milanesi, persino oggi che è in crisi.

Il punto cruciale è esattamente la possibilità che l'area di Milano possa contare su un numero di collegamenti intercontinentali adeguato alle dimensioni della domanda che esprime senza dover passare per altri scali europei, riducendo tempi e costi di trasporto per passeggeri e per merci e riguadagnando all'Italia una grande quantità di ricchezza e occupazione che prorpio per l'incapacità di compiere scelte sul suo sitema aeroportuale il Paese da anni regala a Francia, Olanda, UK, Germania e Spagna.

Nei sui tre aeroporti Milano registra complessivamente un numero di passeggeri (37 milioni) pressoché identico a Monaco (38 milioni), anzi, per la verità molto maggiore perché i passeggeri di Milano sono quasi escluivamente origine-destinazione, non essendoci il traffico in transito che invece caratterizza Monaco. Le dimensioni del mercato dunque ci sono, eccome.

Nessuna compagnia è disposta a mettere intercontinentali a Malpensa diversi da quelli che la sola domanda generata dal bacino produce per il semplice fatto che mancano transiti. E i transiti mancano perché se una compagnia volesse produrne, dovrebbe mettere a Malpensa un gran numero di voli di breve e medio raggio da città come Napoli, Catania, Bari, Palermo, Cagliari, ecc., possibilemnte concentrati in poche fasce orarie nel corso della giornata. Ma con Linate e Orio, qualunque compagnia non risucirebbe a riempire sufficientemente i voli da quelle città perché i soli passeggeri destinati a colleamenti intercontinetali non bastano se non ci si aggiunge passeggeri che invece devono fermarsi a Milano e dintorni, cioè quelli che vanno a Linate e Orio. Questa è precisamente la ragione per la quale in qualunque altra città europea e del mondo con una domanda di trasporto aereo comaprabile a quella di Milano e della sua area (Londra, da questo punto di vista è un esempio idiota esattamente come lo sarebbe se stessimo parlando di metropolitane) nessuno è così scemo da tenere aperti tre aeroporti e neppure due. Così a Monaco come ad Atene, a Oslo come a Hong Kong, quando si apre un nuovo aeroporto con caratteristiche di scalo intercontinentale quello vecchio si chiude, senza trante balle. Persino a Parigi, che conta oltre 90 milioni di passeggeri, all'apertura del Charles de Gaulle l'aeroporto di Orly fu fortemente limitato per gli anni necessari a consolidare i network sul nuovo aeroporto, lasciando solo successivamente riacquistare voli e traffico al vecchio. Tra l'altro, normalmente, se esiste (e non esiste sempre) un aeroporto dedicato ai voli low cost, di norma sta a 70, 80, 90 o anche 120 km di distanza dalla città di riferimento.

Questa prassi è assolutamente scontata e normale ovunque ed era esattamente quello che avrebbe dovuto accadere anche a Milano secondo quanto previsto già prima dell'apertura di Malpensa, cioè quando Alitalia e KLM stavano fondendosi per creare la più grande compagnia d'Europa con hub Schiphol e Malpensa. Le incertezze sull'assetto di Malpensa (e dunque di Linate) furono una delle principali ragioni per le quali gli olandesi pagarono una penale per rompere l'accordo con Alitalia e finire direttamente nelle braccia di Air France. Ed è talmente vero che persino Maurizio Prato (alla guida di Alitalia quando fu compiuto il de-hubbing) disse chiaramente che Alitalia sarebbe rimasta in forze a Malpensa se Linate fosse stato chiuso. Così come Lufthansa stessa, quando decise di chiudere il tentativo di montare un hub a Malpensa, affermò che il principale ostacolo era Linate. E' talmente prassi consolidata che l'anno prossimo a Berlino (una città che non ha mai contato nulla nel trasporto aereo, forse anche per il fatto che aveva tre aeroporti) apriranno un nuovo aeroporto chiudendone tre.

Ora, si può naturalmente decidere che Milano e l'intero bacino di riferimento di Malpensa abbiano il proprio aeroporto intercontinentale di riferimento non in Malpensa, ma in altri grandi scali europei. E' quello che è accadunto fino a oggi ed è la ragione per la quale tutte le grandi compagnie eruopee vedono la chiusura di Linate e lo sviluppo di Malpensa come funo negli occhi: troppo ricco il boccone cui dovrebbero rinunciare (non è un caso se l'Italia, il nord Italia in particolare, rappresenta il secondo mercato continentale per tutte le grandi compegnie europee): E' una scelta che costa. Costa perché i voli intercontinentali che gli altri aeroporti europei alimentano con la domanda "pescata" qui - e che diversamente non potrebbero avere - significano maggiore connettività aerea per quei territori a discapito del nostro. Più connettività significa da un lato più attrattività per quei territori rispetto ai flussi turistici e rispetto agli investimenti diretti esteri, dall'altro più competitività delle imprese di quei territori che pagano minori costi di trasporto per le proprie merci e impiegano minori tempi di viaggio per incontrare fornitori e clienti.

