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Quanta flessibilità è necessaria?

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Ci sono diversi elementi della riforma riguardo ai quali vorrei avere maggiori informazioni e dettagli tecnici:

1. il tempo determinato. Rimarra' e le imprese saranno chiamate a pagare un 1.4% in piu' che verra' utilizzato per finanziare in parte gli ammortizzatori sociali. E' vero che si vuol chiedere all'impresa di pagare un prezzo per la flessibilita', ma non dovrebbero anche i lavoratori a tempo determinato ricevere un premio per accettare la flessibilita'?

2. l'ASPI. Verra' estesa a tutti. Durera' 12 mesi e vale il 75% della retribuzione lorda fino a 1.150 euro, e il 25% per la quota superiore a questa cifra, con un tetto di 1.119 euro lordi. Non dovrebbero questi sussidi essere subordinati alla partecipazione a politiche attive? Quali saranno queste politiche attive? Sara' sostenibile l'Aspi nel medio/lungo periodo?

3. i licenziamenti. Pensavo si sarebbe andati verso un costo di licenziamento crescente rispetto all'anzianita' lavorativa. Inoltre vorrei avere dettagli sull'effettiva applicazione di queste norme: chi definisce se il licenziamento e' discriminatorio? oppure ingiustificato? Se lo decide il giudice, allora non credo ci saranno grosse differenze rispetto alla situazione attuale.


Aspetto di avere piu' infomazioni per poter esprimere un parere.

Ci sono diversi elementi della riforma riguardo ai quali vorrei avere maggiori informazioni e dettagli tecnici:

 

1. il tempo determinato. Rimarra' 

Attualmente non hanno trattenute a fronte di cig ordinaria o speciale e mobilità: ecco il perchè dell'aumento dell'1,4% dei contributi.

Tu speravi dessero qualcosa ai precari? Allora non hai capito la linea di questo governo e chi ne è l'azionista con golden share. Mi aspetto che ai precari sia tolto l'1,4% per compensare il maggior esborso dei datori di lavoro, altro che avere qualcosa!

 

2-L'ASPI vale il 75% della retribuzione lorda fino a 1.150 euro, e il 25% per la quota ...

Attualmente per i lavoratori nel perimetro di chi paga cantributi per cig e mobilità, che sono spèecialmente per durara più generose dell'ASPI, le trattenute a fronte di questi istituti sono sufficienti (il fondo della specifica gestione INPS, nonostante i problemi attuali e degli ultimi due anni, è ancora in attivo); la cig in deroga (a commercio ed artigianato per lo più)  è stata pagata con i fondi FAS del Mezzogiorno. Se si unificano i trattamenti bisognerà unificare le contribuzioni: se così sarà i fondi saranno sufficienti.

 

3..... chi definisce se il licenziamento e' discriminatorio? oppure ingiustificato? Se lo decide il giudice, allora non credo ci saranno grosse differenze rispetto alla situazione attuale

 

Io penso che non cambierà quasi nulla. I datori di lavoro cercheranno di giustificare il licenziamento sempre con il motivo economico ma il licenziato potrà sempre ricorrere al giudice sostenendo che in effetti è discriminatorio. Non è che adesso il d.d.l. se licenzia per motivi discriminatori lo affermi nella motivazione. Anzi, anche se il motivo economico fosse dimostrato, il licenziato potrà sempre sostenere che l'avere scelto lui anzicchè un altro nasconde la vera motivazione discriminatoria. Quindi stessi problemi con lalunghezza della giustizia, stessa incertezza.

D'altro canto Monti non ha detto che adesso la produttività andrà alle stelle ma che sventolerà la nuova legge ovunque. La spocchia della Fornero è irritante.