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Quanta flessibilità è necessaria?

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Credo tu non abbia ben capito lo spirito del mio commento: il punto era affermare che il lavoro è una merce e quindi lo è pure il lavoratore, che ci piaccia o no. Sarebbe ipocrita negarlo. Poi, se pensiamo – come pensa Avvenire e come penso io – che la persona che necessariamente è associata al lavoratore vada tutelata e non affidata solo all’efficienza del mercato (che non solo non tutela necessariamente i singoli individui, ma che è anche di fatto non implementabile in modo realmente ideale nel mondo reale) allora bisogna accettare il principio che la collettività deve pagare un prezzo alla tutela dell’individuo. Quanto? Come? Dove mettere l'asticella? Ci sono molte strade e ne ho citate alla rinfusa alcune – non era un programma!!!!!