Possiamo invece decidere di fare quello che fanno tutti, seppur senza neppure sperare nella determinazione di cui sono capaci gli altri che porterebbe non già alla limitazione di Linate, ma alla sua chiusura, così come alla chiusura di Orio spostando i voli low cost - se proprio gli si vuole lasciare un aeroporto dedicato- per esempio a Brescia, cioè a distanze più comparabili a quelle a cui sono tenuti a Francoforte (Hahn) come a Parigi (Beauvais), a Monaco (Memmingen) come a Barcellona (Girona) o a Bruxelles (Charleroi). Altrove (a Vienna come a Zurigo o a Berlino dal prossimo anno) i low cost operano tutti nell'unico scalo diponibile.

Il punto, quindi, non sono gli utlili di SEA. Speriamo che non continui neppure ad esserlo la comodità di quelle quattro bestiole da Salotto miliardarie che abitano all'interno della Cerchia dei Navigli, né per quei quattro porfessri sedicenti esperti che continuano a balterale ci concorrenza senza capire un accidenti di trasporto aereo, che sono gli unici per cui Linate è più comodo.

Elena d.P.

Concordo con questa analisi di elena dp e meno con quella di GianLuca

 

Per rispondere alla questione credo che bisogna prima chiedersi se vi siano rendimenti di scala crescenti nella gestione degli aeroporti (singoli o multipli). Pare pacifico che gli aeroporti, e il settore aereo in generale, presentino forti economie di scala in molti casi ancora non pienamente sfruttate. Questo motivo da solo sarebbe in grado di spiegare come mai avere più aeroporti non è una buona idea dal punto di vista finanziario, tantomeno per assecondare esigenze di nicchia. Una delle due, Linate o Malpensa, deve soccombere.

Ora l'articolo di Gian Luca Clementi suggerisce di lasciare Linate, ma non dice cosa fare di Malpensa. E nemmeno perché Linate debba sopravvivere o essere addirittura potenziata.  Non ho trovato vere argomentazioni in favore del “salvate Linate”.

Capisco che impiantare un grande aeroporto a Malpensa sia stata una scelta infelice all’epoca, ma una volta impiantato ciò ha cambiato i parametri e ha reso Linate un’inutile ed inefficiente infrastruttura.  O viceversa con probabilità molto inferiore.

 

La conclusione abbastanza ovvia che un osservatore indipendente dovrebbe trarre dai dati a disposizione è che, molto semplicemente, una moltitudine di viaggiatori preferiscono Orio e Linate a Malpensa. Chi suggerisce che in realtà ai milanesi piacerebbe viaggiare su Malpensa, ma il comportamento collusivo delle compagnie aeree non lo rende possibile, è in mala fede. Se ci fossero profitti da fare spostando voli da Orio a Malpensa, per esempio, EasyJet lo farebbe istantaneamente.

Quali sono i dati? Nel 2011 Malpensa ha avuto 18 milioni di passeggeri, Linate 9 miloni e Orio al Serio 8e1/2. Su Malpensa EasyJet ha registrato nel 2011 oltre 6 milioni di passeggeri, cioè quasi quanti il movimento passeggeri complessivo di Orio o Linate. EasyJet è già la prima compagnia di Malpensa e copre quasi il 30% del traffico passeggeri di Malpensa.

 non si capisce perché Alitalia non dovrebbe spostere i propri voli da Linate per Catania se così facendo prevedesse di aumentare i profitti. Lo stesso, per Aer Lingus e i suoi voli su Dublino.

Su Linate, Alitalia ha una quota del 66%  e tale quota da sola è in grado di spiegare perché non lascerà mai di sua sponte un singolo slot alla concorrenza anche se facesse più profitti per aereo su Malpensa. Mentre Aer Lingus ha una quota minima quasi infinitesimale e in base alla rule thumb del settore sarebbe indifferente l’uno o l’altro, ovviamente a parità di costi e accessibilità.

La maniera efficiente di assegnare gli slot sarebbe attraverso aste competitive, in cui le compagnie aeree presentano offerte (di denaro, ovviamente) per ogni singlo slot.

 

Certamente, si. Ma non mi pare sia rilevante per decidere se salvare o uccidere Linate

idiozie

marco esposito 15/9/2012 - 17:02

Se Gian Luca desidera ti può rispondere nel merito, io non difendo nè MXP, nè LIN o BGY, ma le idiozie mi danno fastidio, e i pianificatori centralizzati alla "so tutto io" sono una summa di idiozie e supponenza.

Sopra dici MXP è meglio collegata di BGY, allora spiega perchè la gente va a BGY, visto che è piccolo, brutto e mal collegato, non dire "andrebbero tutti a MXP se BGY fosse chiuso (o LIN) ", perchè stai stabilendo  tu  cosa gli altri vogliono.

