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Quanta flessibilità è necessaria?

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@Saul:

chi dovrebbe informarsi su tutti 'sti contratti?

Il lavoratore è interessato solo a quello/i che gli viene offerto, mentre i datori ci mettono mezz'ora a fare una shortlist dei potenziali candidati. Che gli frega del lavoro a chiamata ad un'acciaieria?

 

Ok, per costi della giustizia e formazione dei consulenti dover conoscere troppe tipologie è costoso, anche se nel primo caso non mi sembra un gran problema: il giudizio di merito si da sempre sui pochi articoli rilevanti del contratto specifico, che ci sia o meno un riferimento ad un contratto nazionale mi pare cambi poco.

 

Continuo a non capire nemmeno la necessità del concetto di contratto nazionale, e credo sarebbe meglio che ciascuna azienda si scrivesse i suoi o li acquistasse sul mercato.

 

@Francesco Forti

In Svizzera come funziona? C'è una legislazione rigida (federale o cantonale che sia) che specifica n contratti tipo o solo l' obbligo di riconoscere un po' di ferie, maternità,ecc. ?

Scusa Marcello, ho visto solo ora che mi chiedevi ragguagli. A quanto mi è dato sapere esiste una normativa federale, sotto il nome di "codice delle obbligazioni", che è la parte del codice civile (unico in tutta la federazione) che elenca le tipologie di contratto (le obbligazioni tra le parti). Tra i contratti sono indicati naturalmente quelli di lavoro.

Ci possono essere contratti "normali" (ed alcune tipologie sono indicate per il personale medico, in mare, il personale domestico, il lavoro a domicilio)  o "collettivi". Il codice delle obbligazioni stabilisce solo criteri di base per i contratti collettivi.

 

La base comune riguardante tutto il lavoro (gli obblighi di cui parli) è comunque stabilita nel codice civile, titolo decimo, contratti di lavoro. Sono una ventina di articoli che non indicano tipologie ma solo le norme comuni.