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Quanta flessibilità è necessaria?

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Non intendo confutare i tuoi dati (anche se credo che sulla PPP fai un pò confusione fra livello assoluto e percentuale di incremento, ma non è il punto), perchè euro più o euro meno i conti a me tornano: l'operaio italiano costa meno di quello tedesco, e  anche di quello francese, nella replica a Marcello Urbani ho meso i link Eurostat.

 

Per scelta non ascolto i dibattiti, nè le tribune, quindi non sento Magnaschi, credo/spero che  questa gente intenda ragionare sulle percentuali e non sui livelli assoluti, ovvero fatto 100 il salario all'azienda italiana costa 200, invece in Germania fatto 100 costa 180, è un comodo stirarsi sulla statistica, ma non è illegale, solo che lo si dovrebbe chiarire.

 

Il mio giudizio sulla comparazione è sempre nel commento a Marcello Urbani: serve a poco, se non a chiarire che il punto non è:
"Quanto mi costa un dipendente",

quanto piuttosto:

"Quanto mi costa produrre in Italia",

in cui il costo del lavoro è solo una parte (piccola) del costo totale.
Il fatto che produrre in Italia sia comunque produttivo è dato dal fatto( con opportune turnazioni e utilizzo degli impianti) che Pomigliano, non un modello assoluto, è comunque un impianto che rende profittevole per la FIAT anche la Panda, che è su un segmento di mercato non particolarmente ricco. Certo, poi in Serbia ti fanno anche l'autostrada, ma non si può avere tutto dalla vita.
Il fatto che in Italia si continui a produrre in stabilimenti già esistenti, e non se ne aprano di nuovi dovrebbe far riflettere non sul "costo del lavoro", ma sul "costo Italia".