 

Ora, si può naturalmente decidere che Milano e l'intero bacino di riferimento di Malpensa abbiano il proprio aeroporto intercontinentale di riferimento non in Malpensa, ma in altri grandi scali europei

I pianificatori erano in Urss, se ti piace il sistema c'è la Corea del Nord, io preferisco scegliere se volare da MXP, LIN o BGY in base al posto dove vivo e dove devo arrivare, pagando il minor prezzo possibile, MXP intercontinentale non decolla perchè gli intercontinentali li gestisce Alitalia, che costa cara e offre poco. La tua soluzione la conosco: obblighiamo tutti i cittadini italiani a volare Alitalia e ti faccio vedere se LIN non chiude, perchè è questo che stai proponendo. Vuoi che ti ricordi la storia per farti capire l'idiozia che hai scritto sui 38 mln di passeggeri  da Milano, confondendo transiti, arrivi, destinazioni, point to point?  Allora MXP apre, LIN chiude, eccetto la tratta Milano Roma (che è in monopolio, tanto che i paasseggeri preferiscono il treno, ma potremmo sempre obbligarli con una leggina a usare solo l'aereo), MXP fa 20 mln di passeggeri e l'ALITALIA fallisce. Fallisce a nostre spese, ma questo è un dettaglio, e fallisce soprattutto perchè nessun vettore al mondo gestisce due hub intercontinentali,  sì lo so, la tua soluzione è di chiudere anche FCO, che è lontanuccio, ma bastardo, ma io, senza capire di trasporto aereo, come te, grande esperta del settore e attenta pianificatrice, potrei decidere di partire da Parma (che ti sei dimenticata di chiudere) con Ryan Air, atterrare a Londra Stansted e farmi un bel interconinentale da Gatwick, perchè il lume vale la candela.

Cari pianificatori, ricordatevi che il mercato decide cosa è meglio, e se esistono 17 mln di passeggeri che vogliono viaggiare da altri aereoporti non sarete voi a decidere che poi dovranno partire da MXP.

Ultima nota sui vettori low-cost : nessuno gli impone di andare su aereoporti "secondari" (easy jet difatti non lo fa, ma non è un low cost tradizionale), come scrivi tu, ci vanno per convenienza economica, solo nella mente bacata dei pianificatori qualcuno impone a Ryan Air di volare a Lille o a Hahn piuttosto che a Paris-Charles de Gaulle o Frankfurt.


Buona pianificazione aerea.


P.s. Io sono favorevole alla chiusura di tutti quegli aereoporti  che sono aperti solo grazie ai sussidi pubblici. E l'elenco è lungo. Ma non include nè LIN, nè BGY. 


La tesi sostenuta è del tutto sbagliata e mi pare che, se non bastasse l'ampia esperienza estera, questi 14 anni lo dimostrino abbondantemente. Qui si parla di Malpensa, Linate e Orio come fossero aeroporti equivalenti. Non lo sono,

come non lo sono le condizioni di contesto estere, l'ampia esperienza estera delle condizioni sia di  organizzazione/efficienza degli aeroporti  e questi ultimi 14 anni italiani di paralisi infrastutturale nei trasporti via terra non suggeriscono niente?


peraltro vorrei segnalare che Malpensa - nonostante tutto - registra 19 milioni di passeggeri, più di Linate e Orio messi insime. E' dunque largamente Malpensa l'aeroporto preferito dai milanesi, persino oggi che è in crisi.

l'aeroporto preferito dai milanesi ?  fore volevi dire di chi transita nel territorio lombardo, e comunque gli altri 17 milioni tra linate e orio che cosa sarebbero delle nicchie?

 

...... nessuno è così scemo da tenere aperti tre aeroporti e neppure due.

Ma neanche fare paragoni senza analizzare il contesto non mi sembra un grande segno di intelligenza, e ripeto con una logistica da terzo mondo e con la SEA che foraggia un botto di paraculi politicizzati e sindacalizzati dovremmo penalizzare Ryan Air su BGY e soprattutto i loro passeggeri? ahhh ma sono una nicchia.


.... significano maggiore connettività aerea per quei territori a discapito del nostro.

intanto grazie a ryanair in sardegna abbiamo un botto di connettività europea anche invernale (facendo scalo proprio a BGY, oltre che ciampino e pisa), con enormi benefici ed in ogni caso ryanair sta iniziando ad operare su aeroporti maggiori (che magari non costano un culo di soldi) dove c'è connettività intercontinentale, ad ogni modo in nazioni dove ci sono trasporti che ti portano facilmente su scali maggiori.

 

così come alla chiusura di Orio spostando i voli low cost - se proprio gli si vuole lasciare un aeroporto dedicato- per esempio a Brescia,

 ryanair ha fatto un magia per l'aeroporto che era praticamente inesistente per il territorio e tutti noi, nelle condizioni da delirio in cui ci hanno fatto sempre vivere (sino ai tempi di burlando, in molti periodi dell'anno noi sardi non trovavamo un volo neanche a pagarlo oro se non prenotavi almeno una settimana prima, non solo secondo burlando oltre a pagare un cagliari milano 600mila lire, dovevo anche pagarmi 100mila lire di taxi da malpensa).

