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Quanta flessibilità è necessaria?

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ad esempio qui Eurostat

Attenzione i dati globali possono essere bugiardi, come dimostrato dall'esempio estrmizzato seguente:.supponimo un paese A con il 90% di impagliarori di fiaschi che costino 100 e il 10% di programmatori che costino 150: il costo medio del lavoro sarebbe 105. Supponiamo un paese B con il 10% di impagliatori di fiaschi che costino 80 e il 90% di programmatori che costino 120: il costo medio del lavoro sarebbe 116. Benchè 116 di B sia > di 105 di A il costo del lavoro di B e' minore di quello di A. Per questo non senza difficoltà ho paragonato il lavoro di due figure professionali uguali.

 

l'IRAP, ad esempio

Suvvia con questa IRAP: la parte che compete al costo del lavoro va dal 3,9 al 4,2%  del costo del lavoro pre-Irap (peraltro con generosi abbattimenti aumentati anche con la manovra Salva Italia), secondo la regione, quindi max il 4% sul costo del lavorocon IRAP.

Il costo totale del lavoro privato è stato nel 2011 486956 milioni e l'IRAP privata 23962 milion: assumendo un abbattimento medio dell'imponibile lavoro del 50% i i gettito di IRAP privata da lavoro sarebbe 10,23 miliardi, quella da altra base imponibile 13,73 miliardi che è una tassa e non ha nulla a che fare con il lavoro. Questa idisincrasia nei confronti dell'IRAP (peraltro inventata ed applicata da tempo dai francesi che la chiamano taxe professionnelle) deriva a mio parere dal fatto che è un imposta più difficilmente evasibile dell'IRE e dell'IRES  (se si gonfiano i costi IRE e IRES scendono mentre l'IRAP aumenta). Peraltro confrontando le dichiarazioni IRAP e IRES si possono scoprire sospèetti evasori, ma questo non è purtroppo praticato.

 

 

 

trasporti inefficienti, burocrazia ottusa e incompetente, nonchè vessatoria, giustizia lenta ed inefficace

Qui hai ragione da vendere: io aggiungerei anche: pizzi da mafie classiche, politiche e amministrative, pressione fiscale, pizzi da libere professioni (facilitate dalla legge), costo dell'energia. 

 

FIAT volesse portare gli stipendi di Pomigliano ai livelli tedeschi

Anche qui hai ragione: la produttività in termini di v.a. di un'ora usata per montare una Panda è ben minore di quella di un'ora usata per montare una Golf. Non dimenticherei neppure la saturazione degli impianti, spesso insaturi per cattiva programmazione degli investimenti.

 

Ma questi due ultimi punti primo non sono colpa dei lavoratori, secondo è illusorio pensare di continuare a compensarli, mentre continuano a peggiorare, riducendo il costo del lavoro.

 

Altrettanto illusorio è aumentare l'occupazione riducendo il costo del lavoro: un imprenditore sano assume perchè ha bisogno di più lavoro non perchè costa meno ed ha bisogno di più lavoro se riesce a vendere di più. Già oggi con gli impianti lontani dalla saturazione il costo incrementale di extra produzione è più basso del costo della produzione corrente per cui ci fosse il mercato si produrrebbe di più anche assumendo.

Se un ruscello ristagna alla sorgente e il problema è una stretta alla foce (mercato) il problema non si risolve allargandolo alla sorgente (politiche di ingresso al mercato del lavoro).

Ecco perchè la Fornero e il professore dovrebbero perdere meno tempo con l'articolo 18 ed indirizzare invece seriamente i problemi esposti sopra. 

I Agree

marco esposito 20/3/2012 - 21:12

Concordo su tutto,  ti specifico solo che l'IRAP è vista come il fumo negli occhi perchè la paghi anche se sei in perdita. Non propriamente una tassa quindi, ma un balzello a prescindere.