Titolo

Quanta flessibilità è necessaria?

1 commento (espandi tutti)

dobbiamo anche ricordarci che in Germania la produttivita' del lavoro e' piu' alta e continua ad aumentare. Inoltre il Pil e' cresciuto negli ultimi anni. In Italia abbiamo una situazione di stagnazione da anni. Quando c'e' crescita, tutto e' piu' facile. E anche se finalmente verra' passata questa riforma del lavoro in Italia, se il paese non comincera' a crescere, i miglioramenti saranno limitati. Sicuramente tra le cause possiamo includere, come dici tu Francesco "lentezza della giustizia civile, scelte produttive che privilegiano i prodotti a bassa tecnologia e scarso valore aggiunto, mancanza di un welfare adeguato per anziani e bambini piccoli, gap nord-sud, carenze del sistema formativo, bassa mobilita' sociale, etc."

 

Per l'appunto. Ma allora perche' far intendere che i bassi stipendi, la bassa occupazione femminile e quant'altro sono principalmente imputabili alla rigidita' ed alla dualita' del mercato del lavoro come fai nel tuo articolo (Come siamo arrivati fin qui?

Poi puo' anche essere che una volta arrivati fin qui per tutta una serie di altre ragioni che anche tu riconosci qui sopra, la soluzione piu' praticabile per uscire dalla stagnazione sia attaccare dei diritti che, a differenza di francesi e tedeschi, non possiamo piu' permetterci. Sono pronto anche a prendere in considerazione l'idea. Pero' forse sarebbe meglio presentare la questione in questi termini, o no?

 

A parte che tu stessa riconosci che senza altre riforme i miglioramenti saranno molto limitati. E mi chiedo, considerato che l'Europa ci chiede pure di ridurre i tempi della giustizia civile (e molte storture del mercato del lavoro non sono implicabili tanto all'articolo 18 ma ai tempi e i modi della sua applicazione nelle aule di tribunale), come mai il governo Monti non mostra altrettanta sollecitudine in questa direzione?