 

Ma siiii spostiamo anche ciampino a viterbo, PERCHè NELLE ALTRE NAZIONI NON SONO SCEMI!!!! .... e ci troveremo costretti a passare da fiumicino, l'aeroporto più odiato d'italia

 

che continuano a balterale ci concorrenza senza capire un accidenti di trasporto aereo, che sono gli unici per cui Linate è più comodo.

INDIPENDENTE dal singolo ambito verticale si continua ad applicare trasversalmente  il modello più diffuso in italia IL ..... DEGLI ALTRI.

Come forse avrai notato, su questo sito ci qualifichiamo con nome e cognome. Tu sei

l'unica ad abbreviare il cognome. Indicando il tuo cognome per esteso, eliminerai il sospetto  che tu abbia interessi pre-costituiti nella questione Malpensa.

 

Per brevita' -- preferisco giocare con mio figlio che rispondere a qualcuno

che mi da' gratuitamente dell'incapace senza neanche firmarsi con nome e cognome -- mi  limito ad alcune osservazioni.

 

Nessuna compagnia è disposta a mettere intercontinentali a Malpensa diversi da quelli che la sola domanda generata dal bacino produce per il semplice fatto che mancano transiti. E i transiti mancano perché se una compagnia volesse produrne, dovrebbe mettere a Malpensa un gran numero di voli di breve e medio raggio da città come Napoli, Catania, Bari, Palermo, Cagliari, ecc., possibilemnte concentrati in poche fasce orarie nel corso della giornata. Ma con Linate e Orio, qualunque compagnia non risucirebbe a riempire sufficientemente i voli da quelle città perché i soli passeggeri destinati a colleamenti intercontinetali non bastano se non ci si aggiunge passeggeri che invece devono fermarsi a Milano e dintorni, cioè quelli che vanno a Linate e Orio. 

 

Quindi secondo te i 95 napoletani che usano l'aereo per andare a parlare con clienti a 

Milano devono atterrare a Gallarate affinche' i loro 5 concittadini che volano a Bangkok

possano fare la connection a Malpensa piuttosto che a Monaco? Interessante. 

 

E chi li dovrebbe portare da Capodichino a Malpensa e di qui a Bangkok? Alitalia forse?

Ti sei chiesta perche' questi 5 napoletani dovrebbero scegliere di volare con Alitalia

via Malpensa piuttosto che Lufthansa via Monaco? Pensi che siano masochisti? Hai

qualche ragione di riterenere che ne trarrebbero un vantaggio economico?

 

L'altro fatto rilevante, di cui sei ovviamente al corrente vista la tua estrema competenza, e' che la maggiorparte del traffico di lungo raggio che si origina in Italia non viene da Napoli, Catania, Bari, o Palermo, bensi' dal centro-nord. Cioe' viene da posti come Torino (140 km da MXP), Genova (190 km), Bologna (265 km), Verona (200 km). Posti da cui il trasferimento per Malpensa via gomma o rotaia e'  lento e scomodo, mentre il collegamento aereo e' altamente inefficiente (se si esclude la modalita' turbo-prop). Torinesi, Genovesi, Bolognesi, e Veronesi non useranno mai MXP per un volo a lungo raggio se hanno la possibilita' di andare a CDG o FRA. Non conviene a loro e non conviene ai vettori.

 

Mi compiaccio dei tuoi interventi, cosi' come di quelli di Francesco Lovecchio. Infatti

ho scritto il pezzo per mettere in luce coloro che, come voi e quelli che governano il

paese, non hanno riguardo alcuno per i consumatori.

grazie

elena d.p. 18/9/2012 - 01:19

Gentile Clementi, mi rammarico sinceramente se qualche parte del mio commento dovesse averla offesa e naturalmente ringrazio per la risposta, benché limitata ad alcune osservazioni che ho naturalmente letto con attenzione.

Non ho onestamente capito quale possa essere l'utilità di conoscere nome e cognome degli interlocutori, soprattutto sul web, media che, potremmo dire, ha legittimato l'anonimato anche come forma che può consentire maggiore libertà d'espressione. Del resto, se pure fossi guidata da qualche interesse (condizione peraltro naturale), non credo che tale circostanza possa in alcun modo essere d'impedimento alla valutazione dei contenuti delle mie affermazioni, giuste o sbagliate che siano, né al dialogo con l'autore quanto con gli altri lettori. La lascerò pertanto nel dubbio, convinta che saprà considerarla questione del tutto irrilevante ai fini dell'utile dialogo.

Per entrare nel merito:

"Quindi secondo te i 95 napoletani che usano l'aereo per andare a parlare con clienti a
Milano devono atterrare a Gallarate affinche' i loro 5 concittadini che volano a Bangkok
possano fare la connection a Malpensa piuttosto che a Monaco? Interessante."

Esattamente. Non vedo perché quegli stessi 95 napoletani che abbiano clienti anche nel centro di Monaco possano tranquillamente affrontare 38 o 43 minuti di S-Bahn 8 o S-Bahn 1 a 10 euro colà e invece trovino insopportabile farsi 29 minuti di Malpensa Express a 11 euro a Milano. La differenza è che a Monaco gli altri 5 trovano il volo per Bangkok mentre a Milano No (per al verità sì, ma se anziché bangkok parlassimo di Chennai invece No). Ed è esattamente questo il prezzo che si paga per tenere due aeroporti aperti insistenti su un bacino di domanda delle dimensioni di quello di Milano, unica città in Europa a farlo, infatti.

Se poi è vero - come è vero - che le S-Bahn di Monaco per quanto più lente siano molto più frequenti, allora mi sembra assai più costruttivo porsi il problema di come aumentare le frequenze del Malpesa Express, quanto costi e chi debba sostenere quel costo.

"E chi li dovrebbe portare da Capodichino a Malpensa e di qui a Bangkok? Alitalia forse?
Ti sei chiesta perche' questi 5 napoletani dovrebbero scegliere di volare con Alitalia
via Malpensa piuttosto che Lufthansa via Monaco? Pensi che siano masochisti? Hai
qualche ragione di riterenere che ne trarrebbero un vantaggio economico?"

Non mi pare di aver mai fatto cenno ad Alitalia che onestamente considero sia stata una vera e propria sciagura per lo sviluppo del trasporto aereo di questo paese. Come lei saprà, in Europa il trasporto aereo è completamente liberalizzato, il Capodichino-Malpensa lo potrebbe fare qualunque compagnia europea (era esattamente il tentativo compiuto da Lufthansa, abortito - per loro stessa ammissione - oltre che per l'esplosione della crisi proprio per la presenza di Linate), eventualmente la stessa che da sola o in accordo con altre decidesse di avviare il Bangkok su Malpensa (e qui sì, salvo clausola comunitaria presente nel bilaterale con la Thailandia o impegno diretto di Thai nel collegamento serve un AOC italiano). Naturalmente i nostri 5 napoletani globtrotter sarebbero liberissimi di volare con Air Dolomiti a Monaco, con Lufthansa a Francoforte, ecc, ma avrebbero un'opzione in più via compagnia XY su Malpensa, magari più conveniente, dal momento che tariffe aeroportuali e tasse aeroportuali a Malpensa (e in Italia in generale, sono largamente inferiori alla media applicata negli scali europei).

"L'altro fatto rilevante, di cui sei ovviamente al corrente vista la tua estrema competenza, e' che la maggiorparte del traffico di lungo raggio che si origina in Italia non viene da Napoli, Catania, Bari, o Palermo, bensi' dal centro-nord. Cioe' viene da posti come Torino (140 km da MXP), Genova (190 km), Bologna (265 km), Verona (200 km). Posti da cui il trasferimento per Malpensa via gomma o rotaia e' lento e scomodo, mentre il collegamento aereo e' altamente inefficiente (se si esclude la modalita' turbo-prop). Torinesi, Genovesi, Bolognesi, e Veronesi non useranno mai MXP per un volo a lungo raggio se hanno la possibilita' di andare a CDG o FRA. Non conviene a loro e non conviene ai vettori"

Questo è senz'altro vero. Circa 2/3 della domanda di trasporto aereo complessiva è generata nel Nord Italia (in termini di valore, non di volumi), metà della quale dalla sola area di Milano. Proporzioni ulteriormente accentuate se si guarda al traffico business, a quello intercontinentale e, se possibile ancor più, a quello cargo. Ed è senz'altro vero che le cosiddette "fughe" da altri scali del Nord Italia non verrebbero meno. Però:
- con un aeroporto nel Nord Italia capace di una buona offerta intercontinentale (e le dimensioni della domanda locale misurabile su Linate e su Malpensa ne sono già un ottimo presupposto) quell'aeroporto sarebbe nelle condizioni (come lo è stato persino ai tempi del claudicante hub di Alitalia) di attirare traffico di transito da altri paesi europei, competendo talvolta per vantaggi connessi alla posizione (per le rotte verso il Sud del mondo per quanto siano poche), vuoi per caratteristica dell'offerta commerciale (peraltro avvantaggiata da tariffe aeroportuali particolarmente basse comparativamente agli altri grandi scali europei);
- di fronte a infrastrutture di collegamento a terra decisamente migliorate nel corso degli ultimi anni (per esempio con la bretella autostradale di collegamento all'A4 i tempi per raggiungere Malpensa dal Piemonte si sono decisamente ridotti) non è detto che il passeggero di Torino, di Genova, di Bergamo o Bologna (1 ora 30 minuti con il servizio Frecciarossa inserito sperimentalmente) non decida di preferire 1 o 2 ore di viaggio in auto e treno per imbarcarsi sul volo diretto, anziché 1, 2 ma spesso anche più ore di attesa in transito in un altro scalo;
- per quanto pochi siano, i passeggeri provenienti da destinazioni di breve-medio raggio dal Mezzogiorno possono essere quelli che fanno la differenza per destinazioni (o per l'aggiunta di frequenze su destinazioni già servite) in prossimità della soglia load factor necessaria a renderli economicamente sostenibili;
- con un'offerta intercontinentale appena decente non è escluso che ricomparirebbero a Malpensa anche destinazioni del Nord Italia (parte delle quali peraltro presenti propria a Linate come Trieste), esattamente come c'erano fino al 2008 (tra cui peraltro proprio Bologna, Venezia, Firenze e persino Genova).

