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Quanta flessibilità è necessaria?

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Non so se esista una via maestra. Di certo è una delle cose più importanti da fare. Attento al modello superfisso: la differenza di produttività è dovuta in gran parte a quantità e qualità degli investimenti, e questa dipende in buona misura dal mercato del lavoro.

Non ho in testa nessun modello superfisso che da queste parti si ama giudicare come il bau-bau.

Ma non sono per nulla sicuro che gli investimenti in lavori ad alta produttivita' siano principalmente fermati dalla rigidita' del mercato del lavoro. Che prove empiriche ne hai?

E come mai in Francia e Germania il problema degli investimenti non sembra essere altrettanto forte? Non sara' che fattori limitanti molto piu' importantio sono i) la corruzione ii) la burocrazia inefficiente iii) i tempi biblici della giustizia civile?

 

E nota che gli organismi internazionali non ci chiedono solo di riformare il mercato del lavoro, ma anche di recepire le normative europee sulla corruzione e di abbattere i tempi della giustizia civile (cosa che, peraltro eliminerebbe enormemente molte storture dell'attuale mercato del lavoro senza intaccare i diritti formali dei lavoratori). Pero' di questo non si parla e' si e' deciso di iniziare dal mercato del lavoro. Come mai?Io in questo dibattito ci vedo una scelta ideologica.

Senza contare che sembra che pure questo governo, tanto per cambiare, riesca a bastonare solo i piu' deboli, pensionati e dipendenti.

Vorrei aggiungere, sommessamene, che con i quattro scudi fiscali (condoni mascherati) di Voltremont 2001 65 miliardi (1,5 per lo stato), 2003 12,5 miliardi (0,5 per lo Stato), 2009 95 miliardi (5 per lo Stato) 2010 9 miliardi (0,64 per lo Stato) per un totale di 181,5 miliardi, non sono serviti per nuovi investimenti che avrebbero potuto aumentare la produttività delle imprese, ma sono stati utilizzati per acquisto immobili e investimenti finanziari.

Ma non sono per nulla sicuro che gli investimenti in lavori ad alta produttivita' siano principalmente fermati dalla rigidita' del mercato del lavoro. Che prove empiriche ne hai?

Nessuna. Tranne la logica elementare: mi contesti forse che un mercato del lavoro piu flessibile è piu conveniente per il potenziale imprenditore? Principalmente l'hai aggiunto tu, io non l'ho scritto.

E come mai in Francia e Germania il problema degli investimenti non sembra essere altrettanto forte? Non sara' che fattori limitanti molto piu' importantio sono i) la corruzione ii) la burocrazia inefficiente iii) i tempi biblici della giustizia civile?

Sull' importanza relativa non mi pronuncio, di sicuro sono fattori molto importanti, e vanno affrontati. Sono anche molto piu difficili da risolvere, visto che richiedono il cambiamento di iii) leggi, magistrati e tribunali ii) leggi & burocrati i)elettori ed eletti.

Io il furore ideologico lo vedo soprattutto in chi insiste a cambiare SOLO il mercato del lavoro o non è disposto a toccarlo prima di aver realizzato il paradiso in terra.

 

 

Ma non sono per nulla sicuro che gli investimenti in lavori ad alta produttivita' siano principalmente fermati dalla rigidita' del mercato del lavoro

 

un alto costo del lavoro dovrebbe nuocere alle attività semplici ad alto contenuto di lavoro.

le attività di punta sono caratterizzate da alto contenuto di cervello e di capitale (attrezzature): l'incidenza del lavoro diretto è spessomolto bassa.

 

 

Le attività di punta spesso iniziano come startup innovative o espansione di gruppi esteri.

In entrambi i casi la rigidità in uscita è un forte deterrente. E la flessibilità a colpi di cococo non è interessante.

Infatti il il regno delle startup è silicon valley, con costo del lavoro ai massimi mondiali e grande libertà di licenziamento.