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Quanta flessibilità è necessaria?

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La novità del nuovo testo è che l'inesistenza del giustificato motivo oggettivo, accertata dal giudice, determina solo il pagamento di un'indennità tra le 15 e le 27 mensilità e non più il reintegro. Prima del licenziamento è prevista una procedura di conciliazione in cui il lavoratore è assistito dai sindacati. Se la conciliazione produce la risoluzione consensuale del rapporto, il lavoratore sarà aiutato nel ricollocamento. In caso contrario si andrà dal giudice con le conseguenze già dette. La Cisl e la Uil hanno chiesto che nel testo venga specificato che se nel processo emergono motivi diversi da quello economico, cioè «discriminazioni, abusi, irregolarità nelle procedure o motivi disciplinari», il giudice annulli il licenziamento. Il governo sembra orientato a accettare la formulazione che, qualora il licenziamento rientri sotto la fattispecie disciplinare o discriminatoria, se ne applichi la relativa discliplina

se è come detto sopra la nuova legge non cambia nulla anche per i licenziamenti per motivi economici (tranne forse che si parla solo di criteri economici oggettivi e non c'è menzione di quelli soggettivi quali inidoneità sopravvenuta alla mansione, scarso rendimento, eccetera); e la condizione:

 

qualora il licenziamento rientri sotto la fattispecie disciplinare o discriminatoria, se ne applichi la relativa discliplina

 

dovrebbe essere a mio avviso automatica in quanto se non si ravvisa la motivazione economica questa serviva solo a nascondere un fine discriminatorio (ci sarà pure una ragione per il licenziamento?) Non fosse così per sfuggire all'obbligo di reintegro basterebbe giustificare ogni licenziamento con motivi economici.

Pertanto non cambierà nulla: infatti se il motivo economico sarà riconosciuto dal licenziato o dal giudice il licenziamento sarà ritenuto valido ed al lavoratore sarà corrisposta un'indennità maggiore (da 15 a 17 mesi invece che da 2,5 a 10 di prima)

Se il motivo invece non sarà riconosciuto il licenziamento non potrà che essere discriminatorio (gli eventuali motivi disciplinari avrebbero dovuto costituire la motivazione da subito, mentre solo quelli discriminatori sono inconfessabili e devono per forza scaturire dall'analisi dei motivi addotti); diverrebbe  irrilevante chi ha l'onere della prova, per cui ci sarà il reintegro (con ampliamento dei motivi che determinano discriminazione )

Non cambia, nulla quindi se non in meglio per i lavoratori, e la durata dell'iter giudiziario, e quindi dell'incertezza, rimane immutato.

Chiedo ad avvocati e giudici di Nfa dove sbaglio e sbaglio di sicuro poichè questi grandi professori non possono essere così naif.

Aspettiamo in ogni modo il testo definitivo.

Credo che alcune affermazioni che fai non siano corrette, almeno per come io ho capito il testo pubblicato sul Corriere della Sera. Ad es. tu dici che "se non si ravvisa la motivazione economica questa serviva solo a nascondere un fine discriminatorio"; sara' anche cosi', ma la conseguenza che ne trai, e cioe' il reintegro, non e' per niente scontata perche' a quel punto l'onere di dimostrare che ci sia stata una discriminazione spetta al lavoratore e non mi sembra che ci sia un automatismo in tal senso. Se non sei un sindacalista, una donna incinta, di colore, ebreo, gay, ecc. non e' sicuro che il giudice ritenga si tratti di disciminazione. A quel punto vieni indennizzato ma perdi il posto, una bella differenza rispetto a prima quando il giudice aveva a disposizione il reintegro. Anche a proposito della durata dell'iter giudiziaro nel testo pubblicato si dice una cosa diversa da quella che dici tu, e cioe' che verra' istituito un canale preferenziale; ovviamente sei libero di non crederci, neanche io ci credo, pero' bisogna dare almeno il beneficio del dubbio. Come gia' detto da qualcuno in un commento precedente credo poi che praticamente spariranno i licenziamenti disciplinari perche' l'azienda non vorra' rischiare il reintegro che in questo caso e' ancora previsto. Alessandro.

Credo che alcune affermazioni che fai non siano corrette

Ciò che tu sostieni è ciò che sostengono giornali e tv e naturalmente sindacati e PD altrimenti non avrebbero montato il caso.