Penso che la disponibilità di una maggiore connettività aerea diretta, soprattutto intercontinentale, sia - al contrario di quanto afferma lei - una forma di grande riguardo nei confronti dei consumatori, business o leisure, passeggeri o clienti per traffico merci. Penso anche che - tanto più in questo momento - tentare una assetto diverso degli aeroporti milanesi che consenta sviluppo del traffico aereo sia anche un gran riguardo nei confronti di imprese e lavoratori e, in fin dei conti, anche dei contribuenti.
Penso che tacciare una proposta di riorganizzazione di un sistema aeroportuale assolutamente analoga (e anzi per la verità molto più blanda) di altre avvenute in un paese come la Germania (di cui tutto si può dire tranne che sia un baluardo di socialismo reale, o, tanto meno, che non disponga di un'economia leggermente più solida di quella italiana) sia francamente privo di qualunque fondamento.
E penso che se ovunque in Europa - Europa, mica Cina o Cuba - le città che abbiano domanda di trasporto aereo non troppo diversa da quella del bacino dell'area di Milano dispongano sempre di un solo scalo o tutt'al più di un secondo scalo utilizzato da vettori low cost posto a 70, 80, 90, 100 e più chilometri da centro, una buona ragione ci debba pur essere, soprattutto perché tutte quelle città sono in grado di offrire un servizio talmente migliore di quello che offre il sistema aeroportuale milanese e italiano che i milanesi e gli italiani preferiscono in misura superiore ai passeggeri di qualunque altro paese servirsene.

Scusandomi per essere stata, ancora una volta, prolissa, saluto cordialmente
e.d.p

Anonimato

andrea moro 18/9/2012 - 03:27

L'anonimato in questo sito e' permesso ma scoraggiato. Che sia altrove tollerato ha poca importanza, visto il differenziale di qualita' dei commenti fra noisefromamerika ed il resto del web. In alcuni casi, serve a proteggere chi scrive da situazioni delicate. Quasi sempre pero' viene usato da sedicenti esperti come modo per attaccare senza veramente metterci la faccia e la propria reputazione. In sostanza, sei libera di rimanere anonima, ma, almeno qui, ogni tuo commento verra' preso meno sul serio dai lettori. La policy completa sui commenti e' qui

Per noi sardi e tantissimi altri cittadini Ryanair e il suo modello sono un'opportunità e comodità cha sa del fantascientifico, ovvero pagare un volo quanto un taxi a Roma o un treno per chi per chi può averlo, con un livello di servizio generalmente superiore.

E' quindi estenuante dover difendere da oltre un decennio ryanair e gli aeroporti e i territori che ha fatto crescere, come quelli che sono chiaramente profittevoli o che in una analisi costi benefici dell'indotto rendono il sistema economicamente più che sostenibile. 

 

Questa difesa nei confronti di Ryanair e dei suoi aeroporti da ingiustizie e carenze italiane è ancora più estenuante perchè tocca anche combattere con una larga fetta di popolazione che odia ryanair e che fa il gioco di chi rema contro ad un efficiente e conveniente sistema di trasporto aereo.

 

PERCHE' in italia si riscontra un odio versò ryanair ad un livello che non si riscontra in nessun altra nazione europea e soprattutto anche da dei cittadini che sono anche di fascie "più elevate"?

 

Uno dei principali fattori è il non leggere le regole perchè poco propensi all'applicazione in genere e anche conoscendole pretendere delle applicazioni non conformi

 

E' infatti quello che traspare anche da questo blog e su cui ho fatto con una attività mininale una specie di test ai lettori, che avevo concluso un pò di tempo fa  facendo notare ai redattori che non esisteva una regola che imponeva la diffusione del nominativo della persona.
Il mio test durato a lungo  consisteva nel continuare a presentarmi solo con l'alias, nonostante ci fossero diffuse ed erronee indicazioni e frecciate nei commenti da parte di redattori e commentatori nei confronti di che restava anonimo di doversi dichiarare.
Il mio test non era mirato ai redattori su cui non posso valutare ma ipotizzare le problematiche di  tempo e di testa da dedicare all'organizzazione del blog, ma era indirizzata ai lettori e commentatori.
Frequentare con costanza un blog  è come entrare da ospite  a casa di un altro, quando entri frequentemente a casa di un altro devi apprendere le regole e rispettarle, in un blog apprendere le regole è facilissimo perchè trovi dei link dove ci sono regole e faq. 
Ogni volta che arrivavano le frecciate o le accuse io a volte guardavo faq e regole per verificare se erano state modificate fornendo le opportune indicazioni, queste non erano conformi e ogni volta pensavo "cacchio, ma è possibile che nessuno lo fa notare" , tra l'altro in un blog con commentatori di un livello medio un pò più elevato?

