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Quanta flessibilità è necessaria?

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L'articolo che hai citato fa una descrizione positiva della situazione - cresce l'intermediazione informale - dopodiché senza uno straccio di dato butta li' che "livelli di intermediazione informale così alti – anche tra le posizioni lavorative elevate – rappresentano una implicita selezione avversa rispetto ai talenti e al merito". Io direi che "possono rappresentare", al massimo. Se mio figlio ha un double degree program MIT-Caltech non credo che assumendolo stia generando adverse selection.

Tra l'altro vorrei sottolineare codesto passaggio meraviglioso, che dice parecchio sull'approccio ideologico dell'autore: "Appare singolare la differente indignazione che l’ereditarietà suscita in politica e in economia. Inammissibile appare una trasmissione ereditaria del potere politico, di padre in figlio, di stampo aristocratico. Molto più tollerata è invece l’ereditarietà dei beni economici, del potere industriale, del patrimonio immobiliare. Se la prima non è più una minaccia, la seconda è un problema crescente, non nuovo, al quale la progressività del fisco, le imposte dirette e la tassa di successione ponevano un piccolo limite, svolgendo una rigenerante azione redistributiva".

Purtroppo devo disattivare l'HTML editor, ma "rigenerante" andrebbe grassettato e sottolineato. Ho parlato di Head Hunter ma mettici il termine che preferisci, chiunque offra un servizio di intermediazione si fa pagare. Ripeto, se diminuisce la domanda di lavoro a parità di offerta vi aspettate un aumento del peso relativo dell'assunzione del conoscente o una diminuzione? A me pare banale!