Io applico la logica: la legge sembra contemplare solo tre motivi per il licenziamento: se io vengo licenziato per motivi economici e in giudizio si conclude che questi motivi non sussistono è evidente che il motivo sarà uno dei due rimanenti. Non essendomi stata contestata alcuna infrazione disciplinare resta solo la discriminazione. Il mio difensore soddisferà l'onere della prova a mio carico con il precedente ragionamento. (fra l'altro è molto strano che l'onere della prova di una affermazione, pur implicita, sia lasciata a carico di chi è oggetto della affermazione: ti immagini se i daffamati dovessero provare loro che le affermazioni del presunto diffamatore sono false? Se cerchi con google "affirmanti incubit probatio" ti ritorneranno risultati in tutte le lingue, il che dovrebbe significare che è così dappertutto. 

Forse il problema è che esistono altri motivi alla base di una lettera di licenziamento oltre i tre contemplati, per esempio l'errore, il fatto che il dipendente se la spassi con la moglie (consenziente) del datore di lavoro, .....

Una storia:  in albergo c'è in vacanza un "sciur Brambilla"; un giorno arriva un suo dipendente: all'imprenditore dà già fastidio che un suo dipendente soggiorni nello stesso albergo ma la sua indignazione sale alle stelle quando si accorge che il dipendente ha una macchina più costosa della sua tanto che afferma più volte che lo avrebbe licenziato. Lo facesse veramente in quale delle tre tipologie previste dalla legge inquadreresti un simile licenziamento? Io in nessuna ma credo sia da reintegro.

I nostri professori vogliono fare i primi della classe in tutto ma a volte inciampano: se veramente Monti spera di stupire in Oriente sventolando questa legge forse non conosce Singapore, China, Malesia, Filippine. Da quelle parti non stupirebbe neppure una legge che permettesse di licenziare senza l'obbligo di alcuna motivazione.

Mi rifiuto però di credere che siano così naif da una parte e dall'altra per cui penso che quanto sta succedendo, alla faccia dei tecnici, abbia motivazioni politiche molto serie e profonde.

 a proposito della durata dell'iter giudiziario

E' già la seconda volta che i nostri propongono corsie preferenziali: avanti così istituiranno un nuovo "Cicerone" (la marca d'urgenza) che poichè la pagano tutti vale come valevano le raccomandazoni di Andreotti per il militare. 

spariranno i licenziamenti disciplinari perche' l'azienda non vorra' rischiare il reintegro

non solo; fosse come dici tu basterà addurre motivi economici anche inesistenti per fare sparire il reintegro. Questa dovrebbe essere anche la prova che l'attuale interpretazione  di radio, tv, giornali, CGIL, Bersani molto probabilmente non è corretta.

Ho visto un intervento dell'avvocato Pontiroli, mi piacerebbe conoscere il suo punto di vista.

Scusami ma forse ti è sfuggito che il risarcimento spetta solo in caso di licenziamento economico immotivato, altrimenti al lavoratore licenziato non spetta nulla. Una simile formulazione presuppone che per il legislatore un licenziamento economico possa essere immotivato (e quindi meritevole di risarcimento), ma non discriminatorio (altrimenti il licenziamento sarebbe pacificamente nullo) Ed ecco il motivo per cui i licenziamenti disciplinari praticamente spariranno: non danno al datore di lavoro alcun vantaggio nel probabile caso in cui il dipendente ricorra contro il licenziamento (e perchè non dovrebbe? Che ci perde?)

Oggi sempre sul Corriere scrivevano questo: "La causa abbreviata deve permettere al giudice di accertare prima se realmente la ragione del licenziamento è economica. Se questo aspetto non è accertato il licenziamento verrà dichiarato nullo, se è confermato, si passerà alla quantificazione dell'indennizzo che va da 15 a 24 mensilità." da cui sembra che alla peggio il lavoratore si prenda comunque un indennizzo. Sinceramente mi sembra una interpretazione fuorviante perche' sembra che l'azienda non possa mai avere ragione dal giudice. Il punto e' che quando scrivono "se e' confermato, si passera' alla quantificazione" dovrebbero invece scrivere "se e' confermato che si tratta di un licenziamento per cause economiche ritenuto illegittimo, si passera' alla quantificazione". Sono cioe' d'accordo con il commento di Giuseppe Ferrari qui sopra. In ogni caso, visto il livello di confusione, credo che bisognera' aspettare il testo definitivo. Alessandro PS Carina la storia dell'albergo.

Inoltre

Giuseppe Ferrari 26/3/2012 - 11:23

Se il principio di base della proposta governativa fosse stato "licenziamento giustificato da diritto all'indennizzo, licenziamento ingiustificato al reintegro":
1) non si capisce l'effetto della distinzione tra licenziamento disciplinare e quello economico;
2) perchè non fissare ex lege l'indennizzo, liberando risorse del sistema giudiziario per altri scopi?

In ogni caso, concordo che, a questo punto, bisognerà aspettare il testo definitivo presentato in aula per capirci qualcosa.