Alla fine, dopo forse un annetto,  mi sono arreso e l'ho fatto notare io in un commento di parecchi mesi fa e le regole e faq sono state inasprite, ciò nonostante denoto:

 

L'anonimato in questo sito e' permesso ma scoraggiato.

E' comunque permesso in base ad un serie di regole da voi indicate e chi rispetta le regole  non può essere oggetto di richieste al di fuori di queste, specialmente da utenti commentatori che che  pretendono l'applicazione delle loro probabilmente senza mai aver letto quelle pubblicate,  che si facciano il loro blog con le loro regole dove scrivono "nome e cognome, please"

 

Che sia altrove tollerato ha poca importanza, visto il differenziale di qualita' dei commenti fra noisefromamerika ed il resto del web. In alcuni casi, serve a proteggere chi scrive da situazioni delicate.

La qualità di cui concordo non li esime a dei italianissimi comportamenti, se devi proteggere allora  mi permetto di suggerire di definire delle regole dove c'è l'obbligo di dichiararsi e chi non vuole deve essere eccezionalmente da voi preventivamente autorizzato dichiarandosi nei vostri confronti. A chi non gli sta bene, a prescindere che sia commentatore che vuole stare anonimo o dichiarato, può tranquillamente cercare altri blog da frequentare e soprattutto non deve pretendere applicazioni di altre regole oltre a quelle indicate.

 

 Quasi sempre pero' viene usato da sedicenti esperti come modo per attaccare senza veramente metterci la faccia e la propria reputazione. In sostanza, sei libera di rimanere anonima, ma, almeno qui, ogni tuo commento verra' preso meno sul serio dai lettori. 

Io lo prendo sul serio in base alla qualità, sempre che sia in grado di valutarla, e a mio parere dovrebbe essere il parametro principale di valutazione

 

La policy completa sui commenti e' qui

L'avete ricordato ad una persona che rispetta le regole  ( non so se poi in realtà le ha lette) e non ho mai visto ricordarlo a chi ha preteso nome e cognome al di là delle regole.

L'italia mi fa sclerare, funziona tutto al rovescio

 

 

 

Come fai notare Elena non ha violato nessuna policy.

Ed infatti non abbiamo preso nessun provvedimento disciplinare. Ha chiesto perche' le si rinfaccia l' anonimato ed abbiamo risposto linkandogli la policy del sito.

Quanto alle eccezioni, si tratta di persone di cui noi conosciamo l' identita', ma per vari motivi non l'hanno resa pubblica.

E lasciami aggiungere che questo blog e' un' associazione privata, non abbiamo nessun obbligo contrattuale a rispettare alla lettera le nostre policies e ci riserviamo il diritto di fare eccezioni.

Spostamenti

amadeus 17/9/2012 - 12:36

Buongiorno,

Lei può anche suggerire di chiudere LIN e BGY per favorire il pieno ed efficiente sfruttamento di MXP, tuttavia per convincermi della bontà della sua soluzione dovrebbe anche spiegare come intenderebbe gestire tutti gli spostamenti verso MXP che, a quel punto, avverrebbero. Non esiste solo la logistica dei trasporti aerei ma anche quella dei collegamenti verso gli aeroporti. Averla ignorata è stato il peccato originale di MXP e dei suoi propugnatori. 

 

grazie

È una domanda seria? Ha già risposto elena d.p. più sopra:

Il Malpensa Express fa 131 corse al giorno dalle 4:28 alle 0:28, di queste 80 sono da/per Milano Cadorna (46 delle quali non-stop) e 51 da/per Milano Centrale (di cui 11 con fermate solo a Garibaldi e Bovisa).

Ripeto con parole mie: Malpensa è collegato tutto il giorno con treni ogni 30 minuti alla Stazione Centrale di Milano (e da lì via ferrovia con tutta Italia), e con treni ogni 30 minuti alla stazione Cadorna (pieno centro), entrambi i percorsi con fermate intermedie per interscambiare con treni suburbani (Bovisa, Garibaldi) e linee metropolitane. Linate invece è collegata con una misera linea bus locale, la 73 che parte da San Babila e non incrocia nessuna altra linea di trasporto su ferro. Non parliamo di Orio. In altre parole Malpensa è raggiungibile con i mezzi pubblici molto più comodamente di Linate, specialmente da tante zone di Milano stessa e provincia.

 

Anche per il traffico privato, Malpensa è collegata via superstrada al sistema autostradale nazionale addirittura a due autostrade, mentre per Linate ci si infogna direttamente nel traffico cittadino. Quindi dire che non si è fatto niente sui trasporti è falso (al massimo, che si era in estremo ritardo quando fu inaugurato Malpensa 2000).

 

Il vantaggio di Linate non sta manco per niente nelle infrastrutture di trasporto, bensì semplicemente nella sua posizione felice a 6 km dal Duomo e (questo in comune con Orio) nel trovarsi in posizione più baricentrica nella Pianura Padana invece che a casa del diavolo come Malpensa. Possiamo strapparci i capelli per aver costruito un aeroporto con velleità intercontinentali laggiù, ma non so quanto sia utile questa polemica per risolvere la questione.

 

Sulla problematica economica non ho niente da aggiungere visto che ho molto più da imparare leggendo il post e i commenti.

 

Fabrizio

Andare a Linate da San Babila costa 1,5 euro, mentre andare a Malpensa con l'Express costa 11 euro. Ma questo è irrilevante no?

Che c'entra Alessio? Si sta parlando di connessioni e sotto questo punto di vista Munchner fax a ragione da vendere. Linate a pessimi collegamenti (prova ad arrivarci la sera e ad abitare fuori Milano) ma un'ottima posizione che purtroppo gli impedisce di ingrandirsi ulteriormente. Invece Malpensa a discreti collegamenti, ma pessima posizione (in generale rispetto al bacino d'utenza, per me personalmente è fantastica).

In merito al tuo appunto non è mica che tutti quelli che prendono l'aereo abitano a Milano centro, se usi i mezzi viaggi con valigie e non sei pratico forse preferisci arrivare in centrale piuttosto che in San Babila.

Poi se arrivi di sera senza auto Linate è veramente pessima.

Giusto, finché il centro del mio mondo è San Babila. Se l'obiezione è questa, allora propongo di chiudere via Larga al traffico e farci una bella pista aeroportuale, così ci si arriva addirittura a piedi e aggràtis. :-) Ok, con questa battuta magari mi sono delegittimato, ma restando seri, invece io posso portarti a controesempio tutta una serie di itinerari che non partono da San Babila ma dalla periferia o provincia di Milano in generale o anche nord Italia (perché non è che tutti partano o vadano in centro a Milano, ci sono aziende, industrie, uffici e abitazioni private pure fuori) in cui è più comodo andare a Malpensa e gli 11 euro potrebbero essere niente rispetto al fatto che per andare a Linate dagli stessi punti fuori dal centro l'unica alternativa ragionevole (considerando tempi di viaggio, traffico, bagagli al seguito) è il taxi o l'auto privata, con costi aggiuntivi per la corsa o per il parcheggio in aeroporto.

Comunque ripeto che non intendo entrare nel merito dell'articolo perché non ne ho assolutamente le competenze, né il mio intervento vuole essere per forza a favore o contro la chiusura di Linate. Mi premeva di respingere l'obiezione che non ci siano i collegamenti per Malpensa; e io a quello ho risposto, non a obiezioni sul loro costo. O ho capito male? Non fatemi bruciare i miei tre commenti in questa maniera a forza di distinguo non necessari :-) Peraltro, possiamo portare svariati esempi nel mondo (Monaco, Berlino i primi che mi vengono in mente) dove l'aeroporto è stato portato più distante dalla città e il prezzo del trasporto pubblico è cambiato di conseguenza. E quindi? Probabilmente non è il biglietto del tram il criterio giusto o almeno l'unico da considerare, sbaglio?

Fabrizio

Domande serie

amadeus 17/9/2012 - 14:01

Premessa: quando sarebbero serviti di più, ovvero al momento del lancio del nuovo aeroporto,  i collegamenti non erano ancora pronti. Questa è una ulteriore dimostrazione della bravura e lungimiranza dei protagonisti.

 

La situazione di oggi è ancora carente: a) perchè il MXP Express ci impiega ancora troppo tempo a percorrere il tragitto  (e non è nemmemo sempre in orario) b) il percorso in taxi è troppo caro (ad esempio tu ben saprai che a MUC bastano 60-65 euro) contro i 90 di MI (che però sono una tariffa agevolata che riguarda la città e non l'hinterland che ne avrebbe maggiormente bisogno).  c) per il parcheggio nei pressi dell'aeroporto servono quasi 30 euro al giorno. Lasciamo stare il paragone con LIN.

In ogni caso la mia domanda era di immaginare cosa accadrebbe se venissero chiusi LIN e BGY, come proposto da Edp, senza dimenticare che MXP aveva l'ambizione di diventare il principale aeroporto del nord Italia e non solo di Milano e senza dimenticare che i monopolisti non fanno sconti.

 

Se vogliono provare a  pianificare possono farlo a condizione che rispondano